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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Sanità, Cisl Fp: "E' necessario avviare un confronto"

I segretari Curcillo e Giordano chiedono al governatore Occhiuto di intraprendere questo percorso per risolvere i problemi del sistema

"Esserci per cambiare! È questa, la celebre frase di Tina Anselmi a cui si ispira da sempre la Cisl a tutti i livelli. E anche in Calabria è questo il percorso da intraprendere - affermano in una nota congiunta Antonio Curcillo coordinatore regionale della Cisl Fp sanità e   Luciana Giordano, segretaria regionale Cisl Fp sanità  - per ridisegnare la presenza del sindacato nella sanità calabrese con idee, proposte e confronto. Confronto, appunto, un istituto contrattuale che il governatore Occhiuto, in qualità di commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario della Calabria dovrebbe rendere più esigibile, imbastendo un dialogo più serrato con le organizzazioni sindacali confederali della Funzione pubblica, che attendono ormai da troppo tempo di poter affrontare e risolvere le innumerevoli e ben note problematiche, vecchie e nuove, che affliggono la sanità calabrese. Un confronto che tarda ad arrivare con il rischio di perpetuare l'errore già commesso dai suoi predecessori e ammesso solo alla fine dell'esperienza, quando ormai era troppo tardi, come al solito, per poter rimediare.

La Cisl Fp Calabria vuole avviare un confronto su tutte le criticità del sistema sanitario regionale, acuite esponenzialmente dalla pandemia. Vuole parlare delle Usca, che in Calabria non stanno funzionando come dovrebbero, esponendo i pazienti affetti da Covid a gravi conseguenze, con un incremento dei ricoveri ospedalieri dei soggetti positivi, che non ricevendo un’assistenza sanitaria adeguata finiscono con il versare in condizioni di gravità. Vanificando così la finalità di queste strutture della medicina territoriale che hanno il compito di aiutare i medici di medicina generale ad assistere a domicilio i malati di Covid-19, ospedalizzando, precocemente ed esclusivamente, i casi gravi. Equipe composte da almeno un medico e un Infermiere, con un fine preciso: alleggerire la pressione sugli ospedali e sui medici di base. Fine che però in Calabria si sta “pericolosamente” mancando.

Un sistema sanitario che a tutt'oggi continua a “sopravvivere”, orfano di quella programmazione che è indispensabile per una corretta e razionale erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari su tutto il territorio calabrese e di cui la popolazione ha fortemente bisogno.

Si continuano a sopprimere posti letto, che sono invece indispensabili per i ricoveri di pazienti con patologie cardiache acute, si dilazionano i tempi per i ricoveri ordinari e anche per gli stessi interventi chirurgici, oggi classificati come procrastinabili e si tende a trascurare le stesse patologie oncologiche. Tutto è inevitabilmente concentrato sull’esigenza di attivare posti letto Covid, con grave sacrificio di quelle Strutture che sono altrettanto indispensabili per dare risposte alle esigenze di una popolazione che soffre e rischia di morire per cause ugualmente importanti.

E la Cisl Fp Calabria vuole affrontare con il commissario ad acta e i suoi collaboratori la situazione relativa alle gravi criticità operative del personale della sanità. Quei professionisti che fin dall’inizio della pandemia sono stati impegnati in prima linea a fronteggiare questa emergenza, esponendosi continuamente al rischio di infezione e che oggi sono profondamente segnati da questa tragica esperienza lavorativa che ha destabilizzato ognuno di loro sia emozionalmente che psicologicamente. Operatori costretti inizialmente a prestare assistenza ai pazienti addirittura senza adeguati dispositivi di protezione individuale e tuttora sottoposti a turni di lavoro massacranti a causa della cronica carenza di risorsa umana e della precarietà organizzativa. E ancora oggi, a parte qualche miglioramento nelle forniture, tutto rimane come prima.

Personale sanitario che, nonostante tutto, ha dimostrato uno smisurato senso del dovere e di responsabilità, continuando a dare il massimo pur tra   mille   difficoltà, dimostrando un ottimale capacità di adattamento e di approccio all’emergenza, garantendo cure ed assistenza alle persone contagiate e all’intera popolazione. Cadono però le aspettative e la fiducia riposte nell’auspicato “cambio di passo” che tarda a realizzarsi, come non si concretizza ancora l'erogazione dell’Indennità Covid, già definita e mai assegnata.

La Cisl Funzione pubblica Calabria non ci sta più e chiede a gran voce al governatore/commissario di traghettare il sistema sanitario regionale da una situazione ormai da anni stagnante verso un modello di sanità   integrata ed efficiente, capace di migliorare i livelli essenziali di assistenza, nella consapevolezza che per poter conseguire un simile traguardo è necessario innanzitutto reclutare nuova forza lavoro. Ribadisce l’urgenza di elaborare e attuare un serio Piano di assunzioni per compensare i numerosi pensionamenti e fuoriuscite di personale, a vario titolo, registrati negli ultimi anni e mai rimpiazzati. Occorre incrementare l’organico carente, scorrendo le graduatorie di professionisti sanitari tuttora valide, completando le procedure concorsuali già avviate, bandendo nuovi concorsi, procedendo alla stabilizzazione di tutto il personale che ha maturato i requisiti previsti dall’art. 20 del D. Lgs.75/2017 e dalla Legge di bilancio 2022, che ha riconosciuto la possibilità di stabilizzare il personale assunto per l’emergenza Covid-19. Serve nuova risorsa umana per potenziare le reti territoriali, ospedaliere e dell’emergenza-urgenza e gli apparati amministrativi. Questo il primo passo per riuscire a offrire un servizio sanitario adeguato a una cittadinanza, che ha riposto speranza nel cambiamento e che non merita di essere delusa per l'ennesima volta. 

La Calabria ha davanti a sé sfide impegnative, quali la messa a terra delle linee d’intervento del Pnrr, che rappresenta forse l’ultima ancora a cui aggrappare una seria riprogrammazione sanitaria, con l’attivazione, fra l’altro, di 16 ospedali di comunità, 19 centrali operative territoriali e 57 case delle comunità. 92 strutture da finanziarie con il Pnrr che potrebbero, se il relativo progetto sarà presentato entro i termini previsti e se saranno attivate e fatte funzionare davvero, scrivere una nuova pagina dell’assistenza sanitaria territoriale calabrese.  

Ma per realizzare tutto questo serve una proficua collaborazione con tutti gli attori istituzionali coinvolti nei processi decisori e gestionali e con le parti sociali. Serve un confronto serio e costruttivo, attivando tavoli tematici sulle varie problematiche.

Esserci per cambiare, per migliorare, per garantire i diritti, per eliminare gli sprechi, per risanare un sistema sanitario colpito al cuore. Da soli è impossibile, insieme si può sperare. La Cisl Fp è pronta, i calabresi lo chiedono e lo meritano da tempo, non possono aspettare ancora".

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