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Martedì, 17 Maggio 2022
La protesta

Lavoratori grande distribuzione in sciopero a Pasqua e il Primo maggio

La mobilitazione generale è stata proclamata dai vertici sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil della Calabria

“In occasione delle festività di Pasqua e Pasquetta, del 25 aprile e del Primo maggio le segreterie regionali unitarie calabresi che rappresentano le lavoratrici ed i lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata, hanno proclamato lo sciopero generale del settore per l'intera giornata”. Lo scrivono in una nota le segreterie regionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil della Calabria.

“All'indifferenza della Regione Calabria, delle istituzioni, dei sindaci - si legge in una nota stampa diffusa dai sindacati - che nel corso degli anni, nonostante le reiterate richieste delle organizzazioni sindacali, non hanno voluto ordinare la chiusura delle attività commerciali nei festivi, il sindacato risponde con lo sciopero come strumento di lotta e di difesa delle dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“Le aziende del commercio e della distribuzione - spiegano - sembrano vivere in una dimensione estranea a quanto accade nel mondo e pare non si rendano conto della condizione di fatica che vivono le lavoratrici e lavoratori del settore, stressati da anni di crisi Pandemica ed oggi dalla crisi internazionale. Sulle loro spalle vengono caricate ansie e preoccupazioni di clienti, agitazioni e stress che aumentano di giorno in giorno”.

Per i sindacati: “La Regione Calabria, l'Anci, i grandi comuni calabresi in questi anni non hanno mai convocato un tavolo con le parti sociali, nonostante sollecitazioni e richieste, per quantomeno discutere di queste lavoratrici e lavoratori; pronti a riempirsi la bocca di gratitudine per poi considerarli meno dei prodotti da banco e delle merci che le aziende mettono in vendita”.

“In un momento storico nel quale si discute di crisi energetica, inoltre - si legge ancora nella nota - non vengono chiamate a responsabilità sociale le imprese, che potrebbero auto-imporsi (visto che chi Governa, irresponsabilmente, non lo fa) un mini lockdown nei festivi (si tratta di quattro giorni festivi) per risparmiare energia, dando un segno tangibile di attenzione alle preoccupazioni della popolazione mondiale. Invece si agita la Guerra per chiedere nuovi ristori ed incentivi al Governo, per giustificare l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, senza un impegno tangibile per cambiare le cose”.

“Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil della Calabria - si legge infine - con lo sciopero generale del commercio e della distribuzione organizzata, vogliono che le lavoratrici ed i lavoratori possano vivere le festività prossime in Pace e per questo si augurano che gli appelli al Presidente della Regione ed alle Istituzioni non cadano nel vuoto, che la politica si assuma le proprie responsabilità in un momento particolare e difficile per le nostre vite. Chiediamo un gesto, un segno di rispetto che ci auguriamo possa arrivare".

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