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Sabato, 27 Aprile 2024
Cronaca Gioia Tauro

Lotta al caporalato, l'azione di repressione non si ferma: controllate 57 aziende

Il gruppo interforze voluto dal prefetto Mariani sta conducendo un lavoro approfondito nella Piana di Gioia Tauro, elevate 153 sanzioni per un importo totale di circa 492.038 euro e individuati 42 lavoratori irregolari

L'azione di contrasto al caporalato non si fermano e le forze dell'ordine reggine, nelle ultime settimane, hanno controllato quasi 500 persone e 57 aziende, soprattutto nella Piana di Gioia Tauro.

Le attività di prevenzione e contrasto al fenomeno del caporalato, disposte in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto Mariani, sono state attuate dal 2015 e sino ad oggi dal Questore di Reggio Calabria, Bruno Megale, nell’ambito del Piano di azione nazionale e transnazionale “Focus ‘ndrangheta”.

I controlli vengono effettuati settimanalmente nel territorio della Piana di Gioia Tauro e riguardano principalmente lo sfruttamento dei braccianti agricoli, prevalentemente extracomunitari, che vengono impiegati per la raccolta o la coltivazione degli agrumi, delle olive e degli ortaggi.

In particolare, per il territorio di riferimento, il Commissariato di Gioia Tauro, guidato da Diego Trotta ha assunto il compito di coordinare i servizi, che vengono svolti in sinergia con l’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, la Polizia provinciale di Reggio Calabria e l’Ispettorato del lavoro della direzione provinciale di Reggio Calabria.

Ogni anno nell’ambito di tali attività si registrano notevoli risultati operativi, raggiunti anche nel corso dell’anno 2020, nonostante l’interruzione dei servizi specifici imposta dall’emergenza pandemica nel periodo compreso tra i mesi di marzo e agosto.

Dall’inizio del nuovo ad oggi già 9 servizi sono stati assicurati, nell’ambito dei quali 498 persone e 57 aziende sono state controllate. Di queste ultime, 33 sono risultate in situazioni di irregolarità, sono state elevate 153 sanzioni amministrative, per un importo totale di circa 492.038 euro, e sono stati individuati 42 lavoratori irregolari, prevalentemente extracomunitari.

I servizi in argomento, spiegano dalla Questura reggina, proseguiranno anche durante i prossimi mesi soprattutto per prevenire lo sfruttamento dei braccianti e per accertare e sanzionare le violazioni perpetrate dagli imprenditori.

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