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Venerdì, 30 Settembre 2022
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Lotta contro la Sla, “U Sciammisciu d’oro” va a Francesca Genovese

Mercoledì 17 agosto, l’Oscar alla femminilità calabrese è stato assegnata alla presidente della sezione reggina e consigliere nazionale di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica per l'impegno contro questa malattia

REGGIO CALABRIA - “Sciammisciu” è il nome del caratteristico riconoscimento assegnato dall'associazione Agess, guidata dalla fondatrice e presidente Silvana Ruggiero, che ha l'intento di premiare le magnifiche donne calabresi.

Il suo nome deriva dalla tipica camicetta delle "Bagnarote" che, assieme alle saje (gonna), è divenuto l’abbigliamento storico di questa tipologia di donna famosa per la sua intraprendenza e la sua forza.

Il riconoscimento in questione - dunque - è un omaggio a quelle straordinarie donne che si sono contradistinte - e che lo fanno ogni giorno - offrendo all'intera regione un contributo socio-culturale, in termini di valore aggiunto. 

A ricevere una delle dodici statuette consegnate, anche Francesca Genovese, presidente della sezione reggina e consigliere nazionale di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica

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Il premio a Francesca Genovese

"La Sla ha scelto noi quando ha colpito Maurizio, mio marito. - afferma Francesca Genovese, secondo quanto riportato da vita.it - Eravamo una giovane coppia appena sposata ed in attesa del primo figlio. - Prosegue - Lui appena trentenne ed io poco meno. La vita, comunque si presenti, non è una barca con le vele ammainate. Una barca per sua natura anela al mare e a questo mare della vita il sistema sanitario e sociale deve garantire tutta la cura e l’attenzione necessaria. È per questo che continuo a stare al fianco dei miei amici nella loro personale battaglia quotidiana e nel ricordo del mio angelo speciale".

Era il 2013 quando la Sla ha sconfitto Maurizio, che ha affrontato la malattia da combattente e da presidente della sezione reggina di Aisla, da sempre affiancato amorevolmente da Francesca.

“Il nostro obiettivo – ha scritto Maurizio in una commovente lettera diffusa nel 2012 in occasione dell’inaugurazione della sede Aisla di Reggio Calabria – è di dare a questa sezione il senso che merita e cioè far di tutto per ridurre l’isolamento e l’abbandono delle famiglie con i malati di Sla. La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia inguaribile ma non incurabile. Anzi, proprio perché attualmente non esistono farmaci in grado di arrestare la progressione della malattia, è necessario garantire ai pazienti un percorso di cura e assistenza continuo e progressivo e una qualità della vita più alta possibile“. 

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