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Il personaggio / Melito di Porto Salvo

Marta Fascina, la reggina angelo custode degli ultimi giorni del Cavaliere e madrina di FI

E' rimasta fino alla fine al capezzale di Berlusconi e oggi i media internazionali parlano di lei, nata a Melito Porto Salvo, come di una vedova influente, anche nel partito

Legalmente non è la moglie, ma negli infiniti messaggi di condoglianze alla famiglia di Silvio Berlusconi quasi tutti la chiamano così. La deputata melitese Marta Fascina - che il Cavaliere non ha potuto sposare davvero sembra per non entrare in conflitto con i figli, ma a marzo dell'anno scorso ha voluto impalmare con una cerimonia simbolica a Villa Gernetto - è la compagna che gli è stata accanto fino alla fine in questi difficili mesi.

Uscito dal precedente ricovero in ospedale, le dedicò un pensiero tenerissimo: "Sei il mio angelo custode, mi hai dato prova di un amore incondizionato". Ma il divario anagrafico che li divide (lei 54 anni più giovane) aveva scatenato illazioni e sfottò sin dalla prima uscita ufficiale della coppia, causa probabile della crisi definitiva con la precedente partner di Silvio.

A nulla valsero le piccate dichiarazioni di Alessandro Cecchi Paone sulla solidità del rapporto tra l'ex premier e l'amica Francesca Pascale, quella rivale esisteva davvero. All'apparire dell'avvenente e bionda fidanzata al braccio di Berlusconi si iniziò ad alludere a lei come a una badante (il commento meno offensivo), e per difendere il loro legame si scomodò Vittorio Feltri, ovviamente con il suo solito stile: "Scagli il primo sassolino chi non ha desiderato campare vicino a una bella femmina. Bravo Silvio, fai bene a essere te stesso fino al tuo ultimo giorno, che mi auguro lontano".

Dalle origini melitesi nella frazione di Annà alla posizione di influenza in Forza Italia

Oggi quel giorno è arrivato, e nei panni della vedova c'è Marta Antonia Fascina, 33 anni, di cui tutte le biografie indicano con esattezza di natali in quel di Melito Porto Salvo, e precisamente nella frazione di Annà, anche se poi è cresciuta a Portici, di cui sono essi originari i genitori e lo zio di Marta (che approdarono a Melito negli anni Ottanta per lavoro).

La madre Angela Della Morte è insegnante in pensione e nella città reggina il padre Orazio aveva avviato una compagnia assicurativa tutt'ora gestita da un familiare dei Fascina, Gaetano, che nella sua pagina Facebook, esprime cordoglio: "Grazie per avermi fatto gioire da ragazzo per le vittorie del nostro grande Milan. Grazie per avermi fatto sognare da uomo per la sua eccellenza imprenditoriale. Grazie per avermi fatto sperare, da figlio prima e da padre poi, in un futuro migliore del nostro Paese sotto la sua guida. Grazie Presidente".

E' soltanto uno il parente di Marta che vive ancora a Melito, ma questo non ha impedito che, all'annuncio del finto matrimonio con il Cavaliere, dalla terra delle origini giungessero inviti fake ai coniugi per un festeggiamento in loco, sfociato persino nella bufala di una visita segreta dei piccioncini con tanto di pranzo in un ristorante locale. Misteriosa è la trasformazione dell'accento del cognome: fantozzianamente sconosciuta, agli esordi tutti lo leggevano come parola sdrucciola, poi accertata piana. A Melito comunque qualcuno ricorda lei e il fratello Claudio adolescenti nei tradizionali soggiorni estivi degli emigrati: troppo poco forse per Berlusconi, che nell'ultima campagna elettorale non candidò Marta in Calabria ma preferì la Sicilia. 

Politicamente però Fascina ora potrebbe farsi sentire anche qui perché, ormai madrina di Forza Italia e vicina alle posizioni meloniane di Marina Berlusconi, secondo i frequentatori forzisti di Arcore, nell'ultimo anno la sua influenza nel partito è cresciuta - tanto da far pensare che la donna che aveva conquistato il cuore del Cav sia arrivata a prendere le redini del restyling azzurro in corso. E che ci sia lei dietro alcune epurazioni, o nel gossip di nuovi incarichi, tra cui (come sostiene il Messaggero) un coordinamento al deputato Tullio Ferrante, ex compagno di scuola di Marta.  

Il rapporto con Marina e l'affetto costruito tra Silvio e i suoceri Fascina

Potrà sembrare una provocazione, ma, con le donne che ha amato, Silvio è stato persino femminista. Da Pascale a Fascina le ha sempre coinvolte nel suo progetto politico, ascoltandone l'opinione. La cornice, s'intende, doveva essere un rispettoso mansplaining con venatura di devozione religiosa per la divinità berlusconiana, e lì a un certo punto Francesca non ce l'ha fatta. Con Marta, tutto tranne che ribelle, il fenomeno fu molto evidente quando la giovane donna, fino ad allora mite first lady quasi muta, su Instagram  aveva tuonato "Roma non premia i traditori", riferendosi a Brunetta in modo sulfureo con una citazione musicale del "Giudice" di De Andrè, storia di un nano malefico. 

Entusiastica fan dell'amato, nei suoi social Marta ha sempre parlato poco ma strategicamente, in un miscuglio tra elogi sperticati del progetto Forza Italia e del suo magnifico presidente, e i post sulla vita privata, con le romantiche sorprese per l'ultimo compleanno di lui, per il quale organizzò un volo di palloncini a forma di cuore, e le dichiarazioni sentimentali, confidando che "non c'è nulla di più sconfinato di un sentimento chiamato amore". Ma è stata anche abile a costruire la sua immagine di signora del leader, ad esempio scrivendo un ricordo in occasione della morte dello storico presidente francese Jacques Chirac, che oggi le vale articoli da protagonista sui media parigini. 

Nella celebrazione simil-nuziale di Villa Gernetto Marta indossava un abito bianco. Fasullo, e i bene informati dicono che quello vero le sia stato negato da Marina Berlusconi, ma proprio con la figlia maggiore di Silvio, che non era mai stata in sintonia con Francesca Pascale. Marina era diffidente anche verso la nuova fidanzata, eppure chi è stato vicino ai Berlusconi racconta che negli ultimi giorni proprio Marta fosse diventata per i figli punto di riferimento delle condizioni di Silvio, essendo presenza fissa al suo capezzale. Dove si erano visti anche il padre e la madre della pseudo moglie, suoceri stimatissimi dal Cav, che li ha ammessi tra i pochi visitatori in ospedale e chiamava Orazio Fascina "papà". 

Con Marina la parlamentare melitese ha poi stretto un'alleanza di potere in FI, cruciale quando le condizioni di salute del Cavaliere si sono ineluttabilmente aggravate. Celebrando la fondazione del partito, Marta declamava: "Oggi Forza Italia compie 29 anni. Quel giorno, entrato solennemente nella storia del nostro Paese, il presidente Silvio Berlusconi decideva di scendere in campo, di portare il suo genio creativo, la sua esperienza e dinamismo imprenditoriali, nella allora arida politica italiana, impedendo così di consegnare l’Italia alla brama di potere del Partito Comunista italiano". Parlando di Forza Italia anni come di "un sogno che ha scritto il passato, scrive il presente e sarà capace generare un futuro grandioso" - e anche un bambino capirebbe che adesso è lei a voler prendersi cura di questa creatura rimasta orfana.

L'ironia del Signor Distruggere sull'eredità e il paragone con la favorita del Re 

Silvio parlava della sua Marta come di un "dono di Dio" e non è difficile immaginarli come un re e una regina. Invece Vincenzo Maisto, il blogger Signor Distruggere, non smentisce la sua dissacrante ironia pubblicando poco fa un post dove appare la favorita di Luigi XV, la contessa Jeanne Du Barry, nella rappresentazione del celebre anime Lady Oscar, su tutte le furie per essere stata snobbata da Maria Antonietta. Didascalia: "Marta Fascina dopo aver ricevuto la notizia sulla percentuale di eredità che le spetta dopo il matrimonio simbolico". Non certo una carineria, se pensiamo a chi fu la spregiudicata Du Barry, ma forse neanche così vero perché a Francesca Pascale, in memoria dell'amore, Silvio volle provvedere con una generosa buonuscita. Non sappiamo cosa ha stabilito per eternare il sentimento ben più caro verso colei che aveva eletto a la donna della sua vita.

Di certo Fascina non avrà nulla del patrimonio Fininvest, di cui, se fosse stata una moglie vera, avrebbe ereditato il 60% detenuto dal marito. "Questa si è assicurata il futuro", è il commento di un hater sotto il post di Distruggere. Marta sta invece dimostrando di non ambire a una dorata vedovanza: nel suo orizzonte c'è piuttosto un trono politico. Ma per ogni Du Barry c'è una Maria Antonietta e in questo caso per Forza Italia, senza il Re Silvio, la regina potrebbe essere Giorgia Meloni. Fascina lo sa e a questo futuro non sarà impreparata. First lady sì, ma di ferro nel pugno foderato di velluto. 

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