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Bambini e adolescenti

La relazione del garante Marziale per i minori in Calabria: sanità e scuola i settori più segnalati

Presentato il documento annuale con i dati delle richieste arrivate da famiglie, associazioni e legali nel secondo mandato

Il secondo mandato da garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria è stato accolto da Antonio Marziale come la prosecuzione di una vera e propria missione sociale. Il primo incarico, nel 2016 con l'esordio della figura di tutela dei minori in Calabria, si era concluso nel 2020 lasciando un lungo vuoto per oltre due anni, ma questo periodo di vacatio in realtà è stato solo istituzionale. Il garante ha continuato ad essere identificato dagli utenti come una figura sempre presente. Marziale non ha smesso di ricevere segnalazioni e richieste di intervento, che però non poteva prendere in carico. Un vizio della legge regionale istitutiva (la n. 28 del 12 novembre 2004), che non prevedeva la possibilità di proroghe dei garanti uscenti, obbligando a una nuova nomina che però ha subìto ritardi nelle vicende tormentate che in Calabria sono iniziate con la morte di Jole Santelli e proseguite con la crisi pandemica.

Oggi a palazzo Campanella, Marziale - sociologo, scrittore, docente e cavaliere della Repubblica - riannoda i fili e riparte dallo stesso punto in cui l'esperienza si era interrotta. Presentando la sua relazione annuale, il professore originario di Taurianova ha ripercorso questa storia, dagli obiettivi passati a quelli futuri, insieme alla vicepresidente della Regione, Giusi Princi, il presidente del consiglio regionale, Filippo Mancuso, e Roberto Di Palma, procuratore capo del tribunale dei minori reggino. 

Princi annuncia nuova legge regionale su istruzione ed educazione

"La riconferma di Marziale è stata doverosa e meritata - ha detto Giusi Princi - perché ha sempre lottato in trincea conducendo battaglie personali per i diritti dei minori. Ed è bello vedere come le famiglie calabresi riconoscano questa figura, ce ne accorgiamo quando si rivolgono con fiducia al garante, che io voglio ringraziare sentitamente per il suo lavoro". La vicepresidente ha colto l'occasione per annunciare l'approvazione, avvenuta poco fa in commissione, di un disegno di legge di cui è firmataria, volto a ridisegnare la disciplina dell'istruzione e l'educazione, che in Calabria era regolata da una normativa vetusta, risalente al 2015. "A causa di questa stasi - ha sottolineato - non abbiamo potuto attingere alle risorse del piano pluriennale perdendo 80 miliardi di euro. Ma finalmente la Calabria potrà dotarsi di una legge nuova e aggiornata, che mette in campo varie azioni finalizzate a riconoscere a bambini e adolescenti tutti i servizi educativi a cui hanno diritto, erogati da personale specializzato".

Il procuratore capo Di Palma ha invece lanciato un allarme per la mancanza sul territorio regionale di strutture psichiatriche minorili. "E' un problema molto serio - ha denunciato il magistrato - perché parliamo di ragazzi che entrano ed escono dagli istituti e costituiscono un pericolo per se stessi e gli altri, compresi gli ospiti delle comunità di recupero. Occorre intervenire prima che avvengano fatti drammatici, su cui si riflette sempre a posteriori con le lacrime agli occhi, ma senza aver agito per prevenirli". 

Ricordata l'iniziativa contro la pedofilia sull'età del consenso sessuale

Il presidente Mancuso ha definito molto positivo il bilancio di lavoro del garante, ribadendo la necessità di questo operato: “Oggi cresce la consapevolezza sui diritti dei più piccoli e sulla protezione del loro benessere presente e futuro, eppure assistiamo ancora a situazioni di bambini e adolescenti vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o che vivono in condizioni di grave trascuratezza. La relazione annuale del garante - ha continuato - è l’occasione per interrogarsi su quanto è stato fatto e su quanto ancora si deve fare, per rendere il nostro territorio una regione a misura di bambino”. Il presidente del consiglio regionale ha poi ricordato un'iniziativa che vede la Calabria apripista nazionale, scaturita proprio da un suggerimento di Marziale, da sempre impegnato in prima linea contro la pedofilia. A lui si deve la genesi della mozione sull'innalzamento dell'età del consenso sessuale, approvata all'unanimità dall'assemblea regionale e diventata oggetto di una proposta di legge statale promossa dal parlamentare Alfredo Antoniozzi.

I dati del secondo mandato di Marziale: in un anno 127 segnalazioni

La legge regionale istitutiva del garante per l'infanzia e l'adolescenza ha previsto in sede di prima applicazione per l’esercizio finanziario 2004 un finanziamento di 100.000 euro, con risorse da trasferire nel bilancio del consiglio regionale. Per gli esercizi finanziari successivi la copertura degli oneri di spesa viene inserita nei bilanci di previsione annuali. Nel 2023 l'ufficio ha ricevuto complessivi 55.000 euro; nei anni precedenti le somme disponibili avevano superato i 100.000 euro tranne che nel 2017, annualità sostenuta da una cifra esigua e insufficiente, appena 15.000 euro.

Mettendo a confronto i dati delle segnalazioni giunte al garante, nel primo mandato (2016/2019) sono state 801, in quello in corso (da dicembre 2022 a tutto il 2023) ne sono arrivate 127. Il trend è in calo ma, è stato spiegato, solo perché le fasce sociali da tutelare afferiscono oggi a varie figure di garanzia istituite dalla Regione (salute, detenuti, persone con disabilità). Nell'ultimo anno i soggetti che hanno contattato il garante sono stati in prevalenza famiglie (67 segnalazioni su 127), associazioni (12) e avvocati (10). Le problematiche più frequenti riguardano situazioni scolastiche, casi legati a reati e contesti familiari a rischio. Nella relazione si indicano tra i casi maggiormente denunciati: minacce e persecuzioni verso minori all’interno di alloggi Aterp; carenza di strutture sanitarie specialistiche per minori con emergenze psichiatriche; violazione da parte dei genitori dell'obbligo di mantenimento dei figli anche nelle fasi di separazione e divorzio; violazione del diritto all’integrazione e inclusione scolastica; incapacità dei genitori di provvedere alla cura e al sostegno dei minori; lesione del diritto allo studio dei minori stranieri; inefficienze degli enti locali nella gestione del trasporto scolastico e della refezione; gravi carenze di personale medico specializzato in pediatria all’interno delle strutture sanitarie; casi di bullismo a scuola.

I problemi nell'ambiente scolastico, dagli studenti con disabilità ai bambini degli asili pubblici

Come si nota, l'ambiente scolastico è teatro di numerose situazioni di disagio, e ad essere danneggiati sono specialmente bambini ed adolescenti con disabilità o bisogni educativi speciali. Al garante è spesso segnalata inadeguatezza di alcune scuole nella gestione della disabilità e la mancata creazione di un contesto inclusivo per tutti gli studenti. Ma soprattutto è stato posto all'attenzione il problema del sostegno didattico: la continuità non è garantita a causa dei continui trasferimenti dei docenti ad altra sede e si registra ritardo nella nomina di educatori specializzati e assistenti alla persona. Non solo soltanto diritti negati ai minori con disabilità. I diritti dei bambini sono trascurati anche in situazioni ordinarie. Tante sono le richieste di applicazione più elastica degli orari scolastici d'ingresso per gli allievi delle scuole d'infanzia, spesso penalizzati nello sviluppo dei loro tempi di crescita; e di rispetto del diritto all'ammissione anticipata a scuola nel caso di piccoli che usano ancora il pannolino. 

Le scuole sono state al centro di due recenti prese di posizione di Antonio Marziale nella provincia di Reggio Calabria: la solidarietà per l'aggressione a un docente di una scuola nella periferia cittadina da parte del padre di un ragazzino destinatario di una nota, e la vicenda dei bambini che in un asilo pubblico di Locri furono lasciati fuori dai cancelli chiusi sotto la pioggia perché arrivati con pochi minuti di ritardo. 

Garante impegnato per un reparto pubblico di neuropsichiatria infantile

“Sono felice di riprendere il lavoro da garante", ha dichiarato Antonio Marziale presentando la relazione. "I contatti che ho avuto anche nel periodo di vacanza dall'incarico dimostrano che questa è una figura di cui si sente un forte bisogno". Marziale ha ribadito l'esigenza di rimarginare il vuoto generato nei due anni di assenza di un'istituzione indispensabile per il monitoraggio dei diritti dei minori sul territorio. Nel corso del primo mandato, ha ricordato, oltre il 90 per cento delle richieste è stata soddisfatta e il garante è riuscito ad ottenere un traguardo eccezionale, l’istituzione della prima terapia intensiva pediatrica in Calabria, attivata nell'ospedale di Cosenza. La sanità resta bene a fuoco sotto la lente dell'operato di Marziale. “Adesso - ha affermato - l’obiettivo sarà istituire il reparto di neuropsichiatria infantile in struttura pubblica. Manca in tutta la regione e questa situazione costringe i minori e le famiglie a spostarsi. In particolare - ha spiegato il garante -  nella nostra terra affetta da disagi e problematiche, purtroppo sono molti i bambini e ragazzi a cui serve questo reparto. Mi batterò per raggiungere questo obiettivo".

Marziale ha poi precisato che "il garante per l’infanzia non è un eroe solitario e ha bisogno della collaborazione e delle istituzioni e della gente”. In Calabria lo sfondo del cambiamento è culturale. "C’è molto da fare in Calabria - ha proseguito - il mio ruolo è di cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni, ma il garante non è detentore di un potere. Io vado a verificare in prima persona i problemi, per rendermi conto dello stato di necessità in cui versano tantissime piccole creature in un territorio carente ad ampio spettro. Ma nessun garante, in nessun luogo del paese, può portare avanti un lavoro proficuo se manca un'alleanza con gli enti, le istituzioni sociali, la famiglia e la scuola".

Anche Di Palma segnala il vuoto delle strutture psichiatriche minorili

L'input lanciato oggi dal procuratore capo Di Palma sulle strutture psichiatriche minorili era già stato rappresentato al garante, che lo mette in agenda tra le priorità del suo secondo mandato. "In Calabria è impellente - ha sottolineato Marziale - avere un reparto pubblico di neuropsichiatria infantile dove inviare minorenni con disturbi e potenzialmente in grado di commettere reati autolesionistici o su altri, tanto più che i reparti fuori regione cui si faceva riferimento hanno iniziato ad avere carenza di posti e rifiutano i ricoveri. Si tratta di una situazione prevedibile - ha aggiunto - perché il disagio psicosociale che colpisce soggetti in età evolutiva è in aumento ovunque". Un gap territoriale che si estende anche alle strutture sociosanitarie che dovrebbero curare la fase post-ricovero dei soggetti più gravi, e sul punto Marziale ha dichiarato: "Il mio intervento presso il governo regionale sarà tempestivo come già nel corso del mio precedente mandato sono costantemente intervenuto. La neuropsichiatria infantile è uno dei problemi all’attenzione del presidente Roberto Occhiuto". Il garante ha però sollecitato maggiore comunicazione e feedback tra il governo regionale e il proprio ufficio su iniziative e servizi destinati ai minori. "Al garante - ha spiegato Marziale - arrivano denunce e segnalazioni sulla lesione dei diritti dei minori, ma sarebbe doveroso che giungessero notizie anche sulle cose fatte, per farmi portavoce presso l’utenza di ciò che non è più un problema perché è stato risolto". Dalla sala Monteleone del consiglio regionale il garante ha chiesto la partecipazione civile di tutti, dai cittadini agli amministratori, per tutelare bambini e adolescenti: "Abbiamo una Calabria dove i ragazzi, finita la scuola, se ne vanno. Non è un momento roseo per i giovani e come garante devo avere il coraggio di dirlo e di chiedere che chi governa ascolti e intervenga". 

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