Il fatto

Ponte Calopinace, il Comitato Ferrovieri: "La richiesta di accesso agli atti è rimasta senza risposta"

La presidente Malara spiega che andranno avanti e adesso hanno chiesto l’intervento del responsabile prevenzione corruzione e trasparenza

Adesso hanno proprio perso la pazienza i cittadini riuniti nel Comitato di quartiere Ferrovieri Pescatori. Da tempo, ormai, stanno monitorando i lavori di realizzazione del Ponte sul Calopinace, trenta metri appena, che avrebbero dovuto costituire il naturale collegamento sul fronte costiero tra il lungomare Italo Falcomatà e il Parco Lineare Sud (altra incompiuta). Il 29 agosto scorso, infatti, dopo aver più volte chiesto, anche tramite pec,  informazioni al Comune,  senza ricevere mai alcuna risposta, ecco che il Comitato ha deciso di fare richiesta di accesso agli atti, così come prevede la legge. Ma nessuno ha risposto.

"Noi vogliamo sapere cosa sta accadendo, - spiega la presidente del Comitato Filomena Malara -  ormai la nostra priorità non è sapere la data di fine lavori, ma vogliamo sapere cosa sta succedendo e perché. Per questo lo scorso 29 agosto abbiamo formalmente presentato la nostra di accesso agli atti. I trenta giorni previsti dalle normative come tempo massimo di risposta, sono scaduti abbondantemente. Nessuno ha risposto. Abbiamo aspettato oltre il 28 settembre e così il 4 ottobre abbiamo chiesto l’intervento del responsabile prevenzione corruzione e trasparenza, come previsto dalla normativa, inviando una pec al protocollo e alla segreteria generale. Secondo quanto prevede la normativa, l'amministrazione comunale avrà ancora venti giorni, come tempo massimo, per rispondere". 

"Quello che veramente è sconcertante - aggiunge Malara - è l'arroganza estrema di questa amministrazione. Noi cittadini non veniamo presi in considerazione, ma la vicenda del ponticello non è questione che riguarda solo gli abitanti del quartiere Ferrovieri Pescatori, ma tutta la città. Noi siamo attivi, sacrificando i nostri impegni di famiglia e di lavoro, e seguiamo la vicenda con molta attenzione e ci poniamo molte domande. I lavori dovevano durare 120 giorni ma ormai sono diventati quasi 1.300 giorni da quel 31 luglio 2020 e dalla consegna alla ditta dei lavori.   Ripresi da poco i lavori procedono molto, molto lentamente, mentre abbiamo sentito chiacchiere a perdere".

"Ogni giorno passiamo per verificare lo stato dei lavori,  - afferma la presidente del Comitato - e possiamo dire che da lunedì non abbiamo visto operai. Forse lavorano in smart working? Ecco proviamo a sdrammatizzare la vicenda, che ha dell'incredibile. Quale nuovo intoppo c'è. E soprattutto ci chiediamo chi paga per gli errori di calcolo commessi? Avevano detto che ad ottobre sarebbe stato ultimato, poi l'ultimo annuncio parla di dicembre, non sappiamo nulla e gli operai non si vedono".

"A questo punto, sarebbe utile e necessario che l'amministrazione comunale rispondesse - conclude Malara - non solo a noi del Comitato ma a tutti i cittadini e per questo convocasse un Consiglio comunale aperto sulla questione ponte Calopinace per discutere, carte alla mano, dei fatti. L'amministrazione deve essere trasparente e deve consentire ai cittadini di leggere le carte e poter fare domande nel merito. Non è più il tempo delle chiacchiere. Se non dovessimo avere ancora risposte, ci rivolgeremo al Difensore civico e poi come ultima chance c'è il ricorso al Tar, ma speriamo di non dover arrivare ad atti estremi e di avere le risposte che aspettiamo da tempo".

L'unica certezza è che il ponte sul torrente Calopinace ancora resta incompiuto. I lavori che dovevano durare 120 giorni non sono ancora terminati e il ponte non c'è, così come è incompiuto il Parco lineare Sud. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ponte Calopinace, il Comitato Ferrovieri: "La richiesta di accesso agli atti è rimasta senza risposta"
ReggioToday è in caricamento