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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Il commento / Gioia Tauro

Inchiesta antidroga, Bombardieri: "Operatori vicini alle cosche"

Il procuratore capo: "Si tratta di evidenti responsabilità personali dei singoli e non del sistema portuale di Gioia Tauro". L'operazione delle fiamme gialle ha portato a 36 arresti in otto regioni italiane e il sequestro di oltre 4 tonnellate di cocaina

"L'importanza di questa operazione, che ha pochi precedenti nella storia giudiziaria che riguarda il porto di Gioia Tauro, sta nell'aver monitorato e ricostruito l'operatività di alcuni gruppi di operatori portuali che erano dediti, stabilmente, al servizio di varie cosche di ndrangheta ed altre organizzazioni criminali per l'esfiltrazione di individuati carichi di droga. C'erano metodologie ormai rodate e realizzate in perfetta sintonia con questi operatori. Si tratta di evidenti responsabilità personali dei singoli e non del sistema portuale di Gioia Tauro". 

Giovanni Bombardieri, procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, ha così commentato, come riporta l'agenzia Dire, l'esito dell'operazione antidroga al porto di Gioia Tauro, condotta dalla Guardia di finanza, con l'emissione di 36 arresti in otto regioni italiane e il sequestro di oltre 4 tonnellate di cocaina. L'esito dell'inchiesta è stata illustrata oggi nel comando provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del comandante regionale, generale Guido Maria Geremia, del comandante provinciale, generale Maurizio Cintura, e del comandante del nucleo Pef Reggio Calabria, colonnello Mauro Silvani. Era presente, inoltre, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo.

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