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Mercoledì, 29 Giugno 2022
L'iniziativa

Lotta al caporalato, la Regione istituisce il tavolo di contrasto

La sua durata, in via sperimentale, è stata fissata al 31 dicembre del 2027

La Regione Calabria ha istituito il tavolo di lavoro regionale di contrasto al caporalato. La decisione è stata assunta dalla giunta regionale nella seduta del 28 dicembre dello scorso anno.

La decisione è stata assunta in attuazione della progettazione esecutiva nell'ambito del Programma “Su.Pr.Eme. Italia” e in coerenza con gli indirizzi normativi europei, nazionali e regionali, nonché per migliorare le attività di programmazione e coordinamento nell’ambito delle scelte da assumere nella programmazione delle risorse comunitarie 2021/2027. La sua durata, in via sperimentale, è stata fissata al 31 dicembre del 2027.

La partecipazione al tavolo regionale di contrasto al caporalato, come si legge nel testo della delibera della giunta regionale, “è a titolo gratuito e non dà diritto alla corresponsione di alcun compenso, indennità, emolumento comunque denominato, né rimborso spese di qualsiasi genere”.

La composizione del tavolo regionale di contrasto al caporalato è complessa. Ad esso parteciperanno, in qualità di componenti stabili: l’assessore alle politiche sociali o un suo delegato; i dirigenti delle direzioni generali lavoro e welfare; programmazione unitaria; agricoltura; tutela della salute; istruzione e protezione civile. E ancora: un delegato per ogni prefettura della regione Calabria; un rappresentante della direzione regionale dell’Inps; un rappresentante della direzione regionale dell’ispettorato del lavoro; un rappresentante dell’Anpal; un rappresentante per ciascuna provincia/città metropolitana della Regione Calabria; un rappresentante dell’Anci Calabria e un rappresentante per ogni organizzazione sindacale di categoria.

Le norme che dovranno regolare la vita del tavolo regionale di contrasto al caporalato, poi, prevedono la facoltà in capo al tavolo regionale di attivare sessioni di incontro e discussione aperte alla partecipazione degli organismi del terzo settore attivi nel territorio regionale nella promozione dei processi di contrasto allo sfruttamento lavorativo e, infine, di far partecipare ai lavori del tavolo regionale anche altre istituzioni del territorio nonché i referenti delle associazioni di categoria ed esperti operanti nel settore, in relazione a specifiche aree di competenza o singole tematiche all’attenzione del medesimo tavolo.

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