Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Giuseppe Romeo “U maluferru” è rientrato in Italia dopo l’arresto

Il 35enne di San Luca era stato arrestato a Barcellona l’11 marzo scorso, importa tre risultato per il progetto “I-can”

La Squadra mobile ha offerto supporto operativo

E' rientrato ieri dalla Spagna all'aeroporto di Roma Fiumicino il latitante di 'ndrangheta Giuseppe Romeo, 35 anni, scortato da personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip) della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Il pericoloso criminale di San Luca era stato arrestato a Barcellona l'11 marzo scorso, sulla base di un mandato di arresto europeo, dall'Equipo Operativo della Guardia Civil spagnola, nell'ambito di un'operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

La cattura e il rientro in Italia del latitante rappresenta un importante risultato del progetto I-Can (Interpol Cooperation Against 'Ndrangheta) contro la 'ndrangheta, promosso dall'Italia insieme ad Interpol, che coinvolge Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e le forze di polizia di altri 10 Paesi del mondo (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Svizzera, Uruguay, USA).

Romeo, conosciuto con i soprannomi ''u pacciu'', ''maluferru'' o ''u nanu'', figlio di Antonio detto ''centocapelli'', aveva il ruolo di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa e, stabilita la propria dimora in Germania, faceva spola fra la Calabria, la Lombardia e l'Europa nord-occidentale per stringere accordi con i fornitori e con alcuni intermediari in Belgio, Olanda e Germania.

Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere, Romeo è destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell'ambito dell'inchiesta ''European 'Ndrangheta Connection'' e nel novembre 2020 è stato condannato dal gup di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per la partecipazione, con ruolo di rilievo, a un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio.

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