rotate-mobile
Venerdì, 30 Settembre 2022
Il personaggio / Centro / piazza del Popolo

Loredana Bertè in piazza del Popolo conquista tutti e placa le polemiche

Grande successo di pubblico per il concerto della grintosa cantante, ma le critiche per i costi degli spettacoli a Reggio sono una storia che si ripete

Mezz'ora di ritardo per chiedere clemenza al meteo, ma i reggini lo fanno volentieri per Loredana Berté, che si fa ampiamente perdonare per l'attesa. Migliaia di persone hanno sfidato la pioggia per sentirla cantare in piazza del Popolo, dove l'artista, invitata dalla Metrocity come personaggio di punta del cartellone delle celebrazioni per i Bronzi, ha conquistato tutti.

I commenti sono entuasiastici, per qualcuno che ha partecipato ai due eventi lei è persino meglio di Jovanotti: carica di grinta e passione, ieri sera Loredana ha confermato la seconda giovinezza della sua carriera - oltre che presenza scenica e gambe che non sentono i 72 anni della vulcanica cantante di Bagnara. Ecco, semmai l'antico cruccio è che nella città di origine sua e della sorella Mia Martini (a cui ha dedicato un pensiero durante il concerto) come al solito non si sia vista; in compenso ha visitato il museo e i Guerrieri rilanciando le foto sulla sua seguitissima pagina Facebook. 

Una bella pubblicità fuori dai nostri confini per invogliare chi pensa che i Bronzi siano relegati ad una latitudine alla fine del mondo, ma basterà a smorzare la polemica scoppiata alla vigilia del concerto sul costo da capogiro di 98.000 euro? Sembra di sì, perché dai reggini lo spettacolo è stato promosso a pieni voti e la mitica Lory dichiara in un post di ringraziamento che ad applaudirla in piazza siano stati 35.000. L'operazione è riuscita non solo per la qualità musicale e l'allestimento scenico con videoproiezioni digitali (un'idea del tour "Manifesto" e non originale per Reggio), ma soprattutto per la capacità di Loredana di creare comunità con i calabresi, che l'hanno ufficialmente eletta loro regina.

"Siete straordinari, voglio chiedere asilo qui", ha scherzato la cantante. Di esternazioni militanti come quella sulla fiamma di Fratelli d'Italia invece dal palco reggino non ce ne sono state. Loredana, che con quella presa di posizione aveva diviso i fan, ha scelto di non provocare - forse proprio perché, dopo la querelle dei costi, qualcuno le avrà consigliato di non aizzare gli animi. A Reggio questo pubblico è transgenerazionale e ultra popolare, richiede solo relax e musica.

La regina del rock in concerto: il video

Spettacoli e costi pubblici, una polemica di lunga data

Le proteste legate ai costi sostenuti dalle amministrazioni per gli eventi di spettacolo a Reggio sono una vecchia storia. Il sentore comune dei cittadini, sostenuto dalla scarsa informazione sugli aspetti tecnici, per una consuetudine all'invettiva opera un parallelismo tra queste grandi cifre attribuite ai vip e il generale decadimento dei servizi essenziali della città.

Dal centro dell'impero alla periferia, questa è in fondo una replica in scala ridotta degli scandali nazionali per gli stipendi dei conduttori Rai. Nel nostro piccolo, a Reggio la "pancia" esprime quello stesso disagio, che è un'opinione terra terra, ma sinceramente indignata e dunque da non liquidare con supponenza. Ovvero, i cittadini da sempre dicono: non abbiamo acqua, siamo sommersi dalla spazzatura e diamo tutti questi soldi a Loredana Berté.

In realtà la somma destinata all'evento è vincolata al progetto “Identità e Mito” per il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi e non avrebbe potuto essere dirottata verso altre finalità. E' giusto precisarlo, perché una città - pur allo stremo delle forze, diffidente e disillusa verso le amministrazioni e pronta a pungersi nel vivo - si rialza anche grazie a cultura, spettacolo, arte.

A richiamarlo alla memoria oggi pare un miraggio, ma qui, nell'Arena dello stretto, in un tempo remotissimo, è stato presentato in anteprima italiana il film "Tutto su mia madre" di Almodovar, poi premiato con l'Oscar, durante un festival d'avanguardia (allora c'era l'assessore Gimo Polimeni) che creava le atmosfere di un Sundance, con gli spettatori cinefili che aspettavano le ultime proiezioni sulle scale, avvolti nelle coperte.

E' certamente un dovere l'esercizio di empatia verso l'esasperazione dei cittadini. Ma a Reggio il fatto che l'arte costituisca un lavoro e debba essere pagati non riesce purtroppo a diventare un concetto acquisito, e questo è anacronistico e non ammissibile. Sembrerà surreale ma ieri ci sono stati detrattori che caldeggiavano un'esibizione gratuita della Bertè per solidarietà territoriale, in quanto calabrese. Il discorso è però ben più ampio. Quando si percepisce come ingiustizia un simile cachet, pulsano altre ferite aperte. Ci sono gli artisti locali (quelli bravi, invisibili ma che esistono), che nella loro città vengono invitati a offrire il loro talento prevalentemente per la gloria o con compensi più simili ad oboli e spesso retribuiti in ritardo.

E poi le guerre tra poveri contro le società private che portano grandi nomi a pagamento e non scelgono più Reggio, dove qualcuno ha crediti stellari e cause giudiziarie in corso, emigrando a cento chilometri di distanza (ogni riferimento a Roccella non è puramente casuale). Delle due l'una: vogliamo arte per la fruizione collettiva impegnando finanziariamente le istituzioni o preferiamo spettacoli importanti ma non sostenibili da tutti per poi lamentarci dei biglietti troppo salati? 

C'entra pure la diatriba politica, che in piena campagna elettorale è inevitabile. In città non si possono non ricordare gli attacchi a Scopelliti "Peppe dj" per il carrozzone di Rtl e le costose passeggiate sul corso di Valeria Marini, Ana Laura Ribas e vari sedicenti vip della scuderia di Lele Mora. Uno scenario che a molti non appare diverso da quello odierno con un'amministrazione comunale di colore opposto.

In realtà il vero problema è che i soldi disponibili siano spesi bene e generino ritorno economico - che è l'obiettivo di una programmazione culturale gestita dagli enti, cioè farne veicolo di sviluppo turistico. I dati ci dicono che le risorse investite per le celebrazioni dei Bronzi non hanno raggiunto l'obiettivo di aumentare le presenze, neanche nella settimana di Ferragosto. Dopo l'ultimo acuto di Loredana, Reggio si risveglia con i suoi problemi intatti e i Bronzi stanno a guardare. E' un duro lavoro ma qui lo fanno solo loro. 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Loredana Bertè in piazza del Popolo conquista tutti e placa le polemiche

ReggioToday è in caricamento