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Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile

Abusa di una bimba minore, la Squadra mobile arresta un reggino di 62 anni

Fondamentale per ricostruire le vicende è stata la ricostruzione dei fatti fornita, in ambiente protetto, della bambina vittima di abusi

Abusa di una bambina di soli sette anni. Gli uomini della Squadra mobile, coordinati dal questore Maurizio Vallone, ricostruiscono la vicenda e lo arrestano. In manette finisce un reggino di 62 anni che, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso il carcere di Arghillà.

Questi i fatti. La sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e sessuali” della Squadra Mobile, in esito a tempestive indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nella giornata di ieri ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del locale Tribunale nei confronti di un uomo di 62 anni, ritenuto responsabile di aver abusato, nell’ambito familiare, di una minore di sette anni.

Acquisita la notizia di reato, gli investigatori, diretti da Francesco Rattà, hanno svolto accertamenti preliminari dai quali "emergeva - spiegano dalla Questura - che l’uomo in passato era stato già condannato per reati della stessa specie in danno di altri minori".

Le indagini, coordinate dal procuratore vicario Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore Marika Mastrapasqua, svolte, prima, con preliminari attività di osservazione, pedinamento e ricognizione dei luoghi abitualmente frequentati dall’indagato e dopo intensificate con più incisive attività tecniche, hanno consentito di monitorare le abitudini dell’uomo, "anche al fine di scongiurare il pericolo di eventuali ulteriori condotte lesive dell’intangibilità sessuale di minori". 

Fondamentale alla ricostruzione della grave vicenda delittuosa è stata anche l’audizione protetta della minore. Il racconto della piccola vittima veniva riscontrato anche dalle ulteriori attività investigative disposte dai magistrati titolari dell’inchiesta. 

Gli elementi acquisiti convergevano verso una ricostruzione inequivoca della vicenda che ha portato il gip del Tribunale di Reggio Calabria a disporre nella giornata di ieri, su richiesta della Procura della Repubblica, la misura cautelare della custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato.

L’uomo, rintracciato nel tardo pomeriggio di ieri presso la sua abitazione, dopo le formalità di rito in Questura è stato condotto presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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