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Prodotti tipici, l'affondo dei Meetup congiunti: "Con la Lega in Calabria…siamo alla frutta!"

Al vaglio dei Meetup Reggio 5 Stelle, Magna Grecia ed Istmo 5 Stelle la campagna promozionale promossa dal vice presidente della giunta regionale Nino Spirlì

"In un momento particolarmente difficile e delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da virus Covid-19, momento caratterizzato non solo da una seria problematica sanitaria ma anche economica, molti si domandano come potrà avvenire la ripresa per famiglie ed aziende e, ancor più, per una regione notoriamente e tragicamente povera come la Calabria.

E già la Calabria!. E’ difficile prevedere un sin d’ora un quadro ben delineato che possa darci anche solo l’idea di come sarà la fantomatica "Fase 2". Aspettiamo, quindi, fiduciosi il prossimo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, forse sarà solo allora che potremo capire qualcosa in più su cosa accadrà a decorrere dal prossimo 4 maggio".

Lo affermano i Meetup congiunti: Reggio 5 Stelle, Magna Grecia, Istmo 5 Stelle che analizzano la situazione nelle Regioni che ipotizzano, nei loro programmi, riaperture di negozi e di attività e, "in tale ottica, anche la Calabria si è già mossa.

Infatti, la presidente Jole Santelli, ha emanato nei giorni scorsi un decreto ad hoc che sancisce la riapertura estiva di lidi ed attività turistico-ricettive calabresi nonché nuove regole per il settore agricolo che interessa anche i braccianti, mentre il vice presidente Nino Spirlì (Lega) ha pensato (?) di avviare una campagna all’apparenza istituzionale, a sostegno delle produzioni tipiche locali.

Certamente una lodevole iniziativa se non fosse che nelle immagini che sono cominciate a circolare sul web si vedono i prodotti tipici della nostra terra affiancati non solo dal "legittimo" simbolo della Regione Calabria ma anche dal logo della Lega di Salvini messo in maggiore evidenza in alto ai manifesti".

Ma chi è Nino Spirlì?, si chiedono i pentastellati, "per anni è stato un militante di Forza Italia alla corte del re Silvio Berlusconi, nonché amico dell’attuale presidente di Regione Jole Santelli, poi passato tra le fila della Lega salviniana ed oggi giunto sugli scranni della cittadella regionale a Catanzaro. Un leghista calabrese, dunque, nonché "intellettuale di destra", non potevamo avere di meglio… a quanto pare!"

Eppure incalzano i grillini "forse, qualcuno dovrebbe spiegare al vice presidente che il suo ruolo è legato alla territorialità e che egli dovrebbe rappresentare i calabresi, anche coloro che non lo hanno votato, ma soprattutto che non è etico né possibile continuare a ad usare ogni mezzo per esclusivi scopi propagandistici ed elettorali.

La propaganda pro-Salvini, inserita in una campagna che pubblicizza l’eccellenza e la tipicità dei prodotti calabresi, cozza fortemente con lo spirito politico che da sempre anima la Lega. Pertanto, non basta eliminare la parola Nord dal logo per renderlo meno razzista di ciò che in effetti è e che da sempre ha rappresentato per tutti i meridionali e per i calabresi in particolare".

"Qui- continuano i Meetup congiunti - non si tratta di un inutile campanilismo o di farsi la guerra delle icone, si tratta di avere quel minimo di rispetto per la propria terra, per la propria regione e per i calabresi tutti. Se poi a ciò aggiungiamo la netta presa di posizione dello stesso Carroccio che afferma di non aver accordato in nessun modo l’uso del proprio simbolo per tale campagna pubblicitaria, potremmo benissimo affermare che adesso tocca alla presidente Santelli prendere le distanze e intervenire per redarguire il suo vice e fargli capire che sta li per operare per il bene dei calabresi e della Regione e non per pubblicizzare il proprio partito, peraltro al di fuori degli spazi e dei momenti consentiti dalla legge.

La Calabria è sempre stata lasciata sola, usata proprio da questi stessi partiti come bacino di voti e poi lasciata andare alla deriva, la Calabria ha sempre dovuto combattere da sola le proprie battaglie, mandare giù bocconi amari, pagando il più alto prezzo in termini di emigrazione e impoverimento del proprio tessuto sociale, la perdita di tanti giovani andati via per avere un futuro migliore.

E’ la regione più povera che però ha in se le ricchezze più belle e tali ricchezze vanno preservate e valorizzate associandole al suo nome e non certo al logo di un partito che ha sempre fatto del razzismo il suo unico leitmotiv".

"La Calabria -concludono i pentastellati - si promuove con la Calabria, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni, le campagne elettorali perenni lasciamole in tempi di elezioni perché ora…non ci rappresentano!"

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