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Martedì, 30 Aprile 2024
Operazione "Perseverant" / Rosarno

Indagato continua a spacciare agli arresti domiciliari: in carcere un 44enne

L'uomo è coinvolto nell'operazione dei carabinieri, coordinata dalla Procura di Palmi, partita dalla denuncia di un padre stanco di vedere la figlia rovinarsi con l'uso di sostanze stupefacenti

Ha continuato a fare i suoi "affari" mentre era sottoposto agli arresti domiciliari e, nonostante sapesse di essere soggetto a frequenti controlli, vendeva droga. È finito così in carcere un rosarnese di 44 anni, uno degli indagati dell’operazione “Perseverant”, eseguita lo scorso febbraio dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e scaturita da un’indagine coordinata dal procuratore Emanuele Crescenti e dal sostituto procuratore Davide Lucisano della procura di Palmi, su un articolato giro di spaccio di sostanze stupefacenti, fortemente radicato all’interno del contesto territoriale dei comuni di Taurianova e Rosarno.

La denuncia del padre di una ragazza

A dare avvio alle investigazioni dei militari dell’Arma, in quella occasione, era stata la denuncia sporta dal padre di una giovane dipendente da sostanze stupefacenti che, vista la brutta china che stava prendendo la figlia, aveva deciso di  confidare la situazione ai carabinieri delle Stazioni di Taurianova e di San Martino di Taurianova.

Gli approfondimenti successivi fatti dagli investigatori, avviati nel marzo del 2020 e conclusi anni dopo, accertavano i timori dell’uomo, riscontrando l’esistenza di un florido mercato della droga leggera e pesante, con base a Taurianova e ramificazioni a Rosarno, Platì e Gerocarne, dove avevano base i fornitori del narcotico.

All’arrestato, in particolare, era stato contestato di aver fornito ad altri indagati, in varie occasioni, lo stupefacente che successivamente veniva rivenduto agli acquirenti finali. Per questo era stato ritenuto sufficiente, originariamente, la misura cautelare degli arresti domiciliari.

L'aggravamento della misura cautelare

Sulla base degli elementi di prova così raccolti, secondo l’ipotesi d’accusa sposata dal gip di Palmi che ha firmato l’ordinanza di sostituzione della misura cautelare, si ritiene adesso che l’indagato abbia continuato a delinquere nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti.

A incidere sulle valutazioni effettuate dal gip di Palmi in merito all’aggravamento della misura cautelare è stato, come ampiamente dettagliato dai carabinieri delle stazioni di Taurianova e di San Martino di Taurianova, il fatto che l’indagato abbia agito in totale spregio al divieto di comunicazione con terze persone, impostogli con gli arresti domiciliari.

Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini - evidenzia il comando provinciale dei carabinieri - e l’effettiva responsabilità della persona destinataria della misura cautelare, in uno con la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a suo carico, saranno vagliate nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore della persona sottoposta a indagini. 

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