Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Inascoltato il grido di aiuto dei settemila tirocinanti calabresi: un dramma inverosimile

Madri e padri di famiglia vivono nella disperazione e nella precarietà cronica e quotidiana a causa della "condizione di persone ignorate da parte della classe politica locale e non e da parte dalle principali istituzioni"

Rimane anocra inascoltato il grido di aiuto di settemila tirocinanti calabresi. "Un dramma - si legge in una nota - che ha dell'inverosimile per l'incredibile maniera in cui continua ad essere snobbato da parte delle maggiori istituzioni e soprattutto da parte della classe politica calabrese e non".

In questi mesi si sono susseguiti "numerosi proclami per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma dei tirocinanti calabresi ma i risultati sono stati finora praticamente nulli. Queste persone sono e rimangono dei semplici disoccupati pertanto senza diritti, tutele e che vivono con quell'assurdo spauracchio di trovarsi presto sulla strada e che da anni prestano quotidianamente servizio presso Enti pubblici e privati e ministeri (Giustizia, Miur, Mibact). Sono madri e padri di famiglia, giovani e meno giovani, laureati e non, che devono fare quotidianamente i conti con numerose difficoltà tra i quali arrivare a fine mese con le circa 500 euro (neanche pagate regolarmente) e soprattutto dire spesso "no" ai propri figli per fare "a malincuore" quadrare i conti in casa.

I circa settemila tirocinanti calabresi sono stati "nel complesso" meno fortunati di altre categorie "di lavoratori di fatto" ad esempio quelli della Legge 12, che ad esempio hanno lo status "di precari" e hanno trovato almeno parole di sostegno e di conforto da parte dell'attuale Giunta calabrese di centrodestra al contrario di quanto s'è verificato in questi mesi per i tirocinanti calabresi che continuano a navigare a vista e che continuano a richiedere incessantemente risposte in termini di prospettive concrete di lavoro in ottica contrattualizzazione, con proclami che finora si sono rivelati vani e inutili perché se non c'è volontà politica, puoi gridare ai quattro venti il tuo dramma personale, ma alla fine è soltanto un'eco che ritorna al mittente e questo capita quando non c'è nessuno ad ascoltarti e a tenderti la mano".

Secondo quanto denunciano i tirocinanti "ancor più grave è la faccia tosta con cui alcuni sedicenti esponenti politici si fanno avanti con ancorati proclami politici "soltanto" per incrementare il proprio bacino personale di voti, disconoscendo "una volta ottenuto il proprio scopo" le promesse fatte in precedenza, come del resto è già avvenuto in questi anni.

Non soddisfacente è stata finora anche l'operato delle maggiori sigle sindacali calabresi (Uil, Cisl, Cgil), affinché i circa 7.000 tirocinanti abbiano "dopo anni" prospettive concrete di lavoro in termini di contrattualizzazione, che ricordiamo è solo un minimo risarcimento a queste identità violate "per anni" di non lavoratori e il cui stato d'animo non è dei migliori dal punto di vista psicologico".

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