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Mimì Fortugno, l'amore per il mare e gli anni d'oro del lido comunale

Ritratto dell'indimenticato commendatore a cui è intitolato il Tuffo in mare di Capodanno organizzato da Febiadi, domani alla 50esima edizone

Demetrio Fortugno, sportivo e intraprendente, amava il mare e fu subito certo che avrebbe avuto seguaci in quella sua inconsueta idea di un tuffo di buon augurio da celebrare il 1 gennaio.  Roba per coraggiosi e più adatta ai paesi del Nord Europa, ma lo storico direttore del lido comunale la propose a Reggio. I pionieri furono quattro amanti del nuoto, tra cui il sub Michele Rossetti, ma ogni anno nuovi amici sarebbero stati invitati a bagnarsi nelle acque invernali dello Stretto.

Adesso il tuffo in mare di Capodanno taglia il traguardo della cinquantesima edizione, e anche il commendatore Fortugno - Mimì, come lo chiamavano tutti - non c'è più, nel suo nome si continua a festeggiare l'1 gennaio con questo raduno amatoriale di bagnanti nella rada Giunchi, di cui dieci anni fa, dopo la sua scomparsa, il testimone è passato all'associazione Febiadi, presieduta da Tonino Massara.

"Mimì Fortugno - racconta Massara - lo pensò come un rito ispirato al battesimo, un modo per rappresentare attraverso l'acqua, come nel racconto evangelico, una rinascita che inizia con il nuovo anno lasciando alle spalle tutto ciò che di doloroso o negativo riguarda l'anno vecchio".

Atleta, dirigente comunale rigoroso e direttore del lido della dolce vita

Direttore del lido comunale creato negli anni Venti del secolo scorso dall'ammiraglio Giuseppe Genoese Zerbi, struttura che nella lunga stagione della guida di Fortugno conobbe un'epoca d'oro, il cavaliere e commendatore fu anche dirigente del settore giardini pubblici, che curò con amore e massima attenzione - si occupava delle aiuole di quella Reggio bella e gentile come di casa propria.

Tempi lontani, quasi un'altra vita, che oggi sembrerebbe incredibile ai giovanissimi della generazione alpha cittadina. Incredibile che una volta Reggio fosse come Rimini o Forte dei Marmi, attorno al nucleo di quel lido attualmente vietato dietro la rete arancione di un cantiere a tempo indeterminato, oggi meta di pochi nostalgici che sfidano il degrado. Fortugno ne assunse la direzione negli anni Sessanta: già celebre agli esordi come centro culturale e mondano, durante la seconda guerra mondiale era stato utilizzato come quartier generale dai tedeschi e poi dagli americani. 

Atleta dotato (nella corsa podistica fu anche campione nazionale nella categoria giovanile, con targa assegnata da Mussolini), alla sua gestione è legata la fotografia vintage del lido reggino con le baracchette balneari e la rotonda da ballo dove tra i tanti ospiti vip si esibì Fred Bongusto e nel '74 si tenne la finale di Miss Italia che vide la danzatrice reggina Maria Pia Liotta, allora quindicenne, indossare la fascia di Miss Cinema, e tra le partecipanti due future sex symbol come Lilli Carati e Carmen Russo.

In città era stimato e popolare e onorò Reggio con il titolo di commendatore della Repubblica, oltre ad essere stato insignito, per il valore sportivo e poi la sua carriera come assistente arbitro nella massima serie, della stella d'argento al merito del Coni. "Come direttore del lido era rigoroso - ricorda ancora Tonino Massara - ma la sua autorevolezza era riconosciuta e rispettata perché agiva sempre come un buon padre di famiglia. Ad esempio noi ragazzi venivamo sgridati quando giocavamo a pallone dove non si poteva, ma sapevamo che era giusto. Era una bella persona, benvoluto da tutti".  

L'idea del tuffo in mare di Capodanno più longevo d'Italia

La tradizione del tuffo in mare di Capodanno, inaugurata nel 1972, nacque e continuò come evento spontaneo, che si concludeva in un brindisi e una fetta di panettone in spiaggia con gli accappatoi addosso. "Mimì Fortugno non la vide mai come un'impresa impossibile. Il gelo è un pregiudizio, il mare dello Stretto è meno freddo d'inverno perché trattiene il calore accumulato nei mesi estivi e poi la differenza di temperatura con il clima esterno rende piacevole stare in acqua. Alcuni avevano già questa abitudine di fare il bagno in inverno, ed è sempre riuscito a coinvolgere tanta gente che il primo gennaio si ritrovava lì senza preavviso per partecipare alla nuotata di buon augurio".

In Italia si tratta del più longevo tra gli eventi di questo tipo. Se ne svolgono altri simili in Liguria e a Napoli e sul lago di Garda ma da molti meno anni, a Reggio i tuffatori non si sono fermati neanche nel capodanno eccezionalmente rigido del 2015, quando la rada Giunchi fu spolverata di neve. "Il nostro tuffo - conferma Massara - è l'unico ad essersi svolto con continuità, ogni 1 gennaio con l'unica eccezione della pausa imposta dalla pandemia". Per questo l'edizione 2023, che avrebbe dovuto avere un numero in più, sarà invece la cinquantesima.

Tra preiscritti e adesioni dell'ultima ora, ogni anno a fare il bagno sono circa un centinaio. Invitato speciale di domani è il mister della Reggina Pippo Inzaghi, ma tra gli ospiti attesi ci sarà con certezza un gruppo di componenti dell'associazione nazionale arbitri, e tuffatori abituali arrivati dalla provincia, da Milano e Firenze, e anche da Londra, oltre che rappresentanti della comunità ucraina presente a Reggio. Appuntamento a partire dalle 10.30 per iscriversi e ricevere i gadget, età eterogenea da 0 a 90 anni: in una delle ultime edizioni c'è stata anche una giovane coppia che ha bagnato i piedini del figlio neonato per farlo partecipare simbolicamente. Presente come in tutti questi cinquant'anni sarà Giacomo Misiano, veterano del tuffo che ha onorato la tradizione persino negli anni di stop pandemico, ovviamente da solo. 

Assunto l'impegno di continuare l'iniziativa dopo la morte di Fortugno, l'associazione Febiadi nel tempo ha creato un evento strutturato, che si estende alla solidarietà con le raccolte di beneficenza, e alla cultura e l'arte con la mostra Tuffo nell'arte curata da Maurizio Quintino a Palazzo San Giorgio. "Ho sempre assistito al tuffo - continua Massara - e una volta ho partecipato anch'io, dunque ho accettato con piacere di occuparmi della manifestazione perché lo merita e senza di lui certamente l'usanza si sarebbe interrotta".

Da memorial a evento che adesso porta il nome di Fortugno legandolo a quello della città, negli ultimi anni il tuffo di Capodanno ha accolto la collaborazione di varie associazioni reggine e in questa edizione ha incrociato anche l'anniversario gemello dei Bronzi con il ripescaggio di due sagome delle statue e prevede una sinergia con Ambiente Maria Italia, di cui sarà offerto il tesseramento per divulgare i temi della salvaguardia dei litorali.

Per lo stesso motivo e insieme a Plastic Free, oggi si terrà una pulizia della rada Giunchi. Ed è anche un modo per restituire il lido comunale ai cittadini. Quando Fortugno andò in pensione, lo stabilimento balneare era ancora aperto, anche se quelle che una volta erano vere e proprie verandine con nulla da invidiare alle cabine delle località vacanziere romagnole o toscane, erano già diventate comuni spogliatoi.

"Avrebbe sofferto nel vedere lo stato in cui versa il lido - commenta Tonino Massara - per lui era un luogo che valorizzava la gioia di stare insieme in famiglia e incontrare gli amici. I ragazzi andavano a ballare per fare nuove conoscenze e lì sono nati tanti amori. Era un centro di ritrovo per tutti, si avvertiva il senso più bello della socialità". 

La storicizzazione della manifestazione del tuffo in mare che è il punto di partenza di questa cinquantesima edizione sarà anche da auspicio per un vicino ritorno del lido comunale alla sua piena e dignitosa fruizione.

Per la locandina della manifestazione è riconoscibile per l'immagine di Mimì Fortugno in piedi su una barca, con costume, corona e tridente da Nettuno e un buffo salvagente a paperella: "E' una caricatura originale fatta dai suoi collaboratori del lido, che è stata condivisa con noi dalla sua famiglia. Con la loro autorizzazione abbiamo mantenuto quel disegno e sullo sfondo abbiamo aggiunto il lido e alcuni bagnanti. Gli somiglia moltissimo ed è rappresentato un po' come re del mare e forse quest'anno potremmo dire un po' Bronzo di Riace". 

La locandina del Tuffo di Capodanno

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