Femminicidio, Morosini alza la voce "contro le lacune morali del nostro territorio"

L'arcivescovo metropolita interviene dopo l'uxoricidio avvenuto venerdì scorso a Montebello Jonico e spera che "l’omicida possa intraprendere un cammino di vero pentimento e di conversione"

Giuseppe Fiorini Morosini

Dinanzi a un nuovo efferato delitto di violenza contro le donne che si è consumato venerdì scorso, l'arcivescovo metropolita della diocesi di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini alza "ancora una volta la voce contro alcune lacune morali del nostro territorio, che rasentano il livello di fenomeno culturale contro cui combattere:

il maschilismo che vuole la donna sottomessa al maschio nelle relazioni familiari, anche in sfere sociali elevate; esso è causa di tanta sofferenza nelle donne e alla base di delitti come il femminicidio;

ia tendenza a risolvere i conflitti e i contrasti con la violenza e l’intimidazione, spesso anche mafiosa, che opprime e vincola ancora tanti settori delle nostre comunità alla cultura del dominio del più forte;

e infine la convinzione piuttosto generalizzata che per sentirci cristiani bastano quegli appuntamenti diventati ormai costume sociale nella nostra società a tradizione cristiana: celebrazione dei sacramenti come appuntamenti sociali, funerali, feste patronali. La fede, invece, è lo sforzo di mettere in pratica i comandamenti di Dio e incarnare nella vita i valori del Vangelo".

Per l'arcivescovo "dinanzi a questi delitti, ma in genere dinanzi a tutti i mali morali della nostra società (droga, usura, delinquenza organizzata, sfruttamento della prostituzione, immoralità dilagante ecc.), noi non possiamo non ricordare che dove non c’è comportamento morale conforme alle norme di vita dettate dal Vangelo, lì non può esserci fede, nonostante tutte gli atti rituali che possiamo ostentare.

Raccomando alla misericordia di Dio la vittima, implorando per essa il riposo eterno e la pace nel Signore: ieri l'ho ricordata durante la Celebrazione eucaristica. Esprimo le mie condoglianze alla sua famiglia, alla quale raccomando di aprirsi lentamente ad un cammino che conduca al perdono cristiano".

Il presule è vicino alla famiglia dell’autore "di così atroce delitto, che certamente avrà condannato questo gesto. Spero anche che l’omicida possa intraprendere un cammino di vero pentimento e di conversione, prego il Signore Dio perché lo illumini in questo percorso di revisione di vita, donandogli un cuore nuovo".

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