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Domenica, 14 Aprile 2024
Il progetto

Il Csi in campo con "Tutta un'altra partita": terzo tempo per minori e adulti con reato

Iniziativa del Centro sportivo italiano. Molti ragazzi hanno ottenuto le qualifiche di educatore sportivo, arbitro o animatore dei centri estivi, e oggi sono protagonisti in campo

Un "Terzo Tempo" che da due anni sta caratterizzando la vita, il percorso e le scelte di tanti ragazzi e adulti finiti a scontare una pena, dopo un reato. Provvedimenti tramutati in percorsi di messa alla prova, che in qualche caso chiudono mesi o anni di detenzione e che, grazie all'esperienza promossa dal Centro sportivo italiano, comitato di Reggio Calabria, diventano esperienze educative di rieducazione, riabilitazione e umanizzazione.

Tante sono, infatti, le persone che, nello sport e con lo sport, stanno provando a giocare, come spiega il Csi Reggio Calabria "Tutta un'altra partita, rispetto a un passato a volte difficile, caratterizzato da errori, dolori e cadute. Negli ultimi diciotto mesi, in un momento storico segnato dall’aumento dei minori in carcere, sono trentasei i ragazzi minorenni che, grazie al progetto Arianna. Fuori dal labirinto, sostenuto da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, hanno vissuto e stanno vivendo esperienze significative e di impegno, attraverso percorsi di volontariato sportivo all'interno delle associazioni e gruppi sportivi Csi, partecipando alle giornate  di educativa sportiva di strada nei quartieri più fragili della Città metropolitana di Reggio Calabria o prendendo parte ai laboratori formativi Csi, acquisendo competenze e condividendo esperienze e relazioni".

Molti ragazzi, infatti, hanno ottenuto le qualifiche di educatore sportivo, arbitro o animatore dei centri estivi, e oggi sono protagonisti in campo accanto all'equipe Csi. "Alcuni di loro, autori in passato di comportamenti violenti o danneggiamenti, - continua il presidente Paolo Cicciù - arbitrano oggi gare dei campionati giovanili Csi o sono impegnati in attività di animazione per i più piccoli nelle strade o piazze della Città, dopo averle ripulite o riqualificate. Segni straordinari di un percorso che punta al benessere delle persone, provando a dare sempre un'altra possibilità a tutti, nessuno escluso. All’interno di questo percorso di rinascita troviamo anche molti adulti.

Nell’ultimo anno infatti undici persone sono state inserite, su provvedimento dei tribunali e con la preziosissima collaborazione dell'Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria, in un percorso personalizzato all'interno dei progetti e delle attività del Centro sportivo italiano Reggio Calabria. 

I due impianti sportivi comunali a gestione Csi di Pellaro e Gallina e l'impianto pubblico a Modenelle di Arghillà sono le location privilegiate che in questi mesi stanno accogliendo tante storie e la voglia di cambiamento di chi, in passato o fino a qualche mese fa, è stato protagonista di un reato, condizionando la propria vita o quella di intere famiglie". 

"Spazi di rinascita e cambiamento"

"Le attività sono varie e i palazzetti o il campetto diventano per l'occasione "spazi di rinascita e cambiamento" dove rimettersi in gioco e affrontare "un’altra gara" all’interno del complesso e a volte tortuoso percorso della vita di ognuno dei protagonisti.

L'esperienza della messa alla prova al Csi - afferma ancora Cicciù - per alcuni è vissuta giornalmente, per altri con cadenza settimanale o per qualche ora, per tutti però è diventata un’occasione preziosa che regala una visione dello sport “salvifica”, che mette al centro ogni individuo, con il proprio carisma e la propria fragilità. Dalla cura del verde intorno all'impianto, all'accoglienza delle società sportive fino alla pulizia degli spazi comuni, tante sono le attività che vedono come protagonisti i soggetti beneficiari della Map.

Importante e non scontato anche il coinvolgimento della comunità sportiva reggina che vive quotidianamente gli impianti sportivi Csi. Le persone in messa alla prova spesso infatti partecipano positivamente alle attività delle società sportive, sostenendole attraverso un impegno operativo e partecipato.

C'è anche chi sta prendendo parte al corso di segnapunti o sta svolgendo il corso per l'utilizzo del defibrillatore. Scelte, impegni e partecipazione che provano a far vivere percorsi di cambiamento attraverso un visione formativa e sociale (nuova a queste latitudini) dello sport.

Lo sport inteso come comunità educante, che insegna e traccia nuovi percorsi di legalità e nuovi processi educativi e di integrazione sociale, non a parole o con slogan preconfezionati ma con fatti, segni e percorsi veri, significativi, incisivi e lungimiranti".

Le storie dei ragazzi

"Bella la storia di F. , giovane in messa alla prova che, tra corsi di formazione, campus e impegno sul campo, oggi è diventato animatore in oratorio e si è iscritto all'università. Dice che da grande vuole fare l'educatore… Anche G., adulto con un importante reato alle spalle, oggi è quotidianamente impegnato ad assistere istruttori e ragazzi fruitori dell'impianto, prendendosi cura anche dello spazio giochi all'esterno dell’impianto sportivo.

A Modenelle di Arghillà, quartiere fragile del territorio di Reggio Calabria, il campetto pubblico, fondamentale per il territorio e realizzato dall'amministrazione comunale,  è custodito da A., giovane padre che abita nel quartiere.

Ogni settimana, racconta Cicciù - A. si prende cura dello spazio sportivo, ripulendo l'area ludica. Un impegno nobile di per se, ma che acquista ancora più valore se inquadrato all’interno di un contesto sociale complesso e troppo spesso abbandonato come è appunto quello di Modenelle.

Determinate per il progetto Csi è la rete creata con i servizi e l'associazionismo sportivo. L'equipe e i gruppi di lavoro con gli assistenti sociali Ussm e Udepe, gli istruttori, animatori ed educatori Csi, stanno guidando con saggezza e lungimiranza quest'esperienza, diventata ormai una buona prassi e un’alternativa virtuosa per tantissimi, in un territorio dove spessissimo la criminalità assume il ruolo, in ogni ambito, di assoluta protagonista".

Il Csi Reggio Calabria, il presidente Paolo Cicciù, ringraziano "società sportive, volontari, educatori e istruttori che, da tempo, sono in campo dando testimonianza di competenza, passione e voglia di incidere. Un ringraziamento particolare al Coni Calabria, ai magistrati reggini e alle  diverse associazioni che hanno scelto di fare rete, condividendo l’dea di sport che da anni stiamo provando a portare avanti a Reggio Calabria, città complessa e spesso succube di comportamenti malavitosi e incoerenti, va verso la direzione che da ottant’anni guida la nostra associazione: educare con lo sport, si può fare. Un concetto che, tra bellezze, fatiche e fragilità, ci spinge a giocare, in questo, a volte, martoriato territorio, Tutta un’altra partita!”

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