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Venerdì, 30 Settembre 2022
Verso il voto

Salvini rilancia il Ponte e propone aiuti statali per il caro bollette

Tappa reggina per il tour del leader del Carroccio, capolista al Senato in Calabria, insieme ai candidati regionali della Lega

Il Ponte, il pugno duro contro gli sbarchi di clandestini, l'impegno per creare posti di lavoro e l'armistizio politico per una soluzione tempestiva al caro bollette. Matteo Salvini torna a Reggio e ripropone i capisaldi del programma della Lega per Calabria e Sicilia. Il minitour dedicato alle due regioni (in realtà una vera e propria maratona nell'isola interessata anche dal voto amministrativo ma con un articolato passaggio ieri e stamattina nelle province calabresi) fa registrare nella città dello Stretto la partecipazione più significativa di simpatizzanti ed elettori, oltre ai dirigenti ed esponenti di punta del partito.

Il tema caldo è però quello nazionale della crisi energetica abbattutasi sulle famiglie. Salvini, ribadisce l'idea della Lega di seguire l'esempio francese e bloccare i rincari entro una soglia (a Parigi è il 4%) al di sopra della quale sarà lo stato a coprire i costi. "Lanciamo questa proposta - ha detto - a tutti gli schieramenti politici perché le bollette non sono di destra o di sinistra, se un negozio chiude o un operaio perde il lavoro è un problema di tutti.

La pensiamo diversamente su tante idee, almeno su questo non dobbiamo litigare ma essere uniti. Siamo in tempi di guerra e se la politica è seria occorre un intervento di guerra, rapido e concreto ma già adesso, non si può aspettare ottobre".

Nel gazebo allestito alla Luna Ribelle le bandierine leghiste hanno punteggiato la sfilata d'ingresso del leader, capolista calabrese al Senato, che come di consueto non si è sottratto a strette di mano, selfie e dialogo con la gente ("questa foto è per mia nipote, sennò chi la sente", spiega una donna brandendo il telefonino).

Con lui Tilde Minasi, seconda nel listino della Lega al Senato e presente nel collegio reggino per Montecitorio; il deputato Domenico Furgiuele, candidato per l'uninominale alla Camera nel collegio di Cosenza-Corigliano; il commissario regionale del partito Gianfranco Saccomanno (secondo nome alla Camera dopo Simona Loizzo); il consigliere regionale Giuseppe Gelardi in outfit miltante con pantaloni verdi. 

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C'è anche un ospite a cui Salvini tiene molto, il presidente dell'Unione Italiana Ciechi Mario Barbuto, candidato nel collegio di Palermo. "E' un onore per me averlo tra i nostri - ha detto presentandolo - lui è uno che dal 26 settembre lavorerà pancia a terra dalla mattina alla sera, perché a differenza dei personaggi televisivi famosi su cui puntano gli altri, noi scegliamo la gente vera. Mario diciamo che ha un filino di sensibilità in più sui bisogni reali di donne e uomini. Nel paese che voglio io non esistono cittadini di serie b, uno dei nostri impegni sarà l'abbattimento di tutte le barriere architettoniche". 

Per Furgiuele l'obiettivo della competizione elettorale è "raddoppiare la rappresentanza parlamentare della Calabria". Sul Ponte, Matteo Salvini osserva che "è da ignoranti insistere a non volerlo, soprattutto ora che abbiamo una copertura finanziaria di più della metà dell'investimento da parte dell'Europa, una volta tanto che Bruxelles ci dà una mano, usiamo questa opportunità. E' assurdo che occorrano due ore per andare da Reggio a Messina, ma quest'opera non unirà queste due città ma l'Italia all'Europa. E fa parte del progetto per la Calabria, dove servono lavoro e infrastrutture. Il ponte è assolutamente una necessità".

Il numero uno del Carroccio fa un accenno fugace alla sanità (ma senza nominare il caso dei medici cubani): "Toglieremo il numero chiuso nelle università di medicina"; e si sofferma sui giovani costretti a partire per realizzarsi e la "fame di merito che noto tra i calabresi, che non hanno bisogno di aiutini e pacche sulla spalla ma strade, ferrovie e anche un rafforzamento della connessione digitale altrimenti non ha senso parlare di telelavoro".

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Ovazione quando, citando l'articolo del Times, commenta: "I giornali stranieri devono sciaquarsi la bocca prima di parlare dei calabresi, persone perbene che reagiscono e alzano la testa. Onore agli imprenditori che non si piegano ai ricatti e ai giovani che restano e resistono. Gli 'ndranghesti ci sono qui come a Milano o Aosta, a loro bisogna togliere anche le mutande, portar via tutto, case, macchine, conto corrente, portafoglio, lo stato deve combatterli come in Calabria fa ogni giorno la gente onesta". Salvini conclude stretto ai suoi candidati, con il grido di battaglia leghista per mandare a casa "una sinistra che qui e a Roma ne ha combinate di tutti i colori". E una promessa: "La prossima volta parleremo del sindaco di Reggio".

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