L'Ugl Calabria scende in campo contro le molestie sulle donne nel mondo del lavoro

In occasione del 25 novembre, davanti agli ultimi casi di femminicidio, il sindacato scende in campo per chiedere risposte immediate da parte dello Stato e delle autorità

Proseguono le iniziative volte a contrastare la violenza di genere. In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, l'Ugl Calabria ha inaugurato una campagna di sensibilizzazione per la ratifica della Convenzione dell'organizzazione internazionale del lavoro sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro da parte dell’Italia. 

"Sono state 142 le donne uccise nel 2018 e 99 finora nel 2019. Il femminicidio rappresenta -sostiene Ornella Cuzzupi, segretario generale della Ugl Calabria - uno dei peggiori crimini e significa arretratezza culturale ed emergenza sociale. La violenza  da parte di un uomo su una donna  che l'ha amato ed il più delle volte è madre dei suoi figli,  è barbarie, crudeltà, meschinità, sopraffazione praticata da esseri indegni dell’appartenenza alla categoria degli uomini.

Davanti agli ultimi e strazianti casi di femminicidio, l’Ugl chiede risposte immediate da parte dello Stato e della autorità. Non può essere più consentito in un Paese civile e moderno che episodi, come quelli che ha regalato la cronaca degli ultimi mesi e delle ultime settimane, si possano ripetere".

"L’Ugl Calabria, attraverso il proprio ufficio welfare confederale - sostiene ancora Ornella Cuzzupi - accompagnerà l’iniziativa con la pubblicazione di indagini contenute in dieci schede di approfondimento per capire come affrontare le molestie e la violenza nel mondo del lavoro elaborate dall’Unione generale del lavoro confederale che da tempo sta lavorando sul tema dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici".

Per affrontare e arginare il fenomeno bisogna innanzitutto comprenderlo nei vari aspetti in cui si manifestano le molestie e le violenze. Bisogna saper distinguere tra quelle "interne", fatte da colleghi o superiori, o quelle subite da operatori durante il lavoro come gli operatori sanitari, gli autisti o i controllori nel del trasporto pubblico, gli insegnanti". 

Allargando poi il campo al femminicidio in generale, la richiesta della Ugl è quella di una maggiore presenza dello Stato, attraverso leggi adeguate e pene più severe.

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"Il mio consiglio a tutte le donne - conclude il segretario - è di procedere alla denuncia al primo gesto di violenza, fosse anche soltanto schiaffo o una minaccia di poco conto. Le donne devono però avere la sicurezza che lo Stato sarà loro accanto e le forze dell’ordine devono intervenire non appena si verifichi una situazione di potenziale pericolosità. Voglio, infine, ricordare che presso il nostro sindacato continua ad essere attivo lo sportello di ascolto attraverso il quale abbiamo raccolto tantissime testimonianze di violenze domestiche e sul posto di lavoro e che rimaniamo al fianco delle donne per la tutela dei loro diritti che vuol dire anche progresso sociale e culturale per la nostra società". 

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