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Domenica, 25 Febbraio 2024
Lotta alla criminalità / Rosarno

'Ndrangheta, arrestato uomo di fiducia della cosca Bellocco

Indagini dei carabinieri del comando provinciale, coordinate dalla procura di Reggio Calabria. L'uomo, 43enne, accusato di associazione di tipo mafioso, è stato tradotto presso la casa circondariale di Palmi

Un uomo, ritenuto dagli inquirenti "personaggio di assoluta fiducia dei vertici della cosca Bellocco", è stato arrestato questa notte, con l'accusa di associazione di tipo mafioso, dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Si tratta di P.D. di 43 anni.

I militari, a conclusione di indagini, coordinate dalla procura, Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito l'ordinanza di misura cautelare in carcere.

Le indagini 

Il procedimento trae origine, nel dicembre 2019, da una complessa attività investigativa sulle dinamiche di operatività della cosca Bellocco e sul presunto coinvolgimento degli indagati nella gestione della latitanza di Domenico Bellocco, di 48 anni, considerato dagli investigatori figura apicale del sodalizio di ‘ndrangheta operante a Rosarno.

"Il destinatario della misura cautelare, residente a Gioia Tauro, - spiegano dal comando provinciale dell'Arma - è attinto allo stato da gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di associazione di tipo mafioso, commesso a partire dal mese di aprile 2020, avendo rivestito un ruolo di primo piano nella gestione della latitanza di Domenico Bellocco e, più in generale, degli affari illeciti della cosca Bellocco".

Dalle indagini sarebbe emerso, affermano ancora i carabinieri "quale personaggio di assoluta fiducia operativa sul territorio controllato dalla cosca, avendo lo stesso assicurato una rete di protezione e di comunicazione tra i vertici, ed essendosi reso parte attiva nella realizzazione del programma criminoso della consorteria. In particolare, aveva assunto il ruolo di latore delle comunicazioni riservate in merito alla latitanza di Domenico Bellocco, rendendosi pienamente disponibile sia ad avvicinare le vittime di estorsione nell'interesse del sodalizio mafioso che a fungere da soggetto a cui rivolgersi per presentare richieste di protezione o assolvere al pagamento del "dovuto" estorsivo alla cosca".

"A comprova del ruolo e dell’expertise", il 43enne, nel corso dell’attività di indagine, avrebbe ricordato "di aver fornito in più di un’occasione e per numerosi anni assistenza ai latitanti della famiglia Bellocco, compito - continuano i carabinieri - eseguito nel migliore dei modi e senza commettere errori che avrebbero potuto condurre gli investigatori alla loro cattura. Sulla base di tali “successi”, lo stesso aveva palesato la volontà di monopolizzare la gestione della latitanza di  Domenico Bellocco, evitando che altri potessero farlo al suo posto, ritenendoli inaffidabili". Al termine delle operazioni, P.D., è stato tradotto presso la casa circondariale di Palmi, a disposizione
dell’autorità giudiziaria.

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