Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Il ddl Zan in Commissione pari opportunità: audite altre associazioni

"Il nostro obiettivo - afferma la presidente della commissione, Lucia Anita Nucera - è stato di ascoltare tutti al fine di garantire un ampio dibattito sul tema"

Continuano le audizioni delle associazioni del territorio sul ddl Zan da parte dell'VIII Commissione pari opportunità,  pace, diritti umani, relazioni internazionali e immigrazione del comune di Reggio Calabria.

"Il nostro obiettivo - afferma Lucia Anita Nucera - è stato di ascoltare tutti al fine di garantire un ampio dibattito sul tema. Ho visto grande partecipazione nelle sedute e dopo aver audito i rappresentanti delle associazioni, proseguiremo nella prossima seduta con un confronto tra i consiglieri.

Mi sembra che l'opportunità e l'apertura che è stata data dalla Commissione a tutte le associazioni pro o contro il ddl Zan, sia stata garanzia di pluralismo e di democrazia. La Commissione che mi onoro di presiedere continuerà a lavorare sempre nell'ottica del dialogo e del confronto su temi sociali e contro ogni forma di discriminazione".

Tra i consiglieri comunali, è intervenuto Massimo Ripepi: "Ringrazio la presidente per la disponibilità ad accogliere le istanze di tutte le associazioni pro e contro. È importante che ci sia dialogo e confronto e che i consiglieri comunali abbiamo contezza del sentire  delle associazioni più significative del territorio che hanno mostrato coraggio nell' esprimere le proprie opinioni".

Per le associazioni sono intervenuti:

Sara Scopelliti di Yael: "L' art.6 del disegno di legge, mi ha colpito perché credo ci siano delle discriminazioni. Il testo nomina i disabili, ma non fa riferimento ad altre  situazioni di vulnerabilità. Le discriminazioni sono previste già all'art. 3 della Costituzione,  quindi l'articolo del ddl Zan è in discordanza. Sono state istituite la giornata nazionale contro l'omofobia e il Gay pride, ma nemmeno una della famiglia".

Maurizio Gattuso del Centro studi: "Si approverà una legge non all' altezza che genererà problemi per la libertà di opinione. La legge è uguale per tutti, si legge nelle aule del tribunale. Quindi, significa che non bisogna adattarsi e farsi guidare da eventi dal punto di vista emotivo. La legge colpisce reati già previsti dal nostro ordinamento. L'art. 4  è pericoloso e inutile. Non c'è un' emergenza sociale e questo è evidente anche nell' opinione pubblica. Dobbiamo riflettere su questa legge che incalza l' emotività senza valutare l'impatto che questa norma avrebbe nella società e i risvolti dal punto di vista penalistico" .

Monica D'Aguì, presidente associazione "Donne in prima fila": "La legge Zan nasce a tutela di ogni discriminazione con una estensione delle tutele già previste dalla legge precedente, ma in realtà censura l'opinione e vuole mettere un bavaglio. Non basta la volontà soggettiva di dire se si vuole essere uomo  o donna se non è supportata da un percorso. Non si possono modificare le leggi naturali della vita, ognuno può seguire le sue indicazioni, ma non in base ai propri desideri e passioni. Trovo ingiusto indottrinare dei bambini sulla teoria gender, sono piccoli per capire concetti astratti e confusi. Il MIUR non ha introdotto l' educazione sessuale, quindi non vedo perché noi insegnanti dovremmo parlare di questo portando confusione".

Antonio Marino "Istituto per la famiglia": "La nostra è una associazione di volontariato che da decenni opera sul territorio. Siamo attivi nelle periferie e siamo a contatto con la gente. Nel sentire comune non si avverte questa forte emergenza per queste categorie sociali. C'è una forte ideologizzazione creata attorno a questa legge che non risponde ad un sentire comune. Il ddl è frutto di una vera pressione creata dalle lobby che hanno condizionato la comunicazione di massa ma questo non corrisponde al sentire del Paese". 

Carmelo Careri Coop.scp "Vita Si": "Ben vengano i provvedimenti a tutela delle persone perché siamo contro ogni discriminazione a prescindere dall'orientamento religioso, sessuale ecc. Il ddl è inutile perché le normative sono già sufficienti a tutelare qualsiasi tipo di persone. Non c'è alcuna emergenza".

Giuseppe Pennestrì Chiesa cristiana Gesù Cristo e Signore: "Credo che ci sia molta confusione. Come cristiani non possiamo accettare questo disegno di legge che vuole imbavagliare la libertà di opinione".

Doriana Coppola Centro ascolto Ariel: "Siamo contro ogni forma di discriminazione, ma siamo contrari al ddl Zan perché non lo riteniamo uno strumento di prevenzione, in quanto la nostra Costituzione già tutela i diritti e limita la libertà di opinione. Sono una mamma e non sono d'accordo che si insegni ideologia di genere nelle scuole a bambini piccoli che devono crescere".

Anna Fazio presidente associazione "Mi affido a te": "Ci occupiamo di tutela dei minori e trovo non condivisibili i concetti che vuole fare passare la legge, come il reato di opinione. Devo essere libera di esprimere la mia opinione senza essere perseguitata. La libertà deve essere per tutti e no per una categoria. Non mi sembra giusto che i bambini siano costretti ad ascoltare lezioni sulla sessualità e comunque spetta a i genitori dare questo tipo di insegnamenti. L'istituzione della giornata è una bella cosa, ma della famiglia naturale si dice poca o niente. Il consiglio comunale aveva approvato la giornata della famiglia e aspetto di celebrarla".

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