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Domenica, 14 Aprile 2024
La sentenza

Omicidio Fiume, la Corte d'assise ha deciso: 16 anni per Giuseppe Sicari

I giudici hanno escluso l'aggravante della premeditazione contestata all'imputato. L'imputato aveva scelto il rito abbreviato

È stato condannato a 16 anni di carcere Giuseppe Sicari, il 62enne che nel novembre del 2022 ha ucciso a colpi di pistola il cugino della moglie, Francesco Giuseppe Fiume, pizzaiolo di 44 anni, a Catona per dissidi familiari, screzi che, con il passare del tempo, erano diventati insanabili.  

L'uomo, reo confesso, aveva scelto il rito abbreviato. La Corte d'Assise, presieduta da Natina Pratticò, (Giovanni Verardi a latere), ha emesso una sentenza più severa di quella richiesta dal pubblico ministero Tommaso Pozzati - come riferisce l'Ansa -  che, dopo aver contestato l'aggravante della premeditazione all'imputato, riconosciuta anche dal gip in fase cautelare, durante la requisitoria ha modificato il capo di imputazione escludendo l'aggravante chiedendo la condanna di Sicari a 15 anni di carcere.

Cadendo la premeditazione, quindi, la Corte d'assise ha riconosciuto lo sconto di pena perché l'imputato, difeso dagli avvocati Emanuele Genovese e Luca Cianferoni, aveva scelto il rito abbreviato.

La Corte d'assise ha anche disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'imputato al quale è stato ordinato il risarcimento dei danni, con una provvisionale di quasi 300mila euro, ai familiari di Fiume che si sono costituiti parte civile e sono stati assistiti dagli avvocati Caterina Suraci e Francesco Scopelliti. I giudici, infine, hanno disposto il trasferimento degli atti in Procura in relazione alle deposizioni rese in aula dai testimoni Gregorio Mangano e Giovanni Sicari.

Il fatto di sangue

Il grave fatto di sangue risale al 23 novembre 2022, quando, in via Francia, a Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria, Francesco Fiurme mentre era a bordo della sua macchina, una Fiat Stilo, è stato ucciso da alcuni colpi di pistola. Secondo quanto ricostruito la mattina del 23 novembre 2022, Fiume aveva avuto una discussione con il figlio dell'imputato, Giovanni Sicari, suo cugino, che subito dopo si è recato dal padre Giuseppe raggiunto nel frattempo da un altro amico di famiglia, Gregorio Mangano.

Tutti e tre sono rientrati a casa di Sicari dove quest'ultimo, mentre gli altri erano intenti a mangiare, ha preso l'arma e si è piazzato all'ingresso della propria abitazione. Lì ha atteso l'arrivo di Francesco Fiume e quando quest'ultimo è arrivato, ha sparato nove colpi di pistola calibro 9 mentre la vittima era ancora in auto. La scena è stata filmata dalle telecamere di sorveglianza della villetta.

Dopo l'omicidio e dopo essersi accertato che Fiume era morto, Sicari si è recato in questura dove si è costituito portando con sé l'arma, legalmente detenuta, e raccontando alla polizia di aver ucciso il cugino della moglie a causa delle vessazioni subite dalla vittima.
 

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