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L'analisi

Gli infortuni sul lavoro crescono ma c'è il rischio che i processi falliscano

I dati dell'Inail segnalano la Calabria al primo posto fra le regioni per il numero di incidenti mentre il procuratore Bombardieri lancia l'allarme archiviazione

Nella sezione "Open data" del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio - nel complesso e con esito mortale - e di malattia professionale presentate all'Istituto entro il mese di dicembre.

Il report dell’Inail, purtroppo, piazza la Calabria fra le regioni che hanno patito il maggior numero di infortuni mortali - con un incremento di 14 casi - fra le altre regioni italiane. Di più, poi, c’è l’allarme lanciato dal procuratore Giovanni Bombardieri nella sua relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario sul rischio archiviazione per i procedimento instaurati in materia di incidenti sul lavoro.

La relazione del procuratore

Un trend che è stato segnalato anche durante l’apertura dell’anno giudiziario a Reggio Calabria, nella relazione firmata dal procuratore capo Giovanni Bombardieri.

Dalla banca dati della procura, infatti, emerge che fra il 2021 2 il 2022 i procedimenti iscritti a carico di indagati noti sono stati 39 a fronte dei 20 dell’anno precedente. Ma non solo. Nel periodo analizzato sono stati iscritti 4 procedimento a carico di indagati noti per il reato di omicidio colposo qualificato da profili di colpa specifica, come specificato nella relazione, per violazione di norme antinfortunistiche, a fronte dei due procedimenti iscritti nell’anno precedente.

Per quanto riguarda, invece, i reati di lesioni colpose i numeri sono scesi dai sedici dello scorso anno ai 12 casi dell’anno in esame nella relazione del procuratore capo Giovanni Bombardieri. L’ultimo dato preso in esame quello riferito ai procedimenti a carico di indagati ignoti per lesioni colpose da infortuni sul lavoro sono stati 97 rispetto agli 80 dell’anno precedente.

L’allarme archiviazione

Purtroppo, però, è questo l’allarme lanciato dal capo dell’ufficio di procura reggino Giovanni Bombardieri (nella foto) “gran parte di questi procedimenti vengono archiviati per difetto della condizione di procedibilità della querela, salvo i casi di lesioni gravi o gravissime procedibili d’ufficio”.

Bombardieri GiovanniStando ai dati dell’inail nel 2022 si registra, rispetto al 2021, un deciso aumento delle denunce di infortunio in complesso (dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni "tradizionali", sia in occasione di lavoro che in itinere), un calo di quelle mortali (per il notevole minor peso delle morti da contagio, a cui si contrappone però il contestuale incremento dei decessi in itinere), e una crescita delle malattie professionali.

Denunce di infortunio

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail entro lo scorso mese di dicembre sono state 697.773, in aumento del 25,7% rispetto alle 555.236 del 2021 (+25,9% rispetto alle 554.340 del periodo gennaio-dicembre 2020 e +8,7% rispetto alle 641.638 del periodo gennaio-dicembre 2019).

I dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento nel 2022 rispetto al 2021 sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 474.847 del 2021 ai 607.806 del 2022 (+28,0%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento dell'11,9%, da 80.389 a 89.967.

Nello scorso mese di dicembre il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un +24,5% nella gestione Industria e servizi (dai 464.401 casi del 2021 ai 578.340 del 2022), un -3,6% in agricoltura (da 26.962 a 25.999) e un +46,3% nel conto Stato (da 63.873 a 93.434).

Incrementi in tutti i settori

Si osservano incrementi generalizzati degli infortuni in occasione di lavoro in quasi tutti i settori, in particolare nella sanità e assistenza sociale (+113,1%), nel trasporto e magazzinaggio (+79,3%), nelle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+55,2%) e nell'amministrazione pubblica che comprende le attività degli organismi preposti alla sanità - Asl - e gli amministratori regionali, provinciali e comunali (+54,8%).

L'analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Sud (+37,3%), seguito da Isole (+33,2%), Nord-Ovest (+30,4%), Centro (+29,4%) e Nord-Est (+13,3%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+68,9%), la Liguria (+49,0%) e il Lazio (+45,4%). L'aumento che emerge dal confronto di periodo tra il 2021 e il 2022 è legato sia alla componente femminile, che registra un +42,9% (da 200.557 a 286.522 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +16,0% (da 354.679 a 411.251). L'incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+27,0%), sia quelli extracomunitari (+20,8%) e comunitari (+15,8%). Dall'analisi per classi di età emergono incrementi generalizzati in tutte le fasce. Quasi la metà dei casi confluisce nella classe 40-59 anni

Casi mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto entro lo scorso mese di dicembre sono state 1.090, 131 in meno rispetto alle 1.221 registrate nel 2021 (-10,7%). Questo calo è la sintesi di un decremento delle denunce osservato nel quadrimestre gennaio-aprile (-33,8%) e di un incremento nel periodo maggio-dicembre (+7,1%), nel confronto tra i due anni.

Si registrano 180 casi in meno rispetto al periodo gennaio-dicembre 2020 (1.270 decessi) e uno in più rispetto al periodo gennaio-dicembre 2019 (1.089 decessi). Per un confronto più corretto e puntuale si dovrà fare riferimento alla Relazione annuale dell'Istituto di metà anno, in occasione della quale saranno diffusi gli open data annuali (più consolidati di quelli mensili), con l'aggiornamento del quinquennio 2018-2022 al 30 aprile 2023.

I casi in costanza di lavoro

A livello nazionale i dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano, pur nella provvisorietà dei numeri, un decremento nel 2022 rispetto al 2021 solo dei casi avvenuti in occasione di lavoro, scesi da 973 a 790 per il notevole minor peso delle morti da Covid-19, mentre quelli in itinere sono passati da 248 a 300.

Il calo ha riguardato soprattutto l'Industria e servizi (da 1.040 a 936 denunce), seguita da conto Stato (da 53 a 36) e agricoltura (da 128 a 118). Dall'analisi territoriale emerge un decremento di 83 casi mortali al Sud (da 318 a 235), di 31 nel Nord-Est (da 276 a 245), di 12 nel Nord-Ovest (da 313 a 301), di tre nelle isole (da 87 a 84) e di due al centro (da 227 a 225). Le regioni con i maggiori decrementi sono la Campania (-37 casi mortali), la Puglia, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna (-22 ciascuna), l'Abruzzo (-20) e il Piemonte (-18).

Il dato della Calabria

Tra le regioni che registrano aumenti si segnalano, invece, la Calabria (+14 casi), la Lombardia (+13) e la Toscana (+9). Il calo rilevato tra il 2021 e il 2022 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 1.095 a 970, mentre quella femminile passa da 126 a 120 casi.

In diminuzione le denunce dei lavoratori italiani (da 1.036 a 881 decessi), in aumento quelle degli extracomunitari (da 138 a 156) e dei comunitari (da 47 a 53). Dall'analisi per classi di età, da segnalare l'incremento di casi mortali tra i 25-39enni (da 153 a 196 casi) e tra gli under 20 (da 10 a 22) e il calo tra gli over 39 anni (da 1.019 a 839). Al 31 dicembre di quest'anno risultano 19 denunce di incidenti plurimi avvenuti nel 2022, per un totale di 46 decessi, 44 dei quali stradali. Nel 2021 gli incidenti plurimi erano stati 17 per un totale di 40 decessi, 23 dei quali stradali.

Denunce malattie professionali

Le denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail nel 2022 sono state 60.774, in aumento di 5.486 casi (+9,9) rispetto al 2021 (15.751 casi in più, per un incremento percentuale del 35,0% rispetto al 2020, e 536 casi in meno, con una riduzione dello 0,9%, rispetto al 2019).

I dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno mostrano un aumento nel 2022 rispetto al 2021 nelle gestioni industria e servizi (+10,0%, da 45.632 a 50.185 casi), agricoltura (+9,5%, da 9.167 a 10.041) e Conto Stato (+12,1%, da 489 a 548). L'analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce nelle Isole (+18,4%), nel Centro (+10,3%), nel Nord-Ovest (+10,0%), nel Sud (+9,5%) e nel Nord-Est (+5,6%).

In ottica di genere si rilevano 4.472 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 40.387 a 44.859 (+11,1%), e 1.014 in più per le lavoratrici, da 14.901 a 15.915 (+6,8%). Nel complesso, l'aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 51.142 a 56.128 (+9,7%), sia quelle degli extracomunitari, da 2.861 a 3.145 (+9,9%), e dei comunitari, da 1.285 a 1.501 (+16,8%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell'orecchio continuano a rappresentare, anche nel 2022, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle malattie del sistema respiratorio.

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