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Il dibattito

Aeroporto dello Stretto, è l'ora del rilancio guardando anche al turismo delle radici

Il futuro del Tito Minniti è stato al centro del dibattito organizzato dalla Fondazione Magna Grecia con ospiti di istituzioni, imprese e mondo produttivo

In un giorno cruciale per il territorio con la firma dell'accordo di coesione tra Governo e Regione Calabria, un dibattito organizzato dalla Fondazione Magna Grecia ha approfondito il tema del rilancio del sistema aeroportuale dello Stretto.

L'aeroporto di Reggio Calabria, sotto i riflettori per l'investimento della compagnia Ryanair, deve rimarginare un lungo declino che lo ha visto progressivamente depotenziato in termini di traffico e passeggeri. Nino Foti, presidente di Fondazione Magna Grecia, ha riflettuto sugli scenari futuri dello scalo reggino e di tutta la rete di collegamenti della quale costituisce un fulcro, insieme agli ospiti del convegno tenuto a Palazzo San Giorgio e moderato da Fabrizio Frullani, vice direttore del Tg2: tra loro il vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace; Santo Biondo (segreteria nazionale Uil), Pietro Caldaroni (responsabile comunicazione e relazioni istituzionali Ita Airways), il presidente Enac Pierluigi Di Palma in videocollegamento, Antonello Colosimo, presidente di sezione della Corte dei Conti, e Antonino Tramontana, presidente della Camera di Commercio reggina.

“L'aeroporto dello Stretto - ha detto Nino Foti aprendo l'incontro - rappresenta un’infrastruttura strategica nella prospettiva di crescita di quest’area territoriale, anche in vista della realizzazione del Ponte. Può e deve diventare elemento nevralgico per il sistema dei trasporti e delle comunicazioni del Mediterraneo”.

Non solo Ryanair, il progetto di Ita Airways per l'aeroporto dello Stretto

La star del momento in zona aeroporto è Ryanair, che al Tito Minniti ha appena inaugurato una nuova base, ma nessuno vuole che l'arrivo della low cost metta a rischio la presenza di Ita Airways. L'idea non sfiora affatto la compagnia di bandiera, come tiene a precisare Caldaroni. "Siamo qui oggi .- dichiara - anche per ribadire  l'importanza che per noi hanno questo aeroporto e questo territorio, di cui siamo stati convinti sin dall'inizio delle nostre operazioni, quando siamo arrivati nell'ottobre 2021". La concorrenza con la low cost irlandese non è un problema, anzi sarà ulteriore incentivo a valorizzare le caratteristiche peculiari di Ita. "Vogliamo differenziarci dai nostri competitor - continua Pietro Caldaroni - che offrono un altro tipo di servizio. A Reggio noi abbiamo i collegamenti con Roma e Milano ma il nostro obiettivo non si limita alle tratte. Miriamo a garantire connettività verso tutte le destinazioni domestiche e internazionali della nostra rete". Un segmento importante è oggi anche il mercato intercontinentale: "E' l'anno del turismo delle radici e vogliamo contribuire a far tornare gli stranieri nelle loro terre d'origine, alimentando i flussi turistici di qualità verso la Calabria, quelli che poi lasciano qualcosa sul territorio".

L'operatività di Ita Airways nello scalo di Reggio Calabria continuerà al momento senza variazioni nonostante la richiesta di aumento dei voli per Milano (ritenuta ancora non sufficiente, ma per la quale si ragionerà insieme a Sacal). Sulla nota dolente delle tariffe, conclude Caldaroni: "Come per tutto il settore abbiamo subìto l'inflazione che ha colpito l'intera supply chain, inoltre l'eccesso di domanda post pandemia ha imposto un rialzo dei prezzi obbligato. Auspichiamo di calmierare al più presto questo effetto". 

L'opportunità del turismo delle radici è rimarcata anche da Nino Foti, che cita il rapporto Assoaeroporti per legare il movimento dei passeggeri a specifici bisogni, tra cui il desiderio di scoprire i paesi d'origine familiare da parte degli emigranti e i loro discendenti. "A Reggio Calabria - spiega - dovremmo avere almeno cinque linee per raggiungere Roma e Milano. In Canada solo nell'Ontario vivee un milione di cittadini di origini calabresi ed è assurdo arrivare da Toronto a Roma e poi dover aspettare ore per prendere la coincidenza per Reggio. Se c'è questa domanda, perché manca l'offerta?"

Versace: "Siamo ottimisti, ora lavoriamo per eliminare le limitazioni e attrarre altre compagnie"

Dopo mesi di dure rivendicazioni e qualche ultimatum, la posizione della città metropolitana verso le novità del Tito Minniti è ora di ottimismo. Su Ryanair il vicesindaco Versace commenta: "E' un'operazione che porterà benefici al territorio e tutte le novità infrastrutturali come questa vanno vissute in maniera assolutamente positiva. Certamente saranno necessari altri accorgimenti nel tempo - continua - perché questo non è un punto di arrivo. Sappiamo che l'accordo è limitato fino a marzo 2027 e dobbiamo arrivare a quella data eliminando definitivamente le limitazioni dell'aeroporto, per permettere alle altre low cost e la stessa lta di ampliare l'offerta di voli. Tutto questo favorirà anche lo svilippo del porto con il nuovo progetto del waterfront, un mix vincente per l'intera area". C'è ancora l'intenzione di uscire da Sacal e ottenere una gestione autonoma dell'aeroporto dello Stretto? "Abbiamo sempre detto che Sacal nel tempo ha assunto un ruolo importante - risponde Versace - ma deve fare tanto altro per far volare davvero il Tito Minniti, e noi questo ce lo aspettiamo. Si era prospettato il distacco da Sacal anche come stimolo per svegliare la coscienza di chi guida il sistema aeroportuale calabrese. Su questo siamo positivi, ma vigileremo e se non sarà cosi ci approcceremo ad altre soluzioni".

Per Santo Biondo, il momento è proficuo per tracciare un percorso di svolta nell'aeroporto di Reggio Calabria. "Da anni chiediamo - afferma il dirigente Uil - che il governo unico del sistema aeroportuale calabrese sia da parte di una società a prevalenza pubblica, e che venga garantita la sostenibilità economica del contenitore Sacal. E' impensabile - continua - che una società a partecipazione pubblica in una regione con condizioni economiche difficili possa resistere quando due scali su tre chiudono in perdita".

Biondo indica come valida una programmazione che incrementi le tratte e sostenga gli investimenti infrastrutturali, ma il principale obiettivo dovrà essere attrarre i visitatori: "Solo aprendo la Calabria al mondo e a quella fascia euromediterranea oggi strategica, si può garantire il numero di passeggeri fondamentale per la sostenibilita di un aeroporto. Il Tito Minniti deve migliorare l'accessibilità e l'intermodalità. E' sicuramente complementare allo scalo di Lamezia, ma possiamo iniziare a guardare anche al sud del Mediterraneo da una posizione geopolitica forte. L'aeroporto dello Stretto e il porto di Gioia Tauro sono fondamentali per ripartenza del Mezzogiorno, noi ci crediamo ma devono crederci anche le istituzioni investendo su tutto questo". 

Enac continuerà a sostenere il Tito Minniti contribuendo all'addestramento dei piloti

Sembra esserne pienamente convinto il presidente Enac Pierluigi Di Palma, intervenuto al convegno da remoto: "In un anno insieme al presidente Occhiuto abbiamo dato una risposta importante a Reggio Calabria, scalo abbandonato e con una quota di passeggeri marginale. Enac qui ha risolto tante difficoltà facilitando l'operatività con l'approvazione delle nuove rotte. La base Ryanair ce lo ha dimostrato, oggi a Reggio si può operare, possono farlo anche le low cost. Continueremo a sostenere il rilancio di questo scalo - ha aggiunto - finanziando il simulatore e la formazione dei piloti, perché si tratta di un'infrastruttura capace non soltanto di attrarre turismo ma che può avere ricadute forti sulle attività produttive delle zes". 

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