Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Per l'omicidio del tabaccaio Bruno Ielo il gup rinvia a giudizio i tre indagati

Il processo per l'omicidio registratosi a maggio del 2017 prenderà il via il 12 marzo. La figlia della vittima, la Città metropolitana e Confesercenti ammesse come parti civili

Il luogo dell'omicidio

Tre rinvii a giudizio per l’omicidio di Bruno Ielo: l'ex carabiniere che da pensionato gestiva una tabaccheria a Gallico di Reggio Calabria, ucciso il 25 maggio del 2017.

Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Giovanna Sergi a conclusione dell'udienza preliminare che ha ammesso la costituzione di parte civile formulata dalla figlia della vittima, dalla Città metropolitana e dalla Confesercenti. Il processo inizierà davanti alla Corte d'Assise di Reggio Calabria il prossimo 12 marzo, quando sul banco degli imputati comparirà, tra gli altri, Franco Polimeni che, pur non avendo mai riportato condanne definitive per associazione mafiosa, è sospettato di essere uno dei vertici della cosca Tegano di Archi.

Stando alle indagini, coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e dal sostituto della Dda Stefano Musolino, Polimeni sarebbe stato il mandante dell'omicidio del quale sono accusati anche il suo uomo di fiducia, Cosimo Scaramozzino, e Francesco Mario Dattilo, ritenuto il killer che sparò due colpi di pistola uccidendo Bruno Ielo a Catona di Reggio Calabria mentre rientrava a casa. Nonostante le minacce subite, l'ex carabiniere non aveva mai abbassato la testa davanti a Franco Polimeni.

Per gli inquirenti, Ielo era “un semplice e onesto tabaccaio” che, da solo, aveva messo in discussione il ruolo e il prestigio della cosca Tegano.

Oltre che dell'omicidio, i tre imputati sono accusati di estorsione e illecita concorrenza con minaccia.

Quest'ultimo reato è contestato anche a Giuseppe Antonio Giaramita, il complice che assieme a Dattilo e a Polimeni risponde pure della rapina subita alcuni mesi prima dal tabaccaio che, in quell'occasione, fu ferito gravemente con un colpo di pistola in bocca.

A sparargli, secondo i pm, sarebbe stato proprio Giaramita, oggi rinviato a giudizio per tentato omicidio. È andata a processo, infine, Rita Polimeni che, con il padre Franco, è accusata di un'intestazione fittizia per la gestione della tabaccheria concorrente di quella della vittima.

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