Venerdì, 19 Luglio 2024
La missiva

Reggio Futura scrive a Piantedosi per rappresentare al ministro i ritardi della città

Iniziativa del presidente Italo Palmara in occasione della presenza del titolare del dicastero degli Interni al Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza

In occasione della presenza del ministro Matteo Piantedosi a Reggio Calabria, per partecipare alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, l’avvocato Italo Palmara: presidente di Reggio Futura, ha scritto una missiva al titolare del dicastero degli Interni, che pubblichiamo integralmente, per mettere in evidenza quelli che per la compagine politica sono i problemi ancora esistenti a Reggio Calabria.

Di seguito il testo integrale della missiva:

"Egregio Signor Ministro, benvenuto a Reggio, Città tra le più belle e antiche d’Italia, compendio di Cultura e Storia incastonate in posizione baricentrica e strategica al centro del Mediterraneo.

La Sua venuta a Reggio ci onora e ci conforta. Per di più se si considera che Ella si appresta a firmare il Protocollo di Legalità per la realizzazione del Museo del Mare, opera voluta e concepita dalle precedenti Amministrazioni di centro-destra, per circa un decennio osteggiata e financo “de-finanziata”, la cui edificazione, oggi, diviene fondamentale per le istanze di progresso socio-economico e culturale della Città.

Il significato di tale evento, peraltro, tocca in profondità i sentimenti di una intera Comunità, ormai sfiduciata e ferita, la cui residua speranza attende il segno di un irrinunciabile cambiamento nel governo della Città.

L’inettitudine e l’incapacità dell’attuale Amministrazione Comunale, difatti, hanno privato la nostra Comunità dei servizi essenziali ed hanno compresso i fondamentali diritti sanciti dalla Carta Costituzionale.

Inadeguatezza e impreparazione, inoltre, si sono tradotte in un colpevole ritardo nella esecuzione di opere, interventi ed infrastrutture (peraltro, già da tempo pianificati) che avrebbero ridotto il grave isolamento in cui versa la Città.

Basti pensare, solo per farLe qualche esempio, all’improvvisazione e alla all’approssimazione con cui vengono gestiste le gare d’appalto, i cui bandi pubblici risultano puntualmente deserti, come è recentemente accaduto per le mense scolastiche.

Da quasi dieci anni, inoltre, questa compagine non riesce a trovare una soluzione all’emergenza rifiuti, e ciò a causa sia dell’irrazionale e ideologica impostazione del sistema di raccolta, sia della superficialità che caratterizza le procedure di affidamento del servizio che generano continui contenziosi e inefficienze, con conseguenti problemi di ordine pubblico e sanitario. Lo stesso dicasi per il servizio idrico, ad oggi non normalizzato, nonostante gli straordinari investimenti del passato per la risoluzione della problematica.

Si pensi, ancora, alla sofferenza dell’Aeroporto dello Stretto, alla continua spoliazione di agenzie e realtà Culturali, Religiose, Istituzionali e Sportive, alla inabilità nella spesa degli ingenti fondi del cosiddetto “Decreto Reggio” che, da soli, assicurerebbero la ultimazione di importanti opere, ormai ferme. E tale diffusa inefficienza si ripercuote anche negli interventi (affatto complessi) di completamento di opere da tempo avviate: è il caso, ad esempio, del “Ponte Calopinace”, un semplice attraversamento di un piccolo corso d’acqua che collegherebbe gli ambiti costieri della Città dando continuità (con una struttura di pochi metri) al “water front” di Reggio.

Appare superfluo evidenziarLe come, soprattutto in questo particolare periodo storico, il mancato utilizzo delle risorse e la perdita di opportunità comporti un ritardo, quando non un arretramento, anche nella “qualità della vita” (come attestato, proprio in questi giorni, dalle classifiche nazionali).

Non manca, in ultimo, anche la “questione morale”, non ancora risolta, che colpisce il Sindaco (attualmente sospeso) e gran parte della Giunta, ulteriormente aggravatasi dal rinvio a giudizio (intervenuto proprio in queste ore) per un nuovo procedimento a carico del Primo Cittadino.

Se Ella vorrà, su queste vicende, come pure su quella ancor più famosa che ha disvelato l’esercizio del voto da parte di “elettori” da tempo deceduti, potrà facilmente trovare ogni puntuale riscontro, anche in seno all’autorevole Tavolo “Tecnico-Istituzionale” attivato presso il Palazzo del Governo in occasione della firma del Protocollo di Legalità.

Siamo certi che Ella comprenderà la nostra preoccupazione e lo sconforto nel dover assistere alla deriva di una Città immobilizzata e tenuta in trappola, in cui non si registra alcun avanzamento materiale e immateriale.

Lo scoramento diviene ancor più lacerante se si pensa a come questi fattori respingenti mortifichino i nostri giovani, la loro intelligenza e l’istanza di futuro che dovremmo assicuragli; essi, sempre più, sono costretti ad allontanarsi da Reggio e ad osservare da lontano il declino di una Città che non ha saputo offrirgli la prospettiva del domani.

Non possiamo permettere che tutto ciò accada, soprattutto se consideriamo che il persistente “disordine amministrativo”, nonché le gravi violazione di legge che segnano l’operato dell’Amministrazione Comunale, continuino a generare degrado, povertà e (soprattutto) sfiducia verso lo Stato, fattori su cui le organizzazioni criminali accrescono consenso e potere.

Dobbiamo registrare, purtroppo, che, né le Istituzioni né la Politica sembrano prestare attenzione a questa grave e nota situazione.

Signor Ministro, nel rinnovarLe il compiacimento e la nostra soddisfazione per la Sua visita in Città, Le chiediamo di voler prestare attenzione al “caso Reggio”, e di voler rappresentare al Governo Centrale, anche in forza delle evidenze che emergeranno dal Tavolo della Prefettura, l’urgenza di porre in essere ogni possibile strumento istituzionale per “restituire” alla Comunità reggina il Tempo e la Speranza sottratti".

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