Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Centro

Nucera incontra in Commissione Abdel Hamid Tanan per parlare del caso Saman e di femminicidio

La Commissione Pari opportunità ha udito il responsabile del Centro Culturale Islamico di Reggio Calabria, per discutere della triste vicenda della ragazza pachistana uccisa dai suoi familiari per aver rifiutato un matrimonio combinato

Lucia Anita Nucera, Abdel Hamid Tanan e Giuggi Palmenta

La Commissione pari opportunità,  pace, diritti umani, relazioni internazionali e immigrazione del Comune ha audito Abdel Hamid Tanan, responsabile del Centro Culturale Islamico di Reggio Calabria, per discutere della triste vicenda di Saman Abbas, la ragazza pachistana uccisa dai suoi familiari per aver rifiutato un matrimonio combinato. 

"Ho deciso di trattare questo argomento - spiega la presidente della Commissione Lucia Anita Nucera - anche se in maniera delicata e con massimo rispetto perché credo che sia importante discutere di una vicenda tragica che non riguarda la religione, ma che è maturata in ambienti culturali che vedono la donna ancora sottomessa all'uomo. Saman aveva chiesto aiuto e per lungo tempo era stata presso una casa famiglia, poi aveva fatto ritorno a casa solo per prendere i documenti necessari per iniziare a vivere come lei voleva. Invece, è stata uccisa perché non accettava di piegarsi alla volontà dei suoi familiari e di sposare uno sconosciuto. Un dramma che non può lasciare indifferenti e che si spera non si ripeta più. Saman voleva vivere secondo il modello occidentale e andava rispettata nella sua scelta. Oggi, sono tanti i ragazzi nati in Italia e che vivono qui, ma che vengono ancora considerati stranieri. In questa direzione, l'approvazione dello ius soli sarebbe un passo importante".

Ad esternare il pensiero della comunità Islamica è stato il responsabile Tanan: "Si tratta di una vicenda che nulla ha a che vedere con la religione, ma che è maturata su basi culturali. Spesso, esistono ancora caste dove i matrimoni vengono combinati. Purtroppo, come comunità islamica siamo stati costretti ad intervenire pubblicamente perché c'è stata troppa disinformazione e spesso, si è fatto riferimento alla religione. Penso che l'integrazione sia un concetto importante. Ci sono tanti ragazzi che sono nati in Italia e che vivono secondo i costumi e le tradizioni italiane, ma che sono ancora considerati stranieri. Per loro, l'approvazione  dello ius soli sarebbe fondamentale".

Un concetto quest'ultimo ripreso anche dall'assessore alle Pari opportunità Giuggi Palmenta: "Da un lato c'era la voglia di Saman di trovare una propria identità, dall'altra una cultura patriarcale. È un femminicidio, Saman è stata uccisa perché si è ribellata alla volontà dei suoi familiari e perché voleva  vivere la sua vita. Sono pienamente d'accordo sul concetto dell'integrazione e dello ius soli. Di recente, mi è capitato il problema di una ragazza che non può partecipare alle gare sportive a scuola perché per la legge italiana è straniera. In questo senso, è necessario intervenire legislativamente".

Si tratta di una vicenda  che ha basi culturali evidenzia il consigliere  Nicola Malaspina che aggiunge:"Purtroppo non è il primo e non sarà l'ultimo". Sull'argomento dello ius soli, la consigliera Angela Martino dice: "Proporrò una risoluzione affinché la voce del comune, anche se con gli strumenti che ci sono consentiti, giunga ai nostri parlamentari. La politica deve intepretare la realtà ed è compito del legislatore riuscire a dare risposte che migliorino e semplifichino la vita dei cittadini. Il tema dei diritti non può essere secondario a quello economico. Quello di Saman è un femminicidio perché si tratta di una donna che voleva fare le proprie scelte".

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