Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Reddito cittadinanza, tra i percettori anche condannati per mafia

I finanzieri di Savona hanno chiuso il cerchio su diversi soggetti che non hanno rispettato le norme per l'assegnazione, fra questi anche un reggino

Le indagini sono state curate dalla guardia di finanza

Sei sono risultati titolari di conti per il gioco online, utilizzati assiduamente per giocare e scommettere. Tre, uno di Cuneo uno di origine siciliana e l'altro calabrese, hanno alle spalle diversi precedenti penali e sono sottoposti a misure cautelari personali da meno di dieci anni rispetto alla data di presentazione della domanda del sussidio pubblico.

Un 83enne risulta aver presentato istanza per ottenere il beneficio mentre era ai domiciliari, un altro ancora lo incassava con una condanna definitiva per droga. A scoprire gli indebiti percettori del reddito di cittadinanza sono stati i finanzieri di Savona in collaborazione con l'lnps. I giocatori online, che hanno percepito indebitamente quasi 80mila euro, alimentavano i propri conti gioco mediante ricariche di denaro in contanti o bonifici-giroconti direttamente dai propri conti correnti personali o da carte di credito ricaricabili. Nel complesso, sarebbero arrivati a riscuotere circa 600mila euro di vincite, utilizzando fonti di reddito per il gioco evidentemente nascoste al fisco.

Quanto poi al 65enne di Garessio (Cuneo) e a due 59enni, uno di origine siciliana e l'altro della provincia di Reggio Calabria residenti a Savona, sono risultati condannati in via definitiva per reati come evasione e sequestro di persona, associazione a delinquere di stampo mafioso, nonché traffico di sostanze stupefacenti. Uno dei tre era riuscito finora a ottenere il beneficio nella misura di 8 mila euro, erogati in 16 mensilità. L'altro aveva invece finora ricevuto oltre 12mila euro in 25 mensilità.

Il terzo era riuscito a beneficiare indebitamente di oltre 3mila euro in 8 mensilità. La compagnia di Albenga ha individuato un 83enne della provincia di Reggio Calabria, residente a Borghetto Santo Spirito, che aveva omesso di indicare nell'istanza tendente ad ottenere il reddito di cittadinanza informazioni sugli immobili posseduti e sulla reale composizione del proprio nucleo familiare. L'uomo aveva addirittura presentato l'istanza mentre si trovava agli arresti domiciliari per associazione di tipo mafioso riuscendo, tra giugno 2019 e gennaio 2020, a ottenere oltre 2mila euro a titolo di reddito di cittadinanza. Lo stesso Reparto del Corpo ha individuato un 63enne calabrese, residente ad Albenga, pluripregiudicato e oggetto nel tempo anche di misure di prevenzione di natura reale, che aveva omesso di indicare informazioni sugli immobili in possesso, percependo indebitamente l'erogazione del reddito di cittadinanza, tra ottobre 2020 e maggio 2021, per un ammontare complessivo di 4mila euro.

Infine la tenenza di Cairo Montenotte ha individuato un 68enne di Altare (Savona) che percepiva il reddito di cittadinanza pur avendo riportato condanna penale definitiva in materia di stupefacenti da meno di 10 anni della presentazione della domanda di beneficio economico. L'indebita percezione del contributo è stata quantificata in quasi 12 mila euro erogata in 24 mensilità tra maggio 2019 e maggio 2021. Per tutti è scattata la segnalazione all'Inps per la revoca del beneficio ed il recupero delle somme indebitamente corrisposte.

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