Cronaca

La collaborazione di Domenico Agresta ha sgretolato la locale di Volpiano

Dalle dichiarazioni del collaboratore, gli investigatori hanno permesso di verificare l'affiliazione alla 'ndrangheta di Gianfranco Violi, dei fratelli Mario e Giuseppe Vazzana e di Domenico Aspromonte e la loro militanza criminale

Il procuratore De Raho durante la conferenza stampa

L'operazione "Platinum-Dia" che ha portato all'arresto di 33 persone, 30 in Italia e 3 Germania, ritenute affiliate all'Ndrangheta, ha permesso di individuare e disarticolare un sodalizio riconducibile alla famiglia Giorgi, detti 'Boviciani' di San Luca, in provincia di Reggio Calabria, dedito al narcotraffico internazionale e attivi in Piemonte Calabria Sardegna e in Germania, nel Land del Baden-Wurttemberg, dove appartenenti della famiglia Giorgi gestiscono una catena di attività dedite alla ristorazione.

L'operazione trae origine dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Domenico Agresta, discendente di due delle famiglie ritenuti più influenti della 'ndrangheta aspromontana, gli Agresta Morando, egemoni anche in Piemonte e Lombardia, rilasciate alla Procura distrettuale di Torino a partire dall'autunno del 2016, poi riscontrate dalle attività investigative di Dia e forze dell'ordine. Dalle dichiarazioni del collaboratore, gli investigatori hanno permesso di verificare l'affiliazione alla 'ndrangheta di Gianfranco Violi, dei fratelli Mario e Giuseppe Vazzana e di Domenico Aspromonte e la loro militanza nel locale di Volpiano, nel torinese, oltre a certificare il ruolo ricoperto nella gestione, attraverso un importante e articolato dedalo di società e attività imprenditoriali di almeno una parte del patrimonio di origine illecita riconducibile alla famiglia Agresta.

Una delle basi logistico operative del sodalizio è stata individuato in provincia di Alessandria dove, durante una perquisizione, all'interno di una cassaforte, sono stati trovati telefoni criptati. Nel corso delle perquisizioni sono state rintracciate anche 4 pistole, nel torinese e in una villetta in Sardegna, intestata a un prestanome.

Le indagini, che hanno visto il coordinamento della Direzione nazionale antimafia guidata dal procuratore Federico Cafiero De Raho, nei confronti dei Giorgi hanno non solo confermato la centralità del Piemonte, ma anche trattative con la famiglia 'Assisi' per approvvigionamento di cocaina dal Brasile, trattative in Olanda e Belgio con soggetti di nazionalità albanese, colombiana e romena per l'approvvigionamento di cocaina e trattive in Spagna con soggetti marocchini per l'approvvigionamento di hashish e cocaina.

Oltre agli arresti, in Italia sono state sequestrate preventivamente 5 società, 12 unità immobiliari, una tabaccheria e 2 bar, e beni per 5 milioni di euro, indagate 44 persone e compiute 42 perquisizioni. In Germania sono stati sequestrati preventivamente 2 milioni di euro, indagate 52 persone e compiute 46 perquisizioni. "Questa indagine è un punto di partenza, non di arrivo - ha commentato il direttore operativo della Dia di Torino, Michele Fanelli - alcune perquisizioni sono ancora in corso, sicuramente sul fronte dei sequestri ci saranno evoluzioni".

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