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I controlli dei carabinieri

I controlli dei carabinieri

Comunità alloggio, anziano positivo al Covid-19: scattano i controlli e le denunce dei Nas

La struttura ospitava più anziani di quelli autorizzati e nei giorni scorsi un ospite era risultato positivo all'infezione. I carabinieri del comando provinciale hanno informato di tutto la procura della Repubblica

In questi ultimi giorni i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno posto una particolare attenzione alle persone maggiormente esposte al rischio contagio, ossia gli anziani, ponendo rigore e scrupolosità alla verifica delle case di riposo e delle strutture assistenziali per gli anziani.

Il Nas in azione

Su tale argomento il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, guidato dal colonnello Giuseppe Battaglia, ha inteso effettuare un’attività di controllo supportato dalla componente specialistica del Nucleo antisofisticazione e sanità presente nella città di Reggio Calabria, e coordinato da Vito Polizzi, e costituito da personale qualificato, ovvero Ispettori sanitari preparati nella specifica materia.

Fari puntati sulla coop 

Il lavoro ha visto già i suoi immediati effetti grazie all’attenzione su una specifica cooperativa sociale, presente nel territorio della città di Reggio Calabria e operante nella zona sud della città dello Stretto, ove la compagnia cittadina unitamente al Nas ha effettuato un’ispezione igienico-sanitaria alla citata struttura a seguito della positività al covid–19 di un ospite. 

Anziani in quarantena e scatta la denuncia

Di concerto con il direttore del dipartimento di prevenzione Asp di Reggio Calabria, vista la positività rilevata al paziente si predisponeva la “quarantena” degli anziani e contestuale verifica della positività dei restanti degenti. Nel controllo emergevano delle gravi irregolarità derivanti dal fatto che la struttura non fosse autorizzata alla ricezione di un numero di ospiti superiori a 6 tanto da ritenere non presente l’autorizzazione come “comunità alloggio” e conseguentemente la direttrice veniva deferita all’autorità giudiziaria per il reato sancito dalla normativa speciale.

Tutto nelle mani della Procura

L’attività non si fermava, ma proseguiva mediante un censimento degli altri soggetti anziani e d’intesa con l’Asp si ponevano in essere tutta una serie di accertamenti nonché si fornivano disposizioni utili per la struttura finalizzate ad evitare possibili ulteriori contagi degli altri ospitanti. L’attività svolta è stata relazionata alla procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria per le valutazioni di competenza e le eventuali determinazioni che l’autorità giudiziaria intenderà prendere.

Campagna di salvaguardia

L’attenzione dell’arma in tale fase di emergenza sarà ancora più pregnante per evitare fenomenologie di diffusione rapida verso tali tipologie di persone, quali gli anziani, maggiormente esposti al covid-19, perché o interessati da altre patologie o perché magari con evidenti deficienze del sistema immunitario. Sull’argomento l’arma dei carabinieri provinciale ha inteso effettuare una vera e propria campagna a salvaguardia dell’anziano mediante corrette ispezioni, tese a valorizzare l’attività di controllo del cittadino sul territorio, in linea con l’attività di prevenzione, screening e monitoraggio presso le strutture residenziali di accoglienza degli anziani disposta dalla regione Calabria nonché sulle orme delle prerogative in capo al comando per la tutela della salute dell’arma dei carabinieri, organismo funzionale all’attività di prevenzione del ministero della salute.

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