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Sabato, 25 Giugno 2022
Il report

Stupefacenti, 'ndrangheta player mondiale che contratta con le chat criptate

Dalla relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga del dipartimento della pubblica sicurezza emerge il ruolo chiave delle cosche calabresi

"Nel traffico degli stupefacenti si rafforza il ruolo egemone della 'ndrangheta calabrese, che continua a rappresentare una delle più potenti e pericolose organizzazioni criminali al mondo. È certamente l'organizzazione mafiosa italiana caratterizzata dalla maggiore espansività, sia su scala nazionale che internazionale, e sicuramente la più influente nel traffico della cocaina proveniente dal Sud America e dalle principali aree di stoccaggio temporaneo in Europa". E' quanto si legge nella relazione annuale 2022 della Direzione centrale per i servizi antidroga del dipartimento della pubblica sicurezza.

La 'ndrangheta, "grazie alla presenza di propri esponenti e broker operativi, stabilitisi nei luoghi di produzione e nelle aree di stoccaggio temporaneo delle droghe, non solo sul territorio nazionale, ma anche a livello europeo, continua a rivestire un ruolo primario nella gestione del traffico mondiale delle sostanze stupefacenti, un vero e proprio player in grado di delocalizzare le proprie illecite attività a livello mondiale - si sottolinea nella relazione - La disponibilità di ingenti capitali di provenienza illecita ed una spiccata capacità di gestione dei diversi segmenti e snodi del traffico le hanno permesso, nel tempo, di consolidare un ruolo rilevante nel narcotraffico internazionale, a cui altre reti criminali fanno riferimento per l'approvvigionamento dello stupefacente da destinare ai mercati di consumo”.

Fra le altre mafie, cosa nostra sta recuperando terreno nel narcotraffico, sebbene rimanga "in una posizione di subalternità ad altre organizzazioni di tipo mafioso, calabresi e campane". Nella relazione di quest'anno, compare anche la criminalità dell'ambito laziale, del contesto romano e delle altre province: si tratta di "sodalizi ben strutturati, spesso su base familiare, che, da tempo, rivestono un ruolo di spicco nella gestione del traffico degli stupefacenti.

“A queste realtà criminali si affiancano, nella Capitale, proiezioni delle mafie storiche siciliane, calabresi e campane, nonché di quelle straniere, attratte dalla possibilità di reinvestire i capitali accumulati attraverso i propri illeciti traffici, che operano con una strategia silente, nell'intento di mimetizzarsi e rendere più difficoltosa l'azione di contrasto delle forze di polizia" si legge nella relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga del dipartimento della pubblica sicurezza.

"Non c'è dubbio che il narcotraffico sia un reato transnazionale. Ci sono paesi che cominciano ad acquisire nel tempo una posizione strategica diversa come l'Ecuador. Sulla Tripla Frontera (Argentina, Brasile e Paraguay) operano tutte le mafie del mondo anche la 'Ndrangheta. E queste alleanze trasversali preoccupano". Lo ha detto Vittorio Rizzi, vice capo della polizia-direttore centrale della Polizia criminale, presentando la relazione annuale 2022 della Direzione centrale per i servizi antidroga.

"Ad Amburgo il sequestro record della storia di 16mila kg di cocaina dimostra le alleanze tra cartelli - ha aggiunto - Da quell'operazione è emerso che i narcotrafficanti parlavano su piattaforme criptate, i nuovi pizzini".

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