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Cronaca Sant'Agata del Bianco

Incendi, gli scatti di McCurry per l'Aspromonte ferito

Il grande fotoreporter è stato per tre giorni in giro tra i comuni colpiti dai roghi. Il suo reportage sarà la testimonianza e il grido di una terra che non vuole morire

E’ arrivato in Aspromonte per fare il suo mestiere: raccontare attraverso le immagini i fatti. Questa volta davanti all’obiettivo non c’è una guerra ma alberi bruciati. Steve McCurry, uno dei fotografi più famosi al mondo, è stato a Casignana, a San Luca, a Montalto e come sempre ha cercato l’anima del luogo, i volti feriti dagli incendi e la natura devastata. Il suo occhio e la sua macchina si sono "immersi" nella realtà per far sentire al mondo il disastro ambientale che si è verificato in questa terra del sud, dove ettari ed ettari di bosco sono finiti in fumo. L'approccio di Steve McCurry è antropologico, cerca nei sui scatti, di far venire fuori quello che è questo luogo, con le sue genti. Così ecco che non ci sono solo alberi e terra bruciata ma anche pastori e guide a testimoniare la tragedia.

Per questo lavoro Steve McCurry è arrivato con la sua troupe, ma poi da vero reporter ha cercato chi, del luogo, gli aprisse il cuore e lo accompagnasse luongo i senitieri:  c'è anche Jaime Gonzàlez Molina, assessore comunale di San’Agata del Bianco e da sempre amante dell'Aspromonte.

Sul suo profilo social l'assessore scrive: "la testimonianza di Steve McCurry in Aspromonte, uno dei fotografi più famosi al mondo, DEVE servire per far capire alle Autorità competenti che una disgrazia così colossale non dovrà succedere MAI PIÙ. 

mccurry in aspromonte-2Quando il suo lavoro vedrà la luce, svolto negli ultimi tre giorni tra le zone più devastate dagli incendi, diventerà sicuramente un grido di denuncia, di rabbia, di sofferenza ma anche di speranza. Fino a quando questo succederà, vi lascio con alcuni scatti realizzati umilmente col mio cellulare ieri a Montalto: in questi vedrete alberi, in alcuni casi millenari, che “sanguinano”, che “piangono”, che ancora bruciano. 

Sebbene questa devastazione si sarebbe potuta evitare se si fosse intervenuto prima, voglio rimanere lontano dalle polemiche perché vorrei risaltare la parte positiva di queste giornate: lo sforzo di chi ha lavorato duramente per spegnere il fuoco e la collaborazione di tutte le persone che hanno aiutato Steve a realizzare il suo lavoro, un lavoro che non potrà non onorare le perdite umane, di animali e di vegetazione di questi troppo lunghi incendi. 

Grazie Steve, grazie alla tua bella troupe (Maurizio e Fabio), a Jambo Praticò, al Comune di Casignana per l’accoglienza nel borgo, al bar Italia e all’agriturismo Nereide di Ceratti Umberto, al chiosco di Montalto, a tutti i modelli volontari, ma soprattutto grazie a te Antonio Stranges forestale di San Luca. Sei un figlio dell’Aspromonte nel vero senso della parola, un uomo umile di grandi conoscenze, un’eccezionale risorsa per il Parco Nazionale dell’Aspromonte, una guida straordinaria ed un uomo di anima buona”. 

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