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Domenica, 27 Novembre 2022
Il personaggio

Il viaggio di Roberto Emanuelli nelle librerie, dove nasce la magia della lettura

Lo scrittore ha presentato a Reggio il suo nuovo romanzo "Quando tutto sembra immobile", dedicato alla madre, originaria di Polistena

Un viaggio solitario e faticoso attraverso l’Italia, macinando chilometri al volante della sua Jeep per unire punti geografici e umani su una mappa inconsueta di città e altrettante librerie, come non avrebbe potuto fare con un tour di tipo canonico. Stancante ma carico di entusiasmo. Così lo scrittore Roberto Emanuelli ha scelto di incontrare i lettori e dialogare con loro del suo ultimo romanzo uscito ad ottobre, “Quando tutto sembra immobile”, edito da Sperling & Kupfer.

Oggi pomeriggio Emanuelli è arrivato a Reggio, dove è stato ospite della libreria Mondadori: una tappa speciale perché Graziella, l’adorata madre del romanziere, è originaria di Polistena, come lo è la famiglia di Daniele, protagonista del libro, dove si ritrovano tante reminiscenze calabresi, dalle suggestioni del paesaggio all’ispirazione di personaggi reali, tra cui il regista Mimmo Calopresti e il pasticciere Alessio Macrì, che a Roma ha avviato un’attività artigianale che si sta facendo conoscere nella capitale (entrambi citati nei ringraziamenti).

Il tour di Emanuelli per "Quando tutto sembra immobile" segue una scaletta precisa, con l'idea di una promozione atipica, quasi di prossimità e vicinato. In tutte le città, oltre al luogo delle presentazioni o dei firmacopie, lo scrittore si ferma a visitare ogni libreria che riesce a raggiungere, per salutare e stringere la mano ai librai. "E' un modo per coccolarli - mi dice - perché se lo meritano. Il loro lavoro è importante, la libreria è un luogo di magia, dove la lettura si trasforma in scambio e incontro".

Ai librai e a quanti hanno partecipato oggi alla presentazione in libreria Mondadori (tantissimi, la saletta era piena), lo scrittore racconta anche del suo romanzo e del perché sia diverso da quelli precedenti. Come lui stesso aveva annunciato nella fase di genesi, “Quando tutto sembra immobile” segna un cambiamento nella sua scrittura, lavorando non solo con gli editor della casa editrice ma avvalendosi dei preziosi insegnamenti dell'agente Luca Briasco.

Una svolta ma anche un ritorno al passato, quando la scrittura per Emanuelli fu in un certo senso terapeutica. La storia del suo successo editoriale per i lettori è quasi una fiaba. All’apice di una crisi personale e sentimentale, apre un blog dove racconta una storia d’amore finita: lì troverà affetto e calore da lettrici di ogni età. Il blog viene notato da Rizzoli e gli propongono di trasformarlo in romanzo, ma al momento della pubblicazione cambiano idea. Siamo nel 2015 e dopo quel rifiuto Emanuelli va avanti da solo e dà alla luce “Davanti ai tuoi occhi” sul portale Ilmiolibro.it, poi lo pubblicizza creando una rete di passaparola così attiva da interessare un piccolo editore, Efesto.

La presenza del titolo in cima alle classifiche di vendita fa pentire Rizzoli, che acquista i diritti e propone allo scrittore un nuovo contratto. Il secondo libro “E allora baciami” consacra Roberto Emanuelli caso editoriale; i successivi romanzi, di cui gli ultimi tre editi da Sperling & Kupfer, ne confermano la fama con ristampe, traduzioni e presentazioni da star. Merito di storie ultraromantiche molto focalizzate sulle donne e i loro sentimenti, che hanno conquistato il pubblico femminile (il fandom social “Siamo solo per pochi" per Roberto è una vera e propria famiglia).

Con il nuovo libro lo scrittore ha però intrapreso una strada diversa, perché stavolta la voce narrante è quella di un uomo e nella storia non si parla soltanto dell'amore tra Daniele e Margherita, ma anche di attacchi di panico, manie ossessivo-compulsivo e ciclotimia, disturbo dell'umore di cui soffrono sia il protagonista che lo stesso scrittore. Una situazione che Emanuelli conosce sulla propria pelle: negli ultimi mesi lo ha confidato ai follower, raccontando della scelta di iniziare un percorso terapeutico e farmacologico. “Quando tutto sembra immobile” è stato influenzato da questa esperienza di accettazione e lotta giornaliera contro il 'sabotatore interiore' di Roberto.

La scrittura è stata strumento di cura e rinascita, svelando un Emanuelli meno idealista, che non smette di credere nel lieto fine e i sogni ma non ha paura di rischiare abbandonando la comfort zone di un canovaccio collaudato per presentare un personaggio di uomo tormentato, fragile, in fuga dall’amore per non esserne ferito. Il suo pubblico, che è in prevalenza femminile, lo sta accompagnando in questo percorso. Emanuelli del resto ha sempre detto di ammirare il complesso universo delle donne, ad iniziare dalla madre, a cui è dedicato questo romanzo e che, avendo perso il papà, è stata per lui punto di riferimento affettivo e di formazione. E nella storia di Daniele il racconto della scomparsa del padre, una delle pagine più toccanti, è esattamente come è avvenuta nella vita vera di Roberto. 

"Quando tutto sembra immobile" è differente dagli altri romanzi. Hai detto più volte che rappresenta un nuovo corso nella tua scrittura, ma è stata anche una scommessa editoriale. 

"Il personaggio di Daniele compie un viaggio, prima interiore e poi anche reale, verso se stesso, acquista una nuova consapevolezza. Ed è quello che sto vivendo anch'io. Nel mio lavoro questo romanzo rappresenta una svolta stilistica e di approccio editoriale, che ha coinciso con un cambiamento personale iniziato quando ho deciso di intraprendere una terapia per i disturbi dell'umore e le manie ossessivo-compulsive di cui soffro. Ho tagliato via tante cose dalla mia vita, quelle superflue, tossiche, non essenziali e che non portavano a nulla di positivo. Ho fatto la stessa cosa anche per la scrittura, eliminando tutto ciò che è retorico e non necessario. Luca Briasco, che per me è un maestro, ha abbracciato questo mio nuovo inizio e insieme a lui sono ritornato alla scrittura come cura, una cosa che avevo perso quando questa è diventata una professione. Per tanto tempo sono stato sotto pressione e ho condizionato la scrittura a considerazioni su quello che più sarebbe piaciuto al pubblico, ed è normale perché con il lavoro si mangia, si pagano le bollette. Ma oggi per me le vendite sono in secondo piano, mi concentro su quello di cui ho bisogno io nella scrittura. E' sicuramente una scommessa, nella quale i lettori mi stanno seguendo. Sento grande affetto attorno a me e a questo libro, per questo mi è sembrato giusto andarlo a raccontare viaggiando in questo modo e incontrando più persone possibili"

Nel libro ci sono tanti riferimenti alla Calabria, terra di origine di tua madre, e calabresi sono alcune delle persone che ricordi nelle note finali del libro, tra cui il regista Calopresti. Il capitolo secondo me più bello si svolge a Tropea, dove avviene un incontro che fa scattare in Daniele la molla per lottare per la sua felicità. 

"La Calabria è un luogo che amo moltissimo e poi ho pensato fosse bello fare un omaggio a mia madre, che è nata a Polistena. Mimmo Calopresti per me è più che un amico, quasi un fratello. Lo considero un pezzo della mia famiglia ed è stato una delle prime persone a credere in me, quando nessuno lo faceva. Nel mio primo romanzo autopubblicato ho voluto inserire le parole di incitamento che lui mi aveva dedicato per quell'esordio letterario. E' di origini reggine anche Alessio Macrì, mio cugino per parte della famiglia materna, che vive a Casetta Mattei, il quartiere romano dove io sono nato e cresciuto. Tutta Roma va nel suo bar per mangiare i suoi cornetti fantastici"

Negli ultimi mesi, con apertura mentale e coraggio, hai parlato della tua terapia, rompendo anche qualche tabù. La vita di uno scrittore, oltre ad essere immersa nella creazione di storie, è fatta di eventi, ritmi serrati e stress. Come riesci, nei momenti critici, a gestire l'ansia nella tua dimensione pubblica?

"La mia terapia è assolutamente compatibile con ogni tipo di routine, compresa quella di questo viaggio promozionale del libro. Continuo a prendere come sempre farmaci regolatori dell'umore, che non hanno effetti collaterale e non richiedono alcun adattamento particolare. Ma soprattutto questo è anche un pezzo del lavoro che sto facendo su me stesso per mettermi alla prova e trasformare l'ansia e l'emotività in qualcosa di positivo. Come succede a Daniele nel romanzo, dobbiamo sfidare i nostri mostri interni. Solo così saremo noi e non loro a vincere"

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