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Integrazione stranieri nelle scuole, Leone: “Multietnicità è divenuta realtà significativa"

L'analisi dell'ispettore tecnico Usr Calabria sui dati relativi alla presenza di alunni stranieri nel sistema scolastico italiano. La nostra provincia ha registrato 4.205 allievi con cittadinanza non italiana

Tema scuole centrale nei discorsi di un’Italia pronta a ripartire totalmente con l’inizio di settembre. Tra restrizioni anti-contagio da Covid-19 e modalità di ritorno tra i banchi, il sistema scolastico reggino deve fare un bilancio anche sull’integrazione dei minori stranieri, fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto sempre di più.

Il professore Guido Leone, ispettore tecnico Usr Calabria, ha presentato una panoramica sul nostro territorio. Prima di spostarci nel reggino, però, è importante sottolineare come sia stato confermato il fenomeno della multietnicità nelle scuole italiane dopo gli esiti dell’ultimo focus del Ministero dell’Istruzione, con dati relativi all’anno scolastico 2018-2019. 

Leone Guido-2“Gli esiti – spiega Leone (nella foto) - confermano che la multietnicità è divenuta una realtà significativa anche della scuola calabrese  e, comunque, un elemento strutturale del nostro sistema scolastico. Dall’espansione delle consistenze e delle nazionalità degli alunni stranieri consegue che un numero sempre più crescente di operatori e famiglie è coinvolto nelle problematiche di accoglienza e di integrazione di questi bambini e ragazzi.  E’ importante,quindi,approfondire il fenomeno che di seguito analizzeremo nelle sue particolarità.

L’analisi dei dati

“Costante ma rallentata crescita degli alunni stranieri. Le prime rilevazioni di alunni non italiani nelle scuole italiane risalgono all’83/84,quando ne furono contati 6.104.In 26 anni gli alunni non italiani sono aumentati passando 574.133. Solo nel 2005/2006  erano 431.211 ; oggi il numero è pari a 755.939 unità.  Sempre dai dati ministeriali la Lombardia è la regione italiana che ospita il maggior numero di alunni immigrati 184.192, seguita dall’Umbria 11,4% e la Lombardia con il 10,3%.  Al 17° posto  la Calabria con 12.324 allievi. Un decremento di 134 studenti rispetto all’anno precedente quando erano 12.458. 

Tuttavia negli ultimi anni si può rilevare come la crescita, da lenta e graduale, quale era stata per oltre un decennio, è stata velocissima, se non tumultuosa, anche per effetto dei provvedimenti di regolarizzazione. Posto uguale a 100 il numero di studenti con cittadinanza non italiana presenti nei diversi ordini di scuola nel 2019 gli studenti sono cresciuti del 22% nella scuola dell’Infanzia, del 28% nella scuola Primaria, del 20% nella scuola Secondaria di I grado e del 39% nella Secondaria.

A livello di grandi aree geografiche, i dati  confermano che la maggioranza degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nelle regioni settentrionali (65%) quindi nelle regioni del centro (22%) e poco più del 13% nel mezzogiorno.”

Le scuole calabresi

“La scolarizzazione di stranieri tenderà a consolidarsi . Gli alunni non italiani ora alla scuola dell’infanzia  e alla primaria elementare- le nuove leve scolastiche - rappresentano quasi i due terzi del totale di alunni stranieri. Il futuro inter-etnico siede già sui banchi di scuola. Ed anche sui banchi delle scuole calabresi. Infatti le scuole di ogni ordine e grado della nostra regione   sono state frequentate nello scorso anno scolastico  da 12.324 ,di cui 2.100  nella scuola dell’infanzia, 3.850  nella scuola primaria, 2.582 nella scuola secondaria di 1° grado e 3.792 nella scuola secondaria di secondo grado.

Nel reggino

"La provincia di Reggio Calabria si conferma tra le consorelle calabresi quella a maggior incidenza del fenomeno. Infatti, le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Calabria sono state frequentate da 4.205 allievi con cittadinanza non italiana. A seguire Cosenza con 4.123 allievi, Catanzaro con 2.151, Crotone con 923 e Vibo con 922.

A testimoniare la costante crescita del fenomeno In particolare nel Reggino nell’anno scolastico 1998/99 gli alunni stranieri erano 377; nel 1999/2000 erano 486; nel 2001/2002 erano 642,nel 2002/2003 erano 913;nel 2003/2004 1.057;nel 2004/2005 1.166;nel 2005/2006 1.385 ;nel 2007/2008:2.721;nel 2.009/2010:3459. Dunque, come si può ben vedere, un costante incremento delle iscrizioni di alunni stranieri nella nostra provincia.

Nella nostra provincia la scuola superiore ha ospitato il gruppo più consistente di allievi:1.374; l’infanzia:701; la primaria 1.280; la media inferiore:841, Nella scuola superiore calabrese del totale dei 3 .792 minori stranieri 1.153 hanno scelto i  licei,1.446 i tecnici,1.193 i professionali.

Le scelte degli studenti con cittadinanza non italiana per l’A.S. 2019/2020 indicano che l’81,3% ha intrapreso percorsi di scuola Secondaria di II grado mentre l’8,2% si è diretto verso la formazione professionale regionale.

Tra gli elementi che incidono sulla prosecuzione degli studi il risultato conseguito all’esame di licenza media appare decisivo. In generale, gli studenti con cittadinanza non italiana sembrano comportarsi in modo simile agli studenti italiani. In ambo i gruppi l’opzione per gli istituti professionali è tanto più frequente quanto più bassa è la votazione conseguita, viceversa quanto più alta è la votazione, tanto più frequente è l’orientamento verso i licei. Gli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia sono più orientati verso gli istituti tecnici e i licei mentre gli studenti nati all’estero verso gli istituti professionali e poi i tecnici."

La riflessione

Analizzati i primi dati, il professore Guido Leone converge in una chiara opinione: “Il quadro ricavabile dai dati dell’indagine riflette una vera e propria Onu disseminata nelle aule scolastiche del Paese. Sono 200 le nazionalità diverse degli alunni presenti nelle scuole del Paese, una varietà di lingua, culture ,etnie, razze.

Alcune comunità sono di gran lunga più rappresentate rispetto ad altre. I dati suddivisi per continente evidenziano che la maggior parte degli studenti, ovvero il 46,3%, proviene da un paese europeo, seguiti dagli studenti di provenienza o origine africana (25,7%) e asiatica (20,1%). Assai più contenuta la percentuale degli studenti provenienti dall’America e dall’Oceania (7,9% e 0,03%)
Tra i Paesi europei la cittadinanza più rappresentata si conferma quella Rumena con quasi 158 mila studenti. Nell’insieme, gli studenti di origine rumena e albanese (116 mila unità) rappresentano quasi un terzo degli alunni stranieri in Italia (31,9%).

Lo stato estero più rappresentato in Italia è la Romania con 141.050 alunni, seguito dall’Albania , dal Marocco e dalla Repubblica popolare cinese,dalla Moldavia,dall’India,dalle Filippine.
I minori stranieri in Calabria provengono per lo più dall’Europa: 6.506, di cui UE 4.836; 3.545 dall’Africa; 1.921 dall’Asia e 345 dall’America. Sono in tutto 80 le cittadinanze rappresentate nella nostra regione , tra queste primeggia quella romena e a seguire quella albanese ,marocchina,cinese, indiana, filippina ,egiziana, moldava, pakistana e ucraina."

Alunni con cittadinanza non italiana nati in Calabria e a Reggio

“I dati sulla natalità e fecondità della popolazione residente in Italia indica un calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani a fronte di un aumento dei nati da almeno un genitore straniero o entrambi genitori stranieri,pur se con un ritmo più contenuto. Questa tendenza ha determinato l’aumento degli stranieri di seconda generazione.
La costante crescita delle seconde generazioni caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio. 

Nel quinquennio 2014/2015 - 2018/2019 il numero degli studenti “stranieri” nati in Italia è passato da circa 450 mila unità a 553 mila con un incremento di quasi 103 mila unità (+23% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di quasi 22 mila unità (+4,1%), portando la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine migratoria al 64,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto al 2017/2018 (63,1%) .Esaminando la variazione degli studenti con cittadinanza non italiana per luogo di nascita (Italia o Estero) ben si evidenzia come le seconde generazioni rappresentino ormai l’unica componente in crescita della popolazione scolastica. Nel 2018/2019 gli studenti con cittadinanza non italiana nati all’estero sono diminuiti di quasi 3 mila unità, mentre gli studenti nati in Italia da genitori stranieri sono aumentati, come già evidenziato, di quasi 22 mila unità. A fronte di un calo di oltre 100 mila unità degli studenti italiani, la popolazione scolastica complessiva diminuisce di 84.500 unità.
 
Anche tra le seconde generazioni vi sono segnali di una tendenza alla contrazione. In particolare, si rileva che nella scuola dell’Infanzia il contingente dei bambini con cittadinanza non italiana nati Italia è diminuito di circa 5.000 unità dall’A.S. 2014/2015. Ciò non toglie che sul totale dei bambini con cittadinanza non italiana rappresentino oltre l’83%.  I minori stranieri nati in Italia sono in Calabria   4.463 così distribuiti: infanzia:1.293, primaria: 1.938,media inferiore 798, superiore 434.
In diminuzione gli studenti che entrano per la prima volta nel sistema scolastico italiano. Nella nostra regione nel 2019 il totale è di 359, di cui 50 risultano nella primaria, 156 nella media e 153 nella scuola superiore.

Diversamente dagli studenti nati in Italia, per i quali la tendenza alla crescita è un dato costante, gli studenti che entrano per la prima volta nella scuola italiana hanno un andamento piuttosto instabile.
Un fatto che si spiega con la forte presenza in questo gruppo di studenti di recente immigrazione e di minori non accompagnati arrivati per lo più via mare e quindi distribuiti nelle aree prossime all’approdo.

Aspetto centrale del processo d’inclusione scolastica degli alunni con cittadinanza non italiana è la loro distribuzione tra le scuole e, all’interno delle scuole, tra le classi. Al fine di evitare la concentrazione degli alunni con cittadinanza non italiana in determinate scuole e favorire piuttosto una loro distribuzione equilibrata, il Ministero dell’Istruzione ha fissato alcuni criteri organizzativi circa la loro distribuzione tra le scuole e nelle singole classi. 

In base alle disposizioni ministeriali del 2010 il numero di alunni con cittadinanza non italiana con ridotte conoscenze della lingua italiana non deve superare di norma il 30% degli iscritti in ciascuna classe e in ciascuna scuola. Gli Uffici Scolastici Regionali sono tenuti a facilitare una distribuzione equilibrata degli alunni con cittadinanza non italiana tra le scuole attraverso la promozione di accordi a livello locale e intese tra scuola ed Enti locali."

Diritti di cittadinanza

“Si tratta – spiega ancora Leone - delle seconde generazioni,un segmento particolare della popolazione scolastica di origine straniera,con esigenze e bisogni educativi diversi da quelli degli allievi di recente immigrazione. Hanno in comune con i ragazzi italiani la stessa scolarizzazione,parlano quasi sempre la nostra lingua, hanno gusti e interessi uguali o simili ai coetanei italiani. Non presentano in genere criticità scolastiche particolari. Li rende diversi solo la pelle,la religione, l’origine. 

Insomma,l a cosiddetta seconda generazione ha un altro tipo di impatto sul sistema scolastico italiano in quanto l’ostacolo non è la lingua,problema maggiori per un ragazzo immigrato. Il nascere e crescere nel Paese ospitante può fungere già come una sorta di ammortizzatore sociale. Ma non basta. Giustamente con sempre maggiore consapevolezza e determinazione reclamano la revisione della normativa in materia di cittadinanza."

La scarsissima presenza di mediatori

“Resta fondamentale – riflette il professore - per la scuola la disponibilità di mediatori linguistici e culturali, di facilitatori didattici,con i corsi di appoggio e di tutoring per gli alunni stranieri,col sostegno economico più allargato per le scuole che ospitano numeri alti di immigrati.

Anche le nostre scuole reggine e calabresi in questi anni hanno sperimentato modelli organizzativi diversi, pratiche per l’accoglienza, azioni di approccio al processo di integrazione. Insomma, sia pure con fatica le istituzioni scolastiche si sono caratterizzate per una pedagogia dell’accoglienza e dell’integrazione. Ma non ci nascondiamo che, tra le difficoltà che determinano l’insuccesso scolastico, la barriera linguistica e culturale è quella più rilevante, primo anello di una catena di esclusioni che si amplificano via via che si sale nel grado di istruzione. 

Ecco perché – conclude Leone - non si può pensare ad una azione educativa della scuola che sia avulsa dal contesto educativo delle città e, viceversa, le azioni delle amministrazioni comunali sarebbero velleitarie se non sono coordinate con le azioni di tutti gli altri soggetti, di cui la scuola è uno dei più importanti. Occorre affrontare il problema con un rafforzamento della cooperazione tra scuola e città e nell’attuazione di politiche efficaci di integrazione sociale.”

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