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Il fatto / Scilla

Ristrutturati i locali della biblioteca comunale di Melia

Grazie all'opera disinteressata Francesco Marcato, campano ma cittadino adottivo del borgo aspromontano

I locali della biblioteca parrocchiale di Melia sono stati di recente ristrutturati grazie all’opera volontaria e disinteressata di Francesco Marcato, un melioto d’adozione a tutti gli effetti. Originario della Campania, Francesco è di casa a Melia ormai da anni, dove nel tempo libero si dedica al bene della comunità attraverso i suoi servizi resi presso il Banco Alimentare o individuando sempre nuovi modi per aiutare la popolazione e soprattutto i più piccoli.

«I luoghi vivono perché animati dalle persone che li vivono. Qui a Melia abbiamo la fortuna di una comunità coesa e sensibile che rende bella la vita in paese. Il restauro della biblioteca parrocchiale è stato possibile grazie ad una sinergia dove la Parrocchia ha finanziato le spese dei materiali ed il nostro infaticabile Francesco Marcato ha messo braccia e sudore nel ridare decoro a questo spazio.

Lui è molto umile, ma è giusto oggi riconoscerne i meriti, poiché si è contraddistinto tra tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, ognuno al meglio delle proprie possibilità. Un grazie immenso va sempre anche a tutti quei Melioti che ogni giorno si spendono disinteressatamente al servizio della propria comunità, in tanti modi, dal catechismo all'oratorio, tenendo pulite parrocchia e biblioteca, semplicemente portando un fiore e soprattutto con le proprie preghiere. Ricordiamolo: solo l'amore crea».

Dopo la messa padre Pasquale Triulcio ha benedetto i locali rinnovati ed espresso parole di elogio per quanto fatto e prospettato buoni propositi per l’anno avvenire. In quest’occasione tra i tanti presenti è intervenuto anche il giornalista Francesco Ventura, il quale è stato delegato dal Comune di San Roberto a portare i saluti del sindaco Antonino Micari, dell’assessore Antonino Calarco e della consigliera Paola Busceti, così come un saluto è giunto dall'associazione "La Voce dei Giovani", i cui regazzi e ragazze sono in buona parte durante l'anno sparpagliati per studio e per lavoro in tutta Italia, come molti loro coetanei quasi costretti purtroppo a lasciare casa propria per realizzare i propri sogni e le proprie aspirazioni.

Questo è stato solo uno dei tanti momenti buoni e belli che contraddistinguono la borgata di Melia, echi di storie di ordinaria bontà, che spesso passano inosservati nel frenetico quotidiano, ma che ci ricordano come la normalità di questa nostra terra di Calabria sia volta al bene, che spesso purtroppo non fa notizia  a differenza del male.

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