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Sanità a pezzi / Scilla

Scilla, si presenta il nuovo comitato pro casa della salute

Domani assemblea pubblica con il neocostituito direttivo, che presenterà le azioni da intraprendere per salvare l'ospedale dalla chiusura

Gli scillesi tornano in piazza per difendere il diritto alla salute e chiedere la riapertura dell'ospedale. Stavolta però la mobilitazione si organizza in modo strutturato grazie alla costituzione di un nuovo Comitato pro Casa della Salute, il cui direttivo si presenterà ufficialmente domani alla cittadinanza.

L'appuntamento con la presidente Carolina Cardona e gli altri membri è per domani pomeriggio alle 16 presso l'anfiteatro della villetta comunale di Scilla dove si svolgerà un'assemblea per presentare le iniziative di protesta e fare il punto su quello che si è già fatto e quello che sarà programmato. Interverrà anche il parroco don Francesco Cuzzocrea, che guiderà una preghiera collettiva per i malati. Sono loro, gli utenti dell'ospedale cittadino, le prime vittime del provvedimento che lo scorso 26 settembre si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno sull'edificio nuovo dell'ex "Scillesi d'America", chiuso d'imperio dalla commissaria straordinaria dell'Asp reggina perché ritenuto in stato di gravissimo dissesto e pericoloso per lavoratori ed utenti. 

Da allora i cittadini non hanno mai smesso di far sentire la loro voce per scongiurare quella che sembra un'annunciata chiusura permanente. In questi quasi due mesi la gente di Scilla e del comprensorio ha animato vari sit-it davanti all'ingresso dell'ospedale sigillato, con il culmine della partecipata manifestazione pubblica del 16 ottobre in piazza San Rocco, alla quale sono intervenuti anche l'ex sindaco Pasqualino Ciccone, amministratori della Costa Viola, rappresentati della città metropolitana e tanti lavoratori del settore sanitario. 

La parte dell'edificio (paradossalmente proprio quella nuova, poiché i locali del plesso vecchio sono invece agibili) che dovrà essere ristrutturata riaprirà nella piena efficienza e al rango di casa della salute, come ha assicurato il governatore calabrese Roberto Occhiuto, ma il timore della popolazione servita da questo importante presidio di sanità pubblica (oltre cinquantamila persone su un'area geograficamente complessa che arriva fino alla cintura aspromontana) è che Scilla sia abbandonata. Segnali in tal senso sono la mancanza di una data certa di inizio dei lavori e nel frattempo la progressiva dismissione dei servizi del nosocomio, molti dei quali fuori dal territorio e il trasferimento dei medici del punto di primo intervento. Non solo. Se il provvedimento urgente di chiusura è stato assunto sulla base degli esami statici effettuati da Invitalia, bisognerà capire, a cantiere avviato, l'effettivo stato della struttura. E se sia possibile un risanamento o invece si dovrà demolire tutto.

Scenari a cui si è subito opposto il comitato spontaneo di cittadini che domani scenderà in campo con un direttivo e un piano d'azione, che partirà dalle già annunciate iniziative di diffida all'Asp di Reggio e richiesta di accesso agli atti. Tante sono ancora le zone d'ombra in questa vicenda iniziata nel 2012 con un grande progetto per potenziare la sanità territoriale. Finito dieci anni dopo con la perdita di ogni diritto a curarsi per i residenti nei comuni della Costa Viola. 

Come già accaduto ad ottobre, si attende un pieno di presenze per l'assemblea di domani dove il nuovo comitato prende idealmente il testimone di quello originario degli scillesi americani che vollero la costruzione dell'ospedale. "Vi aspettiamo numerosi - scrivono dal comitato - perché la piaga della sanità calabrese continua a mietere la chiusura di strutture indispensabili e necessarie a garantire il diritto alle cure di tutti i calabresi ma soprattutto dei meno abbienti che non possono permettersi di curarsi in strutture private. Ricordiamoci sempre - concludono - che la salute è un diritto costituzionale che vogliono negarci"

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