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Mercoledì, 25 Maggio 2022
La firma

Uso della cannabis a scopo industriale, convenzione fra carabinieri e Mediterranea

La finalità è quella di tutelare la filiera dal rischio di un uso scorretto delle piante e per aumentare i controlli previsti dalla legge sul principio attivo

Nei giorni scorsi, presso il rettorato dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria, alla presenza del rettore, Santo Marcello Zimbone e del direttore generale Giuseppe Zimbalatti è stata sottoscritta una convenzione di ricerca tra il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari carabinieri nella persona del comandante della regione carabinieri forestale Basilicata, colonnello Angelo Vita ed il  dipartimento di Agraria rappresentato dal direttore, Giovanni Agosteo e dal responsabile scientifico del “Focuss lab” (Food chemistry, authentication, safety and sensoromic laboratory) Mariateresa Russo, la quale coordinerà la ricerca.

La convenzione, che segue quella già stipulata nel 2021 con il comando regione carabinieri forestali Calabria e Sicilia, rappresentato dal colonnello Giorgio Borrelli, riguarda l’avvio di un programma di ricerca finalizzato al monitoraggio del contenuto di tetraidrocannabinolo (Thc) nelle coltivazioni di canapa (cannabis sativa) a scopo agro-industriale della Basilicata, nonché allo sviluppo di nuovi metodi per il profiling dei metaboliti.

La legge numero 242/2016 - che consente la coltivazione, senza autorizzazione, della canapa industriale a basso contenuto di Thc, per la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili, semilavorati innovativi - ha suscitato un grande interesse da parte degli imprenditori agricoli tanto che, negli ultimi cinque anni, gli ettari investiti a canapa industriale sono aumentati di dieci volte. La finalità, nell’ottica della quale sono state siglate le convenzioni, è quindi quella di tutelare la filiera.

I carabinieri forestali della Basilicata, unitamente a quelli di Calabria e Sicilia, assolvendo ai compiti di controllo loro affidati dalla legge 2 dicembre 2016 numero 242, provvederanno a realizzare prelievi di campioni presso le aziende agricole per poi conferirli al “Focuss lab” del dipartimento di Agraria dove saranno sottoposti a specifiche analisi per l’identificazione e quantificazione del contenuto di THC e per la determinazione del profiling dei metaboliti primari e secondari a scopo di ricerca.

In prospettiva, quindi, le due convenzioni rappresentano la base per la definizione di un sistema di controllo di qualità che tuteli tutta la filiera della canapa legale. La pubblicazione dei risultati delle ricerche consentirà agli imprenditori agricoli di acquisire nuove conoscenze utili alla migliore gestione degli impianti.

In ultimo, la collaborazione avviata sarà un’occasione importante per sviluppare studi, ricerche e progetti congiunti volti ad approfondire la tematica sotto diversi aspetti, nel più ampio contesto di un modello di sviluppo sostenibile, considerato che la canapa presenta crescita rapida, con un’alta capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e, riducendo i tempi di utilizzo del suolo, contribuisce a migliorarne la fertilità.

Questi temi saranno, pertanto, approfonditi anche attraverso tesi di laurea e di dottorato di ricerca, come bagaglio condiviso di conoscenze e competenze dei futuri dottori agronomi o tecnologi alimentari, formati dall’università “Mediterranea”. Tecnici capaci di promuovere, in interazione con il mondo imprenditoriale, lo sviluppo di un settore strategico per l’intera economia italiana quale è quello agro-industriale.

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