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La mobilitazione / Bivongi

Bivongi, l'ostetrica va in pensione e senza nuovi operatori il consultorio chiuderà

Oggi davanti al presidio sit in di cittadine e attiviste nell'ambito della mobilitazione promossa dalla rete nazionale

Poco più di un anno fa la bella notizia. Come traguardo di un vitale e instancabile attivismo sul territorio, iniziava l'attività del consultorio familiare di Bivongi, unico presidio della valle dello Stilaro dopo la chiusura del centro di Stilo, segnalato all'Asp per le gravi condizioni di degrado. 

Era dicembre 2023 e a festeggiare erano donne e famiglie della Locride, insieme al movimento Riprendiamoci i Consultori, che insieme a Comunità Competente aveva riscosso la sensibilità e l'impegno dell'Asp per il risanamento dell'immobile che ospitava la sede di Stilo. Nel frattempo, grazie alla disponibilità del Comune di Bivongi, alcuni locali del poliambulatorio sono stati concessi gratuitamente per attivare il servizio consultoriale, affidato a un'ostetrica. L'equipe ha lavorato fino ad ora nonostante un progressivo svuotamento del personale, ma adesso l'ostetrica ha raggiunto il pensionamento e senza nuovi operatori il consultorio chiuderà.

Per questo oggi nel presidio di Bivongi si sta svolgendo un sit in che rientra nella più ampia mobilitazione della rete nazionale transfemminista Consultori e Consultorie, intitolata "Ci volete in mille pezzi. Ci avrete unite in mille piazze" alludendo allo scenario di smantellamento dei presidi sociosanitari istituiti dalla legge 405/75. Dal 26 febbraio al 3 marzo sono tante le iniziative pubbliche di protesta in tutta Italia per tutelare questo servizio nell'agenda sanitaria del governo. 

La paventata chiusura del consultorio familiare di Bivongi è secondo i residenti dovuta a una indisponibilità degli specialisti della provincia e dei paesi vicini a lavorare nel piccolo centro della Locride. Tra le tante e varie figure professionali previste nei consultori familiari l'equipe di base comprende almeno ginecologo, assistente sociale e psicologo, a Bivongi per non disattivare il servizio basterebbe una nuova ostetrica. 

Nel chiedere a medici e operatori sanitari di tenere accesa questa fiammella in un'area che altrimenti perderebbe ogni tipo di prestazione consultoriale, la manifestazione di Bivongi richiama anche l'attenzione della Regione dopo che il decreto del commissariato ad acta n. 334 del 29 dicembre 2023 ha assegnato nuovi fondi ai consultori. Le attiviste del gruppo Riprendiamoci i Consultori affermano: "In questo pressing c'è anche il nostro lavoro di militanza sul territorio e dialogo con le istituzioni, ma attualmente i nostri sette consultori sono ancora tutti in affanno". Dall'associazione si segnala che "nessuno garantisce visite ecografiche, il personale continua a essere obiettore al 100% e alcuni sono aperti solamente due volte a settimana perché l'organico attivo è composto da una o due unità".

Con l'arrivo di risorse finanziarie apposite, il movimento, che ha una buona interlocuzione con l'Asp di Reggio Calabria, continuerà a vigilare sull'effettivo utilizzo di questi fondi: "Pretendiamo ciò che ci spetta di diritto finché questi presidi socio sanitari non garantiranno i servizi per cui sono stati fondati". Tanti sono i punti su cui dare battaglia, dal budget per l'equipe al risanamento delle strutture, che senza solleciti cade nell'oblio. 

Dei sette consultori familiari della Locride Bivongi non è l'unico a rischio. Tutti i presidi hanno al massimo una delle figure necessarie (lo psicologo è presente solo in una sede) e non viene effettuato un rapido turn over con le pensioni. Al momento con Bivongi senza operatori il servizio più vicino è a Roccella jonica. 

Ma un appello dalle manifestanti è rivolto anche a chi potrebbe essere salvifico prestando la sua opera e portando presenza, calore umano, professionalità ed esperienza. Una missione, come lo è quella di chi ha scelto di lavorare nella sanità pubblica. Se abbandoneranno il territorio, senza di loro i consultori sono condannati a scomparire.

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