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Cronaca Roccaforte del Greco

Incendi Aspromonte, arriva il lancio di palline di semi per rigenerare i suoli

L'associazione Calabria condivisa promuove un progetto pilota nell'azienda agricola di Francesco Saccà colpita dalle fiamme lo scorso agosto

Lenire le ferite inflitte dagli incendi in Aspromonte e aiutare gli agricoltori a ripartire questi gli obiettivi di Calabria condivisa, l'associazione che ha organizzato, in collaborazione con la Rete per l'agricoltura naturale, un laboratorio per la riforestazione.

Saranno due giorni, il 30 e il 31 ottobre, presso l’azienda agrozootecnica Francesco Saccà,  in contrada Monaca a Roccaforte del Greco, di semina, ma anche di festa, per stare insieme e ripartire dalla natura. 

“E' un progetto pilota, - hanno spiegato in conferenza stampa online moderata dalla giornalista Raffaella Rinaldis – che vuole essere da stimolo per i calabresi affinché siano parte attiva, non deleghino più, e ognuno faccia la propria parte. Dopo gli incendi di agosto ci siamo chiesti noi cosa potevamo fare e così ecco che è arrivata l'idea di riforestazione”.calabria condivisa-2

“Riteniamo come Calabria Condivisa che sia doveroso da parte di noi calabresi impegnarci per aiutare a lenire le ferite inflitte alla Calabria dagli incendi e per tale motivo grazie all’impegno fattivo di alcuni soci,  Sergio Caracciolo,  Antony Rizzitano,  Francesco Liotti, Ezio Maisto, e Thomas Vatrano è nata l’idea, in collaborazione con la RAN –Rete per l’Agricoltura Naturale, in un quadro di riforestazione, di valutare l’efficacia di disseminazione tramite “Seedball”.

“L’idea di avviare una riforestazione tramite l’utilizzo delle “Seedball” (mix di semi inglobati in sfere d’argilla da rilasciare con varie modalità sul suolo) nasce dalla considerazione che la situazione relativa agli incendi in Calabria ha assunto quest’estate contorni drammatici per l’ecosistema ed il tessuto imprenditoriale della nostra regione. Per come segnalato dall'European Forest Fire Information System (EFFIS), che fornisce alla Commissione e al Parlamento europei dati giornalieri sugli incendi boschivi nell'Unione, sono andati in fumo 7.029 ettari di bosco solo nella provincia di Reggio Calabria (dato aggiornato al 19 agosto), un dato spaventoso, soprattutto alla luce dei fenomeni di desertificazione a cui le regioni del sud Italia sono particolarmente soggette a causa della crisi climatica.

In relazione a ciò, abbiamo ampiamente dibattuto sulle modalità con cui sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto i giovani, ma al tempo stesso su come poter essere concretamente utili per diffondere buone pratiche e atteggiamenti responsabili per la tutela dell’ambiente”.

Da qui l'incontro con Masanobu Fukuoka e la rete dal basso ispirata ai principi del  non fare, con lo scopo di divulgarne la visione, collegare le realtà agricole che già la applicano e promuovere la Riforestazione diffusa dei territori per il riequilibrio degli ecosistemi.

"Si inizia dall'azienda Saccà - spiega Sergio Caracciolo - con questo progetto sperimentale ma stiamo lavorando con il dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea per strutturare un progetto e inserirlo in un contesto scientifico. Già Agraria sta lavorando, con il prof. Bombino, sui luoghi colpiti dagli incendi in Aspromonte". 

L'agricoltura del Non Fare

L’agricoltura Naturale, o agricoltura del Non Fare, consiste nel lasciare che tutto vada secondo natura: niente arature, potature, concimazioni, irrigazioni, cure colturali, trattamenti fitosanitari, lotta antiparassitaria. Dopo alcuni anni di rigenerazione del terreno, il lavoro dell'agricoltore si limita alla semina, alla pacciamatura e al raccolto.

"Se la natura è lasciata a se stessa, la fertilità aumenta. Se si vuole farsi un'idea della fertilità naturale della terra, bisogna fare una passeggiata qualche volta sulle pendici selvagge del monte e osservare gli alberi giganteschi che crescono senza fertilizzanti e senza lavorazioni. La fertilità della natura, tale e quale, è al di là dell'immaginazione". 

A questo e altri principi espressi, studiati e sperimentati da Masanobu Fukuoka si ispira la RAN per le RiforestAzioni diffuse sui territori. Partendo dall'osservazione dei luoghi e ripristinando le condizioni naturali ci si prende cura di un piccolo pezzo di terra affidandosi alla sapienza della natura e dei suoi ritmi.

Perche le seedball?

“Nessuno conosce esattamente tutte le variabili che concorrono al successo di una coltura, - spiegano nel corso della conferenza stampa Ezio Maisto e Antony Rizzitano : la composizione esatta di un terreno, la sua fertilità, l’umidità, il potere germinativo di ciascun seme, quale seme è più adatto a quel terreno, quanto sole o quanta pioggia ci saranno, quando risplenderà l'uno e quando cadrà l'altra. 

Alcune di queste variabili si possono conoscere, con una certa approssimazione, attraverso costose analisi. Ma non tutte, per cui pianificare la quantità e la tipologia di produzione richiede in ogni caso interventi esterni - in termini di lavoro e di sostanze - che hanno un impatto negativo sul terreno, sui suoi frutti e sull'ambiente in generale. 

Ciò incide anche sulle possibilità di guadagno dei contadini, che sono costretti a lavorare di più e ad acquistare prodotti, consulenze, macchine e servizi per nutrire il terreno, arare, seminare, diserbare, irrigare e raccogliere. Al punto da essere costretti a ricorrere ai contributi pubblici per sopravvivere. 

Masanobu Fukuoka ha studiato, sperimentato e proposto un'alternativa a tutto ciò: la fiducia nella natura. Per lui, l'uomo deve limitarsi a (ri)creare le condizioni perché batteri, microrganismi ed erbe spontanee possano agire liberamente, svincolandosi dall'ottica della programmazione a tutti i costi. Un approccio che la natura conosce da milioni di anni, ma rivoluzionario per l'uomo moderno!”.

Le seedball (o palline di semi) sono un mix di semi di vario tipo dentro un impasto di argilla e acqua che permette di proteggerli da insetti predatori e siccità. Secondo Fukuoka bastano delle semine oculate e ripetute, e una semplice pacciamatura, per rigenerare il terreno e creare le condizioni perché possa produrre da solo quanto necessario e anche di più.

Le seedball possono essere utilizzate anche per seminare alberi nelle aree contigue a quelle distrutte dagli incendi estivi. A lancio avvenuto, occorre solo aspettare che piova per tre, quattro giorni, evitando di calpestare la zona della semina. Circa due settimane dopo la pioggia, i semi contenuti nelle seedball “partono”. Da questo momento è possibile anche calpestare i germogli senza danneggiarli, poiché saranno abbastanza forti da riprendersi."

Dunque appuntamento nella tenuta Saccà, a Roccaforte del Greco, per questa due giorni di festa e riforestazione, per "sporcarsi le mani" e fare insieme le palline d'argilla con i semi, in un clima di festa e condivsione di musica, cibo e allegria, nel segno della tradizione contadina e in sintonia con la natura.

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