Niente cure dall'Asp per bimbo autistico, la madre: "Mi vergogno di essere calabrese"

Arriva dal garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Antonio Marziale la notizia che l'azienda sanitaria, dopo mesi, disattende ancora le direttive del tribunale

Angela Villani

Il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Antonio Marziale, ha reso nota una lettera inviata dall’avvocato della signora Angela Villani. La madre del piccolo Matteo che, lo scorso 28 agosto, scese in piazza per denunciare le inadempienze da parte dell’Asp che, nonostante una sentenza da parte del Tribunale, datata 18 febbraio, continuava a non erogare le cure spettanti al figlio, affetto da autismo.

Da agosto, nonostante l’interesse alla vicenda da parte del prefetto, tutto è rimasto immutato. Oggi arriva infatti, l’ennesima doccia fredda per la signora Villani e per la sua famiglia. “Non ci sono soldi”, le è stato comunicato al telefono dai responsabili dell’azienda sanitaria e per questo il piccolo Matteo dovrà ancora aspettare per avere ciò che gli spetta di diritto.

“Mi vergogno di essere calabrese - dice Angela Villani - non so più cosa dire”. L’ amarezza ha preso il posto della rabbia nelle parole della mamma del piccolo. Sono parole di amara rassegnazione e sdegno: “Mi chiedo - continua la signora Villani- cosa c’è al di sopra della legge? Cosa c’è di più forte di una sentenza di un Tribunale? Come si può negare un diritto ad un bambino che non può chiedere aiuto, non può dire: ho bisogno. Se fosse stato il contrario, - prosegue - se fossi stata io a dover dare dei soldi a loro mi sarei dovuta vendere un rene per rispettare i termini. Mio figlio aspetta da febbraio”. 

L'Asp non paga le terapie, la mamma chiede aiuto al prefetto

In questi mesi, nei due incontri avuti con l’Asp, racconta Angela Villani, “sono state tante, tantissime le belle parole e le promesse. Tutte disattese. Si sta negando il futuro ad un bambino di sei anni che ogni giorno che passa senza terapia, rischia di regredire”.  

“Non ho chiesto nulla di assurdo, non ho chiesto soldi, case, solo le cure per mio figlio. Io - conclude Angela - non ho più parole, non so cosa dire di più se non che mi sento defraudata nella dignità di madre. Mi vergogno di vivere in una città che gioca con il futuro di un bambino”.  

“Voglio solo ringraziare il garante –conclude la mamma di Matteo - per l’attenzione e per l’impegno che mette quando si tratta della salute dei minori”. 

La denuncia di Antonio Marziale

Ed è proprio ,Antonio Marziale a rendere pubblica l’ennesima beffa subita da Matteo e dalla sua famiglia. Il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, manifesta la profonda delusione per quanto appreso: “Io stesso - dice Marziale - sono stato tediato da rassicurazioni, da parte della terna commissariale, al punto che la stessa mi aveva autorizzato a rispondere alla mamma che il tutto avesse preso la piega risolutiva in pochi giorni. Successivamente, la mamma e l'avvocato Pedà mi hanno riferito a cadenza quasi giornaliera anche di angherie sugli appuntamenti dati dall'Asp e ad ogni mia sollecitazione mi sono sentito, a mia volta, rispondere 'le passo questo, le passo quello'". 

"Un atteggiamento che non giustifico più e per il quale non posso continuare a fare da mediatore in quanto il tempo trascorso è troppo, se consideriamo che ad attendere è un bambino autistico".

"Autorizzarmi a riferire a genitori in attesa di soluzioni che poi non si verificano - conclude Marziale - è un atto che ritengo offensivo per il ruolo che istituzionalmente ricopro. Farmi uscire sulla stampa facendomi dichiarare una cosa per un'altra significa anche sviare la corretta informazione e mancare di rispetto agli operatori dell'informazione. Una catena che personalmente rigetto e della quale ritengo doveroso informare l'opinione pubblica, chiedendomi infine cosa si debba fare quando finanche un'ordinanza del Tribunale non viene eseguita. Forse che la Calabria è uno Stato a se?".

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