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Domenica, 25 Febbraio 2024
Addio tutela

La rivoluzione delle bollette: cosa succede a chi non passa al mercato libero, tra pochi giorni

Finisce il regime di maggior tutela. Cosa significa nel dettaglio, come fare a cambiare operatore, quali sono le opzioni di scelta. E cosa succede a chi non fa nulla

Le date da segnare in rosso sul calendario ci sono già, e sono due. Il 31 dicembre 2023 per il gas e il 10 gennaio 2024 per la luce si chiude "un'era energetica" per le famiglie, perché è prevista la fine del mercato tutelato (salvo improbabili proroghe auspicate dalle associazioni dei consumatori, per ora però solo ipotizzate dal governo e sempre slittate). "Sul mercato tutelato non ho mai pensato a proroghe. Il 10 gennaio ci sono le gare. Faremo delle valutazioni rispetto ai clienti vulnerabili, pensando per loro a una metodologia diversa. Con Arera stiamo definendo le modalità di attuazione", ha puntualizzato il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica del governo Meloni, Gilberto Pichetto Fratin, entrando al consiglio dei ministri che ha approvato il decreto energia. Un dl che non prevede alcuna proroga rispetto al dossier aperto con l'Unione europea.

Fatto sta, dunque, che si entrerà nel cosiddetto mercato libero: una transizione che coinvolgerà alcuni milioni di famiglie italiane (per capire se si appartiene ancora al regime di maggior tutela bisogna guardare la bolletta del gas o della luce in alto a sinistra). Vediamo nel dettaglio cosa significa, cosa cambia per le bollette del gas e della luce, qual è la procedura per cambiare operatore e cosa succede agli utenti del mercato tutelato nel caso in cui non facciano nulla, cioè non scelgano di passare a un operatore del mercato libero.

Il servizio di maggior tutela in bolletta

Con mercato tutelato dell'energia si fa riferimento alle forniture di gas ed energia elettrica che hanno prezzi e condizioni contrattuali definite dall'Arera (l'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), in base all'oscillazione del valore delle materie prime sul mercato. Si tratta di forniture destinate a clienti finali di piccole dimensioni, come famiglie e microimprese, che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero, dove i prezzi sono decisi autonomamente dalle società private. Come detto, il mercato tutelato finirà il 31 dicembre 2023 per il gas e il 10 gennaio 2024 per la luce.

Gli utenti interessati al passaggio saranno circa 5 milioni, per i quali l'esecutivo cerca "una gestione tecnica un po' diluita", ha detto il ministro Pichetto Fratin. L'obiettivo sarebbe una procedura allungata, per favorire una transizione "morbida" al mercato libero. Ma non ci saranno rinvii, come richiesto da alcune associazioni di consumatori: in questo senso c'è un impegno con l'Unione europea, inserito nel Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza). I clienti interessati dal passaggio hanno già ricevuto o riceveranno a breve dai rispettivi venditori una lettera in cui sono illustrate le possibili offerte, oltre ad alcuni chiarimenti sulle prossime scadenze.

Bollette: la lettera a casa e cosa cambia per milioni di famiglie

La comunicazione ricevuta con una lettera a casa è diversa a seconda del tipo di cliente: vulnerabile o non vulnerabile. Alla prima categoria appartengono tutti quei cittadini che, alternativamente, si trovano in condizioni economiche svantaggiate (come i percettori del bonus sociale sulle bollette), sono soggetti con disabilità, hanno un'utenza in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi, oppure hanno un'età superiore ai 75 anni. In tal caso, se cioè si rientra nella categoria dei clienti vulnerabili, si verrà trasferiti in maniera automatica nel "servizio di tutela della vulnerabilità", con condizioni contrattuali ed economiche definite dall'Arera, fermo restando la possibilità di scegliere un contratto nel mercato libero con il proprio venditore o con un altro operatore.

In sostanza, le condizioni dell'autorità per l'energia consistono in un prezzo variabile su base mensile, determinato dalla media dei valori consuntivi al prezzo sul mercato all'ingrosso italiano. A questo si sommano le tariffe definite dall'autorità per il trasporto delle materie prime, la commercializzazione e gli oneri generali di sistema, oltre alle imposte previste dalla legge.

Le tre strade per i clienti non vulnerabili

E veniamo al secondo caso. Chi non ha i requisiti elencati qui sopra viene identificato come cliente "non vulnerabile". Per questa categoria il discorso è diverso: i clienti devono infatti decidere se conservare l'attuale operatore, ma con un contratto diverso, oppure rivolgersi ad altri venditori. La prima scelta possibile per i clienti cosiddetti non vulnerabili è accettare l'offerta proposta dal proprio venditore, che dovrebbe essere la migliore del momento in base alle indicazioni fornite dall'Arera. In alternativa, i clienti non vulnerabili possono optare per una seconda scelta, ossia accettare una qualsiasi offerta del mercato libero, sia con l'attuale venditore sia con un altro operatore.

E cosa succede all'utente che non fa nulla, cioè non passa a un operatore del mercato libero? Per quanto riguarda il gas, chi non sceglie un contratto sul mercato libero verrà trasferito automaticamente a una fornitura cosiddetta "placet" (cioè a prezzo libero a condizioni equiparate di tutela) con lo stesso venditore, dal 1° gennaio 2024. Chi sceglie questa terza strada avrà un contratto con tre caratteristiche: le condizioni economiche (prezzo) saranno liberamente decise dal venditore e rinnovate ogni anno; la struttura di prezzo è stabilita dall'autorità ed è inderogabile; le condizioni contrattuali (come garanzie e rateizzazione) sono stabilite dall'autorità e sono inderogabili. Si tratta di condizioni che ricalcano quelle del mercato libero, ma vigilate dall'Arera e sostanzialmente allineate all'attuale tutela. Dopo un anno però si passa al regime cosiddetto "placet ordinario", meno vantaggioso.

Per quanto concerne l'energia elettrica, se non viene scelto un operatore del mercato libero, gli utenti ex mercato tutelato entrano automaticamente nel servizio a tutele graduali (Stg), della durata di 3 anni. In questo regime le tariffe per l'energia elettrica sono fissate dall'Arera e saranno determinate in base al "Pun", il prezzo unico nazionale. Si tratta del prezzo di riferimento del mercato all'ingrosso dell'elettricità nel nostro paese. Il suo valore dipende da vari fattori, in primis dall'andamento dei consumi elettrici, dal costo di produzione delle centrali, dal prezzo all'ingrosso degli altri mercati europei e anche da fattori esterni internazionali oppure geopolitici. Il passaggio al servizio a tutela graduale si verificherà concretamente il 1° aprile 2024.

(fonte Today.it)

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