Sospensione bollette, Sorical non intende avviare le misure di normalizzazione idrica

Secondo l'azienda è essenziale che "i Comuni facciano la loro parte, per scongiurare il rischio (nient’affatto remoto) che ad una crisi sanitaria si affianchi anche una crisi idrica"

"Pur comprendendo appieno le difficoltà espresse mezzo stampa dal sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, in conseguenza della crisi sanitaria da Covid-19, non possiamo condividere alcune delle soluzioni dallo stesso proposte alla Regione Calabria per il loro superamento".

Questo il primo commento reso dai vertici di Sorical SpA dopo la pubblicazione, sulla Gazzetta del Sud del 3 aprile 2020, della proposta formulata da Falcomatà di sospendere – per il periodo di crisi sanitaria il pagamento del ‘debito idropotabile’ accumulato verso il gestore regionale. 

"Siamo vicini - affermano da Sorical - "alle varie Amministrazioni comunali che, come la nostra società, patiscono le conseguenze pregiudizievoli che questa pandemia sta generando a livello globale. Non a caso, con nostra nota del 9 marzo scorso indirizzata a tutti i Comuni calabresi nonché alla Regione, abbiamo comunicato non solo che la Sorical ha sospeso e non intende avviare, in questa situazione emergenziale, le misure di normalizzazione idrica, ma anche i recapiti dei vari uffici a cui rivolgersi sia per gestire eventuali criticità tecniche e sia per negoziare rate di pagamento sostenibili anche per gli Enti.

Tuttavia, come già precisato nella nota, è essenziale che in questa fase anche i Comuni facciano la loro parte, per scongiurare il rischio (nient’affatto remoto) che ad una crisi sanitaria si affianchi anche una crisi idrica".  I vertici aziendali su questo sono chiari "Sorical gestisce un servizio pubblico essenziale, ma la sua unica fonte di entrata sono i corrispettivi idrici che i Comuni-utenti pagano.

Dunque, per garantire che questo servizio si mantenga (come sino ad oggi è stato) efficiente e senza interruzioni è essenziale che alla società non vengano meno quelle risorse finanziarie essenziali per coprire i propri costi operativi.

Se i Comuni dovessero sospendere il pagamento dei canoni idrici, Sorical non sarebbe più in condizione di pagare l’energia elettrica, di acquistare reagenti e disinfettanti, nonché di operare le manutenzioni ordinarie e straordinarie sulle reti; attività quest’ultima che – malgrado il contesto – gli operai della società e delle varie ditte esterne stanno continuando a svolgere, diligentemente e con encomiabile spirito di servizio.

La contrazione finanziaria che si temeva" precisano "si va tra l’altro ad aggiungere ad un contesto di rapporti già non semplice. Ed infatti, in conseguenza della pregressa morosità dei propri utenti, e della conseguente risicata disponibilità finanziaria societaria, le varie imprese che erogano servizi e forniture a Sorical già stanno patendo ritardi nel pagamento di quanto a loro è dovuto". 

L’allert è stato lanciato dalla stessa Ance in una nota inviata alla Regione il 2 aprile. "Non è dunque possibile penalizzare oltre quelle aziende ed i loro lavoratori". Il management aziendale ringrazia pubblicamente il Comune di Reggio Calabria "che, malgrado la propria dichiarazione, ha operato in data odierna il pagamento della rata concordata, segno questo di grande diligenza e senso di responsabilità.

Tuttavia - questo è l’auspicio di Sorical - è di vitale importanza che questo modus procedendi prosegua anche per il futuro. E cioè è essenziale che tutte Amministrazioni comunali comprendano e si adoperino (oggi più che mai) per destinare tutte le proprie risorse finanziarie alla salvaguardia dei servizi pubblici essenziali, quale quello idrico.

Dunque se in passato, Sorical non è stata messa in cima alla lista dei soggetti creditori da pagare, oggi la tendenza va capovolta. Solo così – ciascuno per quanto di competenza – potrà garantire che i cittadini calabresi continuino a ricevere acqua di buona qualità nelle loro abitazioni".

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