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Domenica, 21 Aprile 2024
Il disegno di legge

Consenso sessuale, in parlamento il dl a tutela dei minori ispirato dall'iniziativa della Calabria

Il deputato di FdI Antoniozzi presenta il suo disegno di legge che segue la mozione approvata dal consiglio regionale per impulso del garante Marziale

Il deputato e vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Alfredo Antoniozzi, parla del suo disegno di legge sull'innalzamento dell'età giuridica del consenso come di un "atto di giustizia teso alla protezione dell'infanzia e dei minori". Oggetto del dl è la modifica agli articoli 609-quater, 'atti sessuali con minorenne', alzando la soglia del consenso sessuale da 14 a 16 anni ed elevando a 18 anni l’età fino alla quale deve essere accordata tutela al minore in relazioni alle altre ipotesi delittuose previste dallo stesso articolo; e agli articoli 609-ter e 609-quinquies cp in materia di circostanze aggravanti e di corruzione di minore.

Antoniozzi ha recepito la mozione approvata all'unanimità dal consiglio regionale

Il parlamentare ha recepito un'indicazione pioneristica che arriva dal consiglio regionale della Calabria, nel quale è stata approvata all'unanimità la mozione 59/12 presentata dal capogruppo di FdI Giuseppe Neri, volta a  chiedere che sia aumentata l'età a partire dalla quale una persona può essere considerata capace di offrire un comportamento informato e in particolare per il compimento di rapporti sessuali. La mozione, che ha unito convintamente tutte le forze politiche dell'assemblea calabrese, arriverà adesso a Roma perché, spiega Antoniozzi, "riteniamo necessario dare un segnale più forte modificando la normativa di carattere nazionale". Sull'esito della proposta il deputato è fiducioso: "Il fatto che in Calabria tutti i partiti anche di centrosinistra abbiamo aderito all'iniziativa ci fa ben sperare e mi auguro di trovare un iter parlamentare non ostile e sintonizzato su una modifica di legge che vedrebbe l'Italia allineata con la maggior parte dei paesi, ormai volti a considerare un'età del consenso di 16 anni e in alcuni casi anche più alta, che tiene conto di un grado di maturità psicofisica che realmente renda il minore capace di difendersi da manipolazione e sfruttamento sessuale". 

Un dl su sessualità e minori era stato presentato nel 2013 da Giorgia Meloni per chiedere l’esclusione di ogni forma di patteggiamento per i reati connessi alla pedofilia, iniziativa sorretta da una raccolta di firme promossa dal giornalista calabrese Mario Campanella. 

Il garante Marziale: "Orgoglioso che parta dalla Calabria iniziativa di lotta alla pedofilia"

Il dl che sarà al vaglio dei legislatori è stato presentato da Antoniozzi stamattina a Reggio Calabria nella sede cittadina di Fratelli d'Italia insieme a Giuseppe Neri, il presidente provinciale FdI Bruno Squillaci, la presidente metropolitana FdI Ersilia Cedro e Antonio Marziale, garante regionale dell'infanzia e l'adolescenza. A Marziale si deve l'ispirazione della mozione portata in consiglio dal capogruppo FdI Neri e il garante esprime soddisfazione per quello che definisce un "miracolo" calabrese. "Voglio ringraziare - dichiara - Antoniozzi e Fratelli d'Italia, e ancora prima Giuseppe Neri, autore di una coraggiosa mozione che ha dato forza a una mia battaglia, condotta in prima persona da anni. La Calabria è sotto i riflettori per episodi negativi ma in questo caso bisogna essere orgogliosi perché da qui parte un percorso che ritengo rivoluzionario poiché nel mondo occidentale la tendenza è quella di adultizzare i minori e quindi di ritenerli responsabili in età sempre più giovane. Credo che sia prodigioso anche il fatto che tutti i consiglieri regionali abbiamo accolto la mozione mostrandosi clamorosamente uniti nonostante le differenze di partito".

Sul consenso sessuale, Marziale afferma: "Dobbiamo dirlo con chiarezza: il sesso con un 14enne è pedofilia. Non possiamo pensare che un bambino di 14 anni abbia la maturità per una sessualità libera e consapevole e se decidessi io mi rifarei all'Onu fissando il consenso alla maggiore età. L'innalzamento a 16 anni sarà già un traguardo importante per frenare abusi ai danni di bambini e ragazzi. Reati compiuti da adulti che approfittano dei minori con manipolazioni e atti pedofili, perché sanno che poi non pagheranno affermando che il minore fosse maturo e persino che sembrasse più grande della sua età".

Il garante auspica che l'approvazione del dl di Alfredo Antoniozzi avvenga senza contrasto: "Oltre al sostegno che sicuramente sarà sollecitato dalla premier Meloni, da Antonio Tajani e Matteo Salvini, io rivolgo un appello ai leader di centrosinistra Schlein e Conte perché invitino i parlamentari a votare questa legge, ripetendo il miracolo della Calabria dove tutti si sono ritrovati compatti scrivendo una nuova pagina nella storia italiana dei diritti dei minori. Schierarsi dalla parte dei bambini su un tema sacro come la lotta contro la pedofilia è oggi un atto di grande responsabilità da parte di FdI". 

"Questi fenomeni – ha detto Ersilia Cedro – sono concreti e avvengono in mezzo a noi anche soltanto riguardo la tutela degli adolescenti e dei bambini insidiati dal web". Bruno Squillaci ha aggiunto: "Per noi oggi è l’esordio da responsabili del partito nella città metropolitana e lo facciamo in questo caso con grande solennità, partendo da un tema così delicato".

"Siamo onorati – ha detto Giuseppe Neri – che da Reggio Calabria e dal consiglio regionale sia nata un’iniziativa così lodevole e significativa sul piano politico, perché la tutela dell’infanzia è un fatto politico rilevante e su questo punto la presidente Meloni è sempre stata sensibile".

Il disegno di legge vuole modificare tre articoli del codice penale

Il disegno di legge d'iniziativa dell'onorevole Antoniozzi, parte da una premessa che guarda al panorama internazionale, dalla dichiarazione di Ginevra del 1924 sui diritti del fanciullo alla dichiarazione universale dei adottata dall’assemblea generale dell’Onu il 20 novembre 1959, che sottolineano come il minore "a causa della sua immaturità fisica e intellettuale ha bisogno di protezione e cure speciali, compresa un’adeguata protezione giuridica". Nel testo si ricorda che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Europa su una popolazione di circa 200 milioni di bambini, 18 milioni subiscono abusi sessuali, 44 milioni abusi fisici e 55 milioni violenza psicologica. Reati che interessano minori di età compresa tra i 2 e i 17 anni e sono spesso commessi da genitori o tutori.

Il "corretto sviluppo della personalità del minore nella sfera sessuale, tutelandolo adeguatamente da manipolazioni esterne" è citato nel dl come obiettivo della mozione approvata dal consiglio regionale della Calabria per innalzare la soglia d’età del consenso. Seguendo questa traccia la proposta proposta di legge vuole modificare l’articolo 609 quater del codice civile "che fissa l’età del consenso a 14 anni, una delle più basse al mondo, nonostante la convenzione di New York dell'Onu sui diritti del fanciullo dell’89 stabilisca che per fanciullo si intende ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”.

La riforma del codice Rocco ha scelto di attuare una mediazione culturale tra il pieno diritto del minore alla libertà di determinazione sessuale e un corretto e non precoce sviluppo psico-fisico al di sotto dei 14 anni, ritenuti soglia di immaturità anche sessuale. Il testo prosegue richiamando la mozione calabrese: "A parere del consiglio regionale della Calabria e del garante per l’infanzia e l’adolescenza, da sempre impegnato a promuovere azioni di sensibilizzazione contro gli abusi sui minori e la pedofilia, tali considerazioni non possono valere esclusivamente per il minore infraquattordicenne ma vanno estese anche al minore di anni 16 e che in relazione a quest’ultimo non possa parlarsi di libertà sessuale". E si aggiunge: "La tutela rafforzata del minore infrasedicenne nei casi contemplati dall’art. 609-quater, rileva la posizione di asimmetria cognitivo-esperienziale tra minorenne e maggiorenne. L’adulto può vincere le resistenze del minore infrasedicenne tramite tecniche di manipolazioni psicologiche e di seduzione affettiva, sfruttando la superiorità in termini di età, esperienza, posizione sociale".

Il parlamentare farà calendarizzare presto anche il dl sui disturbi di personalità

Il vicecapogruppo di FdI dalla Camera è promotore di un altro disegno di legge, vicino ad essere calendarizzato in commissione giustizia e incentrato sui disturbi della personalità. Il progetto, sostenuto da tutte le società e associazioni italiane di psichiatri, punta alla riforma degli articoli 88 e 89 del codice penale, che disciplinano l’esonero totale o parziale dall’imputabilità di chi commette reati se soffre di infermità o seminfermità mentale e venga dimostrata incapacità d’intendere e volere. Ma non vengono indicate le patologie che rientrano in questa categoria. Con la modifica proposta, l'unica legittima attenuante al reato sarà la malattia psicotica, escludendo i tanti disturbi di personalità che, dice il parlamentare, "come quelli dissociativi e dell'umore o il bipolarismo non sono follia e non giustificano l'esonero dalla pena dovuta". Secondo Antoniozzi "l'infermità mentale deve essere inserita nel canale giusto, invece in mancanza di una normativa efficace molti disturbi sono usati come scappatoia di impunità. E' da considerare folle solo chi perde il contatto con la realtà a causa di deliri, allucinazioni o psicosi, che devono essere accertate dagli specialisti. Fuori da questo, chi delinque è un criminale senza attenuanti, e questa certezza la dobbiamo per giustizia alle vittime di delitti efferati e alle loro famiglie".  

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