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L'iniziativa / Scilla

Scilla, Cardona: "Un fiore per la morte dell'ospedale"

Nel giorno della commemorazione dei defunti il neo costituito Comitato Pro Casa della Salute ha organizzato una protesta

Hanno deposto fiori e candele davanti all’ingresso della Casa della Salute per ribadire che la sanità a Scilla è morta. Da mesi stanno combattendo, infatti, gli abitanti per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e ad avere sul territorio un presidio attrezzato. 

“Abbiamo voluto dare un altro segnale al mondo della politica e delle istituzioni - spiega Carolina Cardona presidente del neo Comitato Pro Casa della Salute - e così, con un semplice passa parola tra noi cittadini, abbiamo organizzato nel giorno della commemorazione dei defunti di portare un fiore all’ospedale e deporlo lì davanti. Abbiamo anche preparato uno striscione con scritto “Qui muore la sanità e si pensa a erigere il ponte sullo Stretto - Riaprite alo striscione-2 Scilla il Punto di primo intervento”. Stiamo lottando da tempo e adesso ci siamo proprio costituiti in Comitato per avere più voce in capitolo. Presto faremo un’iniziativa pubblica per presentare il Comitato anche alla cittadinanza. Siamo già quaranta soci fondatori e nel direttivo siamo in undici”.

Ha le idee chiare Carolina Cardona e spiega: “Questa non è una battaglia solo per Scilla, questa è una battaglia per tutto il bacino che conta cinquanta mila abitanti. Pensiamo ai paesini più interni, pre aspromontani, che non hanno neanche facilità di accesso stradale. Ecco è già accaduto che una persona sia morta per aspettare l’ambulanza dall’ospedale di Reggio che arrivasse a prestare soccorso. Non è giusto che gli abitanti di questa zona non abbiamo un punto di intervento e si pretenda che ci si sposti sul pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Calabria che già è in affanno e non può assorbire bene anche queste necessità. Sappiamo bene che al pronto soccorso con un codice bianco ci sono in media dieci ore di attesa, questo vuol dire farci restare a casa, a morire”. 

“Noi non accettiamo più questa situazione e combatteremo fino a quando capiranno le nostre ragioni. Abbiamo già chiesto un incontro con la commissaria dell’Asp Lucia Di Furia, con il presidente della Regione Roberto Occhiuto e anche con la commissaria prefettizia Surace. Siamo in tanto e abbiamo avuto anche l’appoggio dei sindaci della Costa Viola e di molti attivisti di Bagnara”.

“Noi chiediamo che venga riaperto al più presto il Punto di intervento e che la Casa della Salute abbia tutti i servizi necessari, perché al momento con il trasferimento nell’ala del vecchio ospedale, con ambienti piccoli e angusti, molti servizi sono stati annullati e molti medici stanno andando via. Già l’ospedale è chiuso dal 2012 e ci hanno “concesso” la Casa della Salute adesso ci tolgono anche questa, non possiamo stare a guardare soprattutto pensando che ci sono politici che puntano a realizzare il Ponte sullo Stretto quando qui mancano i servizi essenziali”.

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