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I carabinieri di Scido

I carabinieri di Scido

Occupazione abusiva e buoni "Covid", controlli e denunce dei Carabinieri

I militari del comando provinciale scoprono maxi truffa a Scido dove gli assegnatari di alloggi Aterp li affittavano in nero, ventidue le persone denunciate

L’attuale clima economico, conseguente alla pandemia da Covid-19, ha aggravato ulteriormente le già precarie condizioni economiche delle famiglie in difficoltà, in favore delle quali il governo e le amministrazioni locali hanno riservato specifici aiuti e sussidi. Già in precedenza le famiglie bisognose hanno potuto accedere a particolari forme di assistenza, tra cui ad esempio l’assegnazione di alloggi popolari.

"Risulta ancora più incredibile - spiegano dal comando provinciale dell'Arma - quanto è avvenuto nel piccolo paese aspromontano di Scido, dove i carabinieri hanno scoperto una maxi truffa messa in atto da assegnatari di case popolari che, invece di occupare le abitazioni loro consegnate, le affittavano “in nero” ad altre persone, con l'unico scopo di trarre un indebito guadagno e snaturando, pertanto, la ragione stessa dell’edilizia popolare".

A seguito di una serie di accertamenti dai militari nei confronti dei reali occupanti delle case popolari di proprietà dell’Aterp Calabria, ubicate in varie località del comune di Scido, che, sulla base di documentazione attestante lo stato d’indigenza, erano state messe a disposizione di famiglie bisognose, in ben 14 casi i carabinieri hanno scovato persone diverse dagli originari assegnatari, fino ad appurare con le successive verifiche, la diffusa e consolidata pratica illegale di subaffittare, la propria casa popolare in cambio di canoni di affitto in nero.

Dopo le risultanze investigative raccolte dai carabinieri, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, sotto la direzione del sostituto procuratore Salvatore Rossello, ha emesso l’informazione di conclusione delle indagini e di contestuale garanzia nei confronti di 14 imputati, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di truffa, occupazione abusiva di edifici in concorso ed abusivismo edilizio.

In merito alla documentazione presentata da alcuni residenti, in 8 casi, i carabinieri hanno anche riscontrato false dichiarazioni attestanti situazioni d’indigenza, volte a ricevere indebitamente i “buoni spesa” erogati in favore delle famiglie bisognose dall’amministrazione comunale, per cifre che vanno dai 200 ai 400 euro a famiglia, per un totale di circa 3000 euro. I truffatori, tutti residenti a Scido, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di falso ideologico e truffa.    

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