Arrivo nuovi voli, Comitato pro aeroporto dello Stretto: "Che fine ha fatto Ryanair?"

La riunione del comitato reggino ha snocciolato tante problematiche inerenti lo sviluppo dello scalo reggino e l'emergenza territoriale dell'area dello Stretto

L'aeroporto dello Stretto

L’emergenza territoriale in atto che, partendo dalla questione aeroporto e infrastrutture, si estende anche ai settori quali turismo e lavoro, sanità e servizio pubblico, ricerca e sviluppo sono stati gli argomenti al centro della riunione pubblica indetta dal Comitato pro aeroporto dello Stretto.

Il 22 settembre la compagnia aerea Blu Panorama ha cessato definitivamente il servizio di trasporto, la compagnia di bandiera Alitalia sul proprio piano industriale ha previsto la soppressione di determinate tratte nazionali, tra le quali vi è la Reggio-Milano, della compagnia Ryanair non si hanno più notizie, nonostante fosse stato annunciato il suo arrivo in pompa magna per il mese di aprile passato.

"Il risultato finale, dopo le varie dichiarazioni al sapore di propaganda - dichiara il Comitato pro aeroporto - è che rimarremo presto con un solo volo per la tratta Reggio-Roma, che naturalmente non potrà neanche sopperire ai servizi minimi essenziali per le esigenze delle comunità di Reggio e Messina, né potrà giustificare economicamente il mantenimento dell’infrastruttura".

A questo riguardo durante la riunione il Comitato ha fatto presente che "in passato ha comunicato con i vertici delle compagnie aeree, che hanno dichiarato che la rispettiva fornitura del servizio (nonché il potenziamento) su qualsiasi scalo, dipende dalla presenza o meno di piani programmatici attrattivi da parte della società di gestione e delle Istituzioni locali".

Sono stati inoltre riportati gli atti che provano "il mancato impegno degli organi rappresentativi locali di fronte la sottoscrizione di un protocollo, elaborato dal Comitato, che avrebbe dovuto costringere la Sacal a rispettare gli obblighi di pubblicazione del piano industriale, così come è stata letta la risposta del dipartimento del ministero delle infrastrutture e trasporti (dal quale si attende l’osservanza su un impegno di incontro) che si rifiuta di diffidare la società di gestione degli aeroporti calabresi nel pubblicare il sopraindicato documento, nonostante l’articolo 12, comma 1 del DLgs 33/2013 imponga proprio tale dovere".
"Insomma- prosegue il Comitato- si è dimostrato che nella ripartizione della spesa pubblica nazionale purtroppo si continuano ad applicare inique sperequazioni, soprattutto a causa dei nostri rappresentanti locali che perseguono gli interessi delle segreterie politiche invece che quelli del proprio territorio".

Ma la questione aeroporto è solo "il paradigma del più ampio degrado territoriale in cui ci ha condotto il clima di indolenza verso chi ci rappresenta immeritevolmente. Strettamente connessa al diritto alla mobilità, di cui oggi i cittadini dell’area dello Stretto sono penalizzati, è l’annosa emergenza sanitaria che obbliga tante persone ad emigrare in altre Regioni ed a causa dei cattivi collegamenti e delle esose tariffe, anche il diritto costituzionale alla salute viene oggi sostanzialmente annichilito e spesso negato".

Durante la riunione è stato posto l'accento "sul centro trapianto organi che, senza l’ausilio dell’infrastruttura aeroportuale ed un efficiente servizio, non si potrebbero salvare tante vite umane. Oltre l’aspetto sociale va citato inevitabilmente l’aspetto economico, infatti grazie ad un’infrastruttura efficiente si potrebbero attrarre quei finanziamenti pubblici e privati indispensabili per dar respiro ad un territorio come il nostro, a rischio di isolamento e con il più basso tasso occupazionale, a fronte invece dalla pressione tributaria più alta d’Italia (come da fonti ufficiali della CNA)".

Nel corso dell'incontro sono stati portati numerosi esempi di come il comparto del turismo e delle strutture ricettive potrebbe beneficiare dall’intervento dei rispettivi piani istituzionali sul turismo e sui trasporti, i quali oggi tardano ad esplicare dei contenuti attendibili, né vi è una sinergia per collegare l’aeroporto con il territorio circostante.

"Ma - aggiunge il Comitato- non vanno dimenticati neanche gli importanti settori della ricerca e delle professioni, i cui attori oggi trovano grandi limitazioni e difficoltà negli spostamenti necessari per il proprio lavoro costringendo i giovani e le eccellenze al trasferimento definitivo verso altre città, così come il nostro territorio viene puntualmente privato della possibilità di ospitare numerosi convegni e meeting".
 

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