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Mercoledì, 30 Novembre 2022
La denuncia

Asp Reggio Calabria, Azzarà: "I medici ci sono ma molti imboscati"

Secondo il sindacalista della Uil: "L'azienda ha 1200 sanitari per un fabbisogno di 200 posti letto"

La sanità calabrese continua ad essere la grande malata e se il governatore Occhiuto cerca di correre ai ripari, qui in riva allo Stretto le criticità sono tante. Da più parti si grida che non ci sono medici in Calabria, ma Nuccio Azzarà, segretario generale della Uil reggina, da tempo denuncia che i medici ci sono ma molti "sono imboscati". 

Azzara Nuccio-2Così ecco che dal congresso di Bologna dove tutta la Uil è riunita per rieleggere gli organismi nazionali, Nuccio Azzarà (nella foto) spiega come stanno le cose, dopo anche il clamore del servizio delle Iene andato in onda martedì scorso.

"L'Asp reggina ha i medici. Vengono chiamati da Cuba ma in realtà in Calabria i medici ci sono. Stiamo parlando di 1200 medici assunti all’Asp di Reggio Calabria a vario titolo e impiegati per un fabbisogno di 200 posti letto attivi. I numeri parlano chiaro e dai dati ufficiali abbiamo: 510 medici dipendenti, 612 medici convenzionati, che si aggiungono a 540 medici di base e pediatri. Per fare un paragone dell’enorme spoporzione parliamo di sei medici a paziente. A Modena (che può essere paragonata per grandezza a Reggio Calabria) per 1.108 pazienti di medici ce ne sono 665".

"Quindi non si può dire che non ci sono i medici. I medici ci sono - spiega Azzarà-  ma sono impiegati a fare altro. Lo stesso presidente Occhiuto ha ammesso “molti di questi medici sono imbucati” . Ma il governatore rassicura l’inviato Mediaset “da quando ci sono io non si imbuca più nessuno". Non è più accettabile. Ci sono gruppi di potere nella sanità, privilegi della politica e del sindacali che non si possono più accettare. Medici assunti con un ruolo preciso, ad esempio, come oculisti (avendo i titoli necessari e avendo superato un regolare concorso) che adesso fanno altro, ruoli amministrativi percependo però l'indennità di servizio come medici. Questa si chiama truffa".

"Noi come Uil abbiamo denunciato da tempo, a tutti i livelli: dal governatore della Regione, alla prefettura, al ministero sino all'autorità giudiziaria. Ma ancora nulla è cambiato. Ecco dico che bisogna rimuovere questi "privilegi", questa mala gestione della sanità che compromette il servizio ai cittadini. Se dicono che non ci sono medici, vadano prima a verificare cosa fanno quelli che ci sono e poi si può pensare ad assumerne nuovi. Si faccia uno studio sul fabbisogno". 

"Ribadisco - chiosa Azzarà - un medico assunto per tale delicata, importante, indispensabile prifessione non può per legge essere impiegato in cose diverse dalle quali è stato assunto. Altrimenti non lamentatevi che la sanità non funziona".

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