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La relazione

Dentro le stanze segrete della procura dove si "spia" il malaffare

Il procuratore Giovanni Bombardieri spiega come sono organizzati gli uffici per le intercettazioni

Ci sono delle stanze segrete alla procura di Reggio Calabria dove si spia il malaffare. Sono le stanze adibite alle intercettazioni: telefoniche, ambientali e telematiche. Sono sotto il controllo diretto del procuratore capo Giovanni Bombardieri e sono protette da sistemi di massima sicurezza. 

Ambienti blindati dove ascoltare e custodire il materiale di indagine. Le intercettazioni, infatti, sono uno "strumento investigativo fondamentale e insostituibile" ha detto il procuratore Giovanni Bombardieri nella sua lunga e articolata relazione per l'apertura dell'anno giudiziario della Corte d'appello di Reggio Calabria. 

"Uno strumento, oggi più che mai strategico - ha sottolineato il procuratore -  per la ricerca della prova, specie (ma non soltanto) nei procedimenti di criminalità organizzata. Ciò vale, a maggior ragione, per questo ufficio che – operando in un territorio ad altissima densità criminale, per la più volte menzionata pervasività della ‘ndrangheta – fa ampio ricorso a questo strumento di indagine, con conseguente necessità di un apparato organizzativo idoneo a far fronte alle connesse e onerose incombenze (sia quelle squisitamente giudiziarie, che quelle amministrative).

Anno Giudiziario 2023_Bombardieri

Uno strumento strategico, dunque, che ha bisogno di spazi e luoghi idonei per essere utilizzato e per questo ecco che la procura si è attrezzata, ormai da tempo, e ha organizzato le stanze segrete.

Le porte blindate

"Per accedere c'è un sistema con impronta digitale e dispositivo di allarme, a doppio sistema, secondo le prescrizioni disposte dal garante - ha spiegato Bombardieri - in tema di misure di sicurezza fisica. Tutto il personale abilitato all'accesso è monitorato attraverso un registro cartaceo e informatico costantemente aggiornato. Sono state, da tempo, installate le porte blindate nei locali dove sono ubicati i server delle società, nonché negli archivi contenenti i supporti relativi alle intercettazioni".

L'archivio riservato e quello digitale

"La procura della Repubblica, anche a seguito di una costante interlocuzione con altri uffici giudiziari del Paese e seguendo anche le indicazioni della procura generale presso la corte di Cassazione, - ha specificato il procuratore - con una serie di provvedimenti e direttive ha provveduto a disciplinare l’attività relativa alle intercettazioni, sia nella fase della richiesta di autorizzazione delle operazioni di intercettazione, sia nella fase del deposito e custodia del risultato delle intercettazioni stesse".

Due sono gli archivi: quello riservato, per la parte documentale, e quello digitale (Adi) per la parte multimediale.

Le sale d'ascolto

Sono tre le sale ascolto: una sala polizia giudiziaria, composta da 18 postazioni, con i client dei fornitori delle prestazioni funzionali; una sala ascolto per i difensori, composta da 6+2 postazioni, all’interno della quale sono dislocati sei client pc interfacciati con i rispettivi server di registrazione delle varie società che forniscono i servizi di intercettazione (è utilizzata per l’ascolto dei flussi relativi ai procedimenti iscritti sino al 31 agosto 2020): in questa sala sono installate due postazione dell’Adi per la procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.

C'è poi una sala fruizione Adi istituita a seguito dell’attuale riforma, cablata verso il server ministeriale, adibita all’ascolto da parte degli aventi diritto (avvocati, ausiliari, magistrati, ecc.) dei flussi conferiti all’interno dell’Adi multimediale (qui sono allocati 34 postazioni client pc - notebook).

Ancora c'è una sala conferimenti, anch’essa istituita a seguito della riforma, cablata verso l’Adi ministeriale (con 4 client pc adibiti alle attività di conferimento). Sono due, invece, le sale server, distinte e separate, adibite ad accogliere i rack dei fornitori delle prestazioni funzionali (all’interno degli armadi trovano collocazione i Lemf di registrazione, anch’essi di proprietà delle nove società accreditate). 

Gli archivi hanno invece a disposizione sei sale destinate agli archivi fisici dei supporti removibili (in questi locali sono custoditi i cd e i dvd masterizzati dai server come copie di sicurezza, nonché gli originali delle vecchie bobine magnetofoniche: tutti i supporti sono catalogati su un registro di comodo tenuto dal personale dell’area amministrativa del Cit).

I costi

Il costo delle intercettazioni nell'ultimo anno è stato di quasi 8 milioni di euro, "un rilevante impegno di spesa, tenuto conto dei costi cospicui delle operazioni di captazione, specie di quelle effettuate con tecnologie innovative e in costante evoluzione, come il trojan ovvero il captatore informatico,  di cui la procura è consapevole e per questo - ha sottolineato Bombardieri -  ha attuato una rigorosa politica di razionalizzazione della spesa. Senza mai perdere di vista il prioritario obiettivo di contrasto al crimine, sono state quindi adottate procedure volte a contenere il più possibile i costi".

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