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Il progetto

Pochi voti per promuovere i luoghi del cuore Fai reggini

Tra poche ore si chiuderà l'undicesimo censimento, ma le località della provincia non sono state sostenute e restano in coda

Restano in coda alla classifica i luoghi del cuore di Reggio e provincia. Tra poche ore, a mezzanotte, terminerà l'undicesimo censimento del Fondo per l'Ambiente italiano, che ogni anno propone la segnalazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del paese, invitando a votare le località che si amano e si vorrebbe valorizzare, proteggere e far conoscere.

Il tempo per mettere in luce i tanti siti candidati nel territorio cittadino e provinciale (rispettivamente 73 e 456) è stato lungo, sette mesi, durante i quali però Reggio non è riuscita a portare avanti i suoi tesori, tra i quali ci sono anche i Bronzi. Il piazzamento ingeneroso dei Guerrieri sorprende soprattutto nel cinquantesimo anniversario. Evidentemente la promozione non è stata abbastanza incisiva se le magnifiche statue che tutto il mondo ammira hanno ottenuto soltanto 17 voti, validi per il 5548esimo posto in classifica. E' andata (poco) meglio alla casa dei Bronzi: il museo archeologico conta 20 voti in 4373esima posizione. Il luogo cittadino più votato in assoluto sono le Terme Romane al 2503esimo posto con 30 clic. Seconda la stazione sperimentale delle essenze con 27 voti (2840esimo posto), terzo il lungomare Falcomatà con 22 (3872esimo). Precisiamo che tutti i numeri qui citati sono in tempo reale e cambiano continuamente, in aggiornamento fino alla chiusura di mezzanotte.

Male i Bronzi, in provincia la più votata è Scilla, bene Bagaladi

In provincia Scilla è grande protagonista, ma chi l'ha iscritta al censimento ha usato una strategia sbagliata, spezzando le candidature tra l'intero territorio comunale, il borgo di Chianalea, il castello Ruffo, la Costa Viola e persino marina grande. I voti sono stati così dispersi tra le varie proposte, che in realtà si riferiscono allo stesso luogo. Fino ad ora Scilla nel suo complesso ha ottenuto 373 voti, il castello 170 e il borgo di Chianalea 80, mentre gli altri segmenti si sono fermati a una manciata di clic. Un peccato. 

Pur nel panorama non certo esaltante, è andato bene il borgo aspromontano di Bagaladi, che ha ottenuto 109 voti: la delegazione Fai reggina l'aveva valorizzato durante le scorse giornate d'autunno attraverso la divulgazione del tesoro artistico rappresentato dal gruppo scultoreo di Antonello Gagini custodito nella chiesa di San Teodoro Martire, e un percorso tra mulini e frantoi. Anche per il parco nazionale d'Aspromonte è stato commesso lo stesso errore di Scilla, segnalando in mille rivoli i vari comuni che ne fanno parte (Gerace, Roghudi, Antonimina, Platì) e che da soli non hanno avuto la forza attrattiva necessaria per emergere. Samo, segnalata in modo autonomo con il borgo Precacore, ha ottenuto 236 voti. E per restare nei dintorni, è clamoroso che il Musaba di Nik Spatari a Mammola abbia racimolato solo tre voti! 

Tanti errori strategici nelle candidature reggine

Un risultato non così inspiegabile come sembrerebbe, e non dipende dallo scarso appeal dei nostri luoghi né dalla mancanza di sostegno da parte delle stesse comunità. Intanto,  i siti calabresi spesso sono stati candidati senza una foto a corredo della scheda, e non è proprio una scelta furba per farsi notare. Ma la vera considerazione da fare riguarda invece un equivoco di fondo sul senso del censimento Fai, che è finalizzato a far conoscere siti poco noti e soprattutto che abbiano bisogno di salvaguardia e promozione. Difficile che in questa categoria possano rientrare, ad esempio, i Bronzi di Riace. Anche perché il progetto dei Luoghi del cuore è biennale e alterna il censimento vero e proprio a un bando con finanziamenti ad assegnare a idee di restauro e ingegneria naturalistica, comunicazione, richiesta di apposizione di vincoli o tutela da iniziative ritenute lesive per i luoghi stessi. Che i Bronzi debbano essere proposti come bene da tutelare è quantomeno paradossale, essendo il principale traino culturale e turistico dell'intera Calabria. Detto in altre parole, sono gli enti locali e statali a doversene occupare, non certo i cittadini e il Fai. 

Non sono mancate proposte mirate, tra cui Villa Genoese Zerbi (15 voti, quasi quanto i Bronzi), le filande di Gallico e Cannitello o, in provincia, la grotta di Sant'Elia Speleota a Melicuccà e l'ex centrale idroelettica di Bivongi (sebbene non abbiano fatto breccia nel cuore dei votanti). Il target esatto è infatti quello di luoghi che si vogliono salvare dall'usura e recuperare alla fruizione, come la prima classificata nazionale, la chiesa di San Pietro dei Samari a Gallipoli, che ha scalzato il museo dei misteri di Campobasso in un testa a testa fino all'ultimo minuto di voto. 

Chi in Calabria ha inteso nel modo giusto lo spirito dell'iniziativa ha candidato, ad esempio il museo Mulino Belsito a San Giovanni in Fiore, luogo più votato della regione con 4827 voti e in 24esima posizione della classifica nazionale. I primi tre luoghi in classifica e il vincitore della classifica speciale dedicata a un tema diverso in ogni censimento, riceveranno un contributo economico a fronte di un progetto concreto da concordare con il Fai, e se il museo di San Giovanni in Fiore non ha raggiunto l'obiettivo, è però l'unico sito della regione che potrà partecipare al bando del 2023 (negli anni pari si svolgono i censimenti, in quelli dispari i bandi), che in collaborazione con Intesa San Paolo attribuisce finanziamenti alle località che hanno ottenuto almeno 2500 voti. L'erogazione dei fondi avviene dopo la presentazione di progetti con un cofinanziamento minimo del 20% sull'importo totale, che varia da 10.000 a 30.000 euro in base al pacchetto di voti portato in dote dal sito. In questa edizione la provincia di Reggio si è bloccata molto lontano dalla meta, ma fino alle 24 c'è tempo per il rush finale e almeno alzare il punteggio di alcuni dei nostri luoghi candidati di punta e fare migliore figura.  

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